20170228

Infrastrutture, la vera sfida di Como


di Claudio Redaelli Nel corso di una recente visita lampo a Induno Olona in provincia di Varese, il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha concluso con una battuta.
«Nel 2015 vedevo i colleghi svizzeri sorridere con un certo scetticismo - ha detto il ministro - Oggi le cose sono cambiate; la collaborazione resta ottima e l’ultima volta che ho incontrato la collega bernese Doris Leuthard a Roma mi ha detto che siamo diventati precisi, proprio come gli svizzeri».Sul fronte dei trasporti ferroviari collegati alla nuova Alptransit, Delrio ha ribadito l’importanza strategica della collaborazione con la Confederazione. 

«Con la presidente Leuthard abbiamo fatto un programma molto intenso e stiamo lavorando molto bene. Non soltanto sulla direttrice Ticino- Malpensa, ma anche sulla Como-Chiasso». Como è un nodo strategico nelle infrastrutture europee, e non va affatto dimenticato. Il riferimento del ministro alla tratta comasca del corridoio Nord-Sud - è stato poi spiegato - non deve accendere inutili speranze sulla possibilità che si metta mano all’atteso quadruplicamento del binario Monza-Albate, che rimane fuori dai programmi a breve e medio termine di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). L’accenno di Delrio era rivolto piuttosto ai lavori di potenziamento tecnologico necessari a permettere un controllo sistematico delle percorrenze di treni che, in futuro, saranno più lunghi e in maggior numero. Di recente è stata l’associazione degli edili comaschi, l’Ance, a puntare il dito su questi problemi: scarsi collegamenti est-ovest, un interscambio ferro-gomma totalmente assente, l’opportunità offerta da Alptransit e mancata dal territorio comasco. E poi la morsa della burocrazia che vanifica spesso gli sforzi delle imprese. Sono decisamente carenti le direttrici est-ovest, sia a sud della Provincia - dove si attende il completamento della Pedemontana fino a Bergamo - sia a nord, con il tanto sospirato collegamento Varese Como Lecco, del quale oggi è attivo solo un piccolo tratto della tangenziale di Como. Senza poi parlare del nodo irrisolto della viabilità sulla sponda occidentale del lago. E per le merci non esiste un interscambio ferro gomma. Un peccato perché l’opportunità generata dall’Alptransit svizzero avrebbe dovuto essere sfruttata dal nostro territorio con maggiore determinazione. Anche i collegamenti ferroviari con Milano  dovrebbero essere un’estensione della metropolitana meneghina. Intanto AlpTransit è una realtà. Domenica 11 dicembre, in contemporanea con il cambio di orario delle ferrovie svizzere, è entrato in esercizio il tunnel di 57 chilometri tra Pollegio ed Erstfeld. Dopo l’inaugurazione dello scorso primo giugno, da adesso si andrà a regime. Nel traforo circoleranno in media 50 treni viaggiatori e potranno transitare fino a 260 convogli merci. Quello di AlpTransit è un progetto di alta velocità ferroviaria, che punta a portare il traffico di merci e persone su ferrovia in direzione Nord-Sud. Quindi, attraverso le Alpi. Un grande corridoio di ferro, scavato sotto le montagne, che - al completamento di tutti i lavori - accorcerà i tempi di attraversamento della Svizzera. Quello che entrato in servizio prima di Natale, infatti, è soltanto uno dei due trafori necessari per il completamento del corridoio. Entro il 2020 dev’essere aperto anche il tunnel di base sotto il monte Ceneri. Solo allora AlpTransit sarà completo. La realizzazione del tunnel è costata 12,2 miliardi di franchi svizzeri (11 miliardi di euro) e ha impiegato oltre 17 anni. L’opera è inoltre costata 4 milioni di ore di lavoro. Per il cablaggio sono serviti 3.200 chilometri di cavi di rame. Sono state scavate 28 milioni di tonnellate di materiale. Numeri impressionanti che consentiranno di ridurre il tempo di percorrenza di mezz’ora da fine 2016 e poi, dopo il tunnel del Ceneri, la tratta da Milano a Zurigo sarà accorciata di un’ora. Intanto in Ticino sono già state raccolte 3.500 firme per una petizione con la quale si vuole chiedere di completare AlpTransit con la realizzazione del prolungamento a sud di Lugano e della tratta Biasca-Camorino.