20170222

“La mafia ammala!”, il Rotary Erba Laghi lancia un concorso per gli studenti lecchesi e comaschi


Si terrà lunedì 27 febbraio a Erba, con inizio alle ore 11, nella sala Aurora del Liceo “Carlo Porta” in piazza De La Salle, una tavola rotonda dal titolo “La mafia ammala!”.
Si tratta di un evento organizzato dal Rotary club Erba Laghi, in collaborazione con la “Fondazione Cristina Mazzotti” e il Consorzio erbese servizi alla persona, che farà da lancio al concorso proposto sempre dal Rotary agli studenti degli istituti superiori delle province di Lecco e Como sullo stesso tema della tavola rotonda, dunque “La mafia ammala!”.

Con un lavoro di squadra, gli studenti saranno chiamati a realizzare un manifesto grafico corredato da un motto che tratti il tema dell’atteggiamento mafioso, cioè di quell’abitudine al compromesso, di quel comportamento omertoso e di sopraffazione che porta a favorire pochi a scapito di molti, atteggiamento purtroppo diffuso a vari livelli nella nostra società e strisciante già nel mondo giovanile.

“Non si parla quindi soltanto di criminalità organizzata - spiega il dottor Marco Missaglia, presidente del Rotary erbese - ma di atteggiamenti da stigmatizzare e da estirpare”.
Il termine ultimo per presentare l’adesione al concorso da parte degli istituti scolastici lariani è fissato per il 10 marzo, mentre la consegna degli elaborati avverrà a fine aprile.
La tavola rotonda di lunedì 27 al Liceo “Porta” fungerà come detto da lancio al concorso, rivolto ai giovani studenti per dare a loro ma altresì ai docenti spunti e elementi conoscitivi con i quali confrontarsi in un lavoro di gruppo.

Alla tavola rotonda, aperta a tutta la popolazione, interverranno personalità di spicco quali Gherardo Colombo, già pubblico ministero del pool di “Mani pulite” a Milano, il giudice Licinia Petrella, lo scrittore bellanese Andrea Vitali e la criminologa Eleonora Montani.

“Questo è un progetto - osserva sempre il presidente del club erbese - che il nostro Rotary ha voluto per affermare la cultura dell’educazione sociale e per sensibilizzare le coscienze, in particolare quelle dei giovani, al rispetto della legalità”.