20170221

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE: L’indagine di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delinea uno scenario eterogeneo dove prevale un lieve rallentamento dell’attività


I dati dell’Osservatorio Congiunturale relativo al secondo semestre 2016, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, mostrano un quadro caratterizzato da un rallentamento congiunturale di entità contenuta, mentre sul versante tendenziale emerge un andamento pressoché piatto.
In media, per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato, si rileva una diminuzione di due punti percentuali rispetto ai livelli registrati nella prima metà dello scorso anno. Il dato tendenziale, misurato rispetto al periodo luglio-dicembre 2015, si attesta invece a -0,5% per i tre indicatori.
L’entità delle variazioni incide solo parzialmente sui risultati conseguiti nella prima metà del 2016, quando l’Osservatorio aveva registrato incrementi superiori al 4%.
Il grado di utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese del campione si attesta a quota 65,4%, in diminuzione rispetto al dato del 71,1% registrato a metà anno. Sono tuttavia rilevabili marcate differenze sia a livello dimensionale, sia per i diversi settori merceologici.
Il contributo della produzione non realizzata internamente ma gestita attraverso pratiche di outsourcing, stabile rispetto al semestre precedente, determina un ulteriore 4% e dipende sostanzialmente da subfornitori nazionali.

Le vendite nei mesi finali del secondo semestre, e in particolare tra ottobre e dicembre 2016, rivelano una situazione di generale stabilità sul mercato domestico ed un incremento degli scambi per l’export.

Le imprese del campione confermano la vocazione all’internazionalizzazione, con oltre un terzo (38,5%) del fatturato realizzato oltre i confini nazionali.

La principale area di destinazione delle merci al di fuori dell’Italia è rappresentata dall’Europa Occidentale, dove viene assorbito un quinto (20,2%) del fatturato totale delle imprese del campione. Nella composizione geografica dei mercati serviti risultano importanti anche i BRICS (2,9%), gli Stati Uniti (2,5%) e l’Est Europa (2,3%).
Come nel caso dell’impiego degli impianti di produzione, il fatturato realizzato all’estero varia secondo la dimensione e il settore di attività delle imprese del campione: le aziende oltre i 50 addetti risultano maggiormente performanti nell’export, con una quota di oltre il 55% del totale, mentre per le imprese più piccole le vendite realizzate oltre i confini nazionali si attestano a quota 28,5%.

Esaminando invece la situazione a livello settoriale, si registra una quota di export sul totale pari al 38% per le realtà metalmeccaniche, al 43% per le aziende tessili e al 44% per le realtà degli altri settori.

Sul versante legato all’approvvigionamento delle materie prime non si registrano particolari andamenti anomali; le variazioni dei costi di acquisto risultano contenute.
L’incidenza media del costo delle materie prime sul totale dei costi aziendali risulta pari a 34,1%, tendenzialmente in linea con il dato della prima metà del 2016.
Non si rilevano particolari criticità nei rapporti con gli Istituti di credito: i giudizi espressi riguardo a spese e commissioni bancarie, richiesta di tassi di interesse e garanzie risultano stabili per oltre otto imprese su dieci. Per quanto riguarda la disponibilità degli Istituti ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove prevale nuovamente il giudizio di stabilità, ma è riscontrabile una maggior incidenza di giudizi indicanti apertura ad erogare credito.
Lo scenario occupazionale risulta anch’esso caratterizzato da una generale stabilità, confermata da oltre tre imprese su quattro; a rafforzare l’effetto di stabilità concorrono anche i giudizi di riduzione e di aumento dei livelli che assumono entità simili.
“Siamo nuovamente di fronte ad uno scenario eterogeneo dove i dati, compresi quelli riguardanti l’andamento degli ordini per il nostro territorio, mostrano una leggera contrazione - sottolinea Cristina Galbusera, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. Una riduzione peraltro anticipata dalle previsioni formulate a metà dello scorso anno dalle aziende aderenti al nostro osservatorio. Nonostante lo scenario non ancora positivo, è opportuno far notare come la situazione si presenti notevolmente variegata. Sul fronte dell’utilizzo degli impianti, ad esempio, vi sono realtà che hanno comunicato un impiego ridotto ma, al loro fianco, si inseriscono anche imprese che sono vicine alla saturazione della capacità produttiva o che l’hanno raggiunta e che stanno investendo per incrementare la propria attività. In linea con questa tendenza, accanto alle imprese che hanno segnalato rallentamenti durante la seconda parte del 2016, osserviamo molte realtà per le quali si è verificato un incremento del business. Non a caso, uno degli elementi positivi rilevati riguarda gli scambi con l’estero, che risultano più vivaci almeno negli ultimi tre mesi dell’anno”.
“La Legge di Bilancio, come abbiamo più volte osservato, propone misure a supporto degli investimenti, in particolare nella direzione strategica di Industria 4.0 che rappresenta un driver di competitività importante - continua Cristina Galbusera. Il Paese ha però la necessità, per sostenere la crescita, del completamento delle riforme avviate e che venga varato un piano strutturato di politica economica”.

DOMANDA

La domanda delle imprese di Lecco, Sondrio e Como complessivamente considerate mostra un lieve rallentamento sul versante congiunturale, mentre a livello tendenziale il dato registrato delinea uno scenario sostanzialmente invariato.
Il confronto con i primi sei mesi del 2016 fa registrare una diminuzione del -2,4%, dato che disattende le previsioni formulate a metà anno e indicanti invece livelli pressoché stabili (+0,4%).
Nel raffronto tendenziale con il periodo luglio-dicembre 2015 l’indicatore mostra una variazione del -0,4%.
Nonostante i dati risultino caratterizzati dal segno meno, le percentuali di diminuzione sono inferiori alle variazioni positive rilevate nel corso della prima metà del 2016.
Le aspettative per il semestre gennaio-giugno 2017 risultano positive e si attestano, in media, a +1,7%.
Per oltre quattro imprese su dieci (43,7%) i prodotti o una parte di essi risultano soggetti a fenomeni di stagionalità.
Lo scenario delle realtà lecchesi e sondriesi conferma una lieve decelerazione rispetto a quanto registrato per i primi sei mesi dell’anno (-2,4%), in linea con i giudizi espressi in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio, ed una variazione ridotta, seppur positiva, sul fronte tendenziale (+0,6%).
La variazione attesa per la prima parte del 2017 si attesta a un +0,6%.

ATTIVITA’ PRODUTTIVA

L’indicatore associato alla produzione per le imprese dei tre territori risulta in linea con quanto esaminato per la domanda e mostra confronti tendenziali pressoché stabili e variazioni congiunturali in leggera contrazione.
Il dato registrato rispetto alla seconda metà del 2015 si attesta a -0,3%, mentre l’analisi congiunturale delinea una variazione del -1,7% nei confronti del semestre gennaio- giugno 2016, al di sotto delle previsioni formulate durante la precedente edizione dell’Osservatorio (1,2%).
Le aspettative per la prima metà del nuovo anno indicano un’inversione di tendenza rispetto a quanto registrato congiunturalmente e si attestano mediamente a +1%.


La capacità produttiva mediamente utilizzata dalle realtà del campione si attesta a quota 65,4%, al di sotto di quanto registrato per il primo semestre 2016.

Il grado di utilizzo degli impianti di produzione differisce al variare della dimensione e del settore merceologico considerati.


Per quanto riguarda la caratteristica dimensionale, le imprese con oltre 50 addetti continuano a rivelare un maggior impiego (70,3%) rispetto alle realtà più piccole, per le quali il dato risulta pari a 62,5%.

Analizzando i settori merceologici, le aziende metalmeccaniche mostrano un maggior impiego della capacità produttiva (72,4%), mentre le imprese tessili (57,5%) e degli altri settori globalmente considerati (65,4%) registrato un minor grado di utilizzo.

La produzione non realizzata internamente ma gestita ricorrendo alla subfornitura contribuisce per circa 4 punti percentuali. L’outsourcing produttivo risulta principalmente rivolto verso soggetti operanti entro i confini nazionali (3,1%) mentre residuale è la quota attribuita a realtà estere (0,7%).
Per le aziende di Lecco e di Sondrio è riscontrabile un quadro che assume toni simili, con un rallentamento di entità contenuta a livello congiunturale (-1,8%); sul versante tendenziale è rilevabile un lieve incremento (+1,2%) mentre le previsioni per il primo semestre 2017 risultano pari a +0,9%.
Il grado di utilizzo degli impianti di produzione si attesta a quota 69,9%, mentre le pratiche di outsourcing, principalmente rivolte verso soggetti italiani (4%) contribuiscono per un ulteriore 5,6% di produzione.
MATERIE PRIME

Sul versante delle materie prime l’Osservatorio non evidenzia particolari criticità per le imprese di Lecco, Sondrio e Como.

Mediamente, per l’intero campione, i costi legati all’approvvigionamento hanno mostrato un incremento congiunturale del +1,1% rispetto ai listini di metà anno, mentre la variazione tendenziale è risultata pressoché stabile (+0,3% rispetto ai livelli della seconda metà del 2015).
Emerge tuttavia il fatto che, tra i diversi settori, in alcuni casi le variazioni al rialzo di specifiche materie prime, come ad esempio per alcune tipologie di prodotti metallici, hanno rappresentato una criticità per le aziende.
In media, oltre un terzo (34,1%) dei costi totali sostenuti dalle imprese ha riguardato l’acquisto di materie prime.
A livello lecchese e sondriese i dati confermano sostanzialmente quanto esaminato a livello generale.
FATTURATO

In linea con quanto esaminato per domanda e attività produttiva, il fatturato delle imprese delle tre province mostra una lieve decelerazione nella seconda metà del 2016.

La variazione congiunturale determinata rispetto al semestre gennaio-giugno dello scorso anno si attesta a -1,9%, disattendendo le aspettative formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio (indicanti invece +2,2%).


Sul fronte tendenziale le vendite rivelano invece un -0,8%.

Le previsioni per i primi sei mesi del 2017 risultano positive (+1,3%) e delineano, come nel caso degli altri indicatori, un’inversione di tendenza.


È confermata la forte propensione all’export delle imprese del campione, con una quota di fatturato di quasi il 40% realizzato oltre confine.

Al di fuori del territorio nazionale, il principale mercato di destinazione delle merci è rappresentato dall’Europa Occidentale, che assorbe oltre la metà delle esportazioni e rappresenta un quinto del fatturato totale (20,2%).


Altre aree di interesse sono rappresentate dai BRICS (2,9%), dagli Stati Uniti (2,5%), dall’Europa dell’Est (2,3%), dall’Asia Occidentale (1,7%) e dall’America Centro- Meridionale (1,4%).

Nel mercato domestico è realizzato invece il 61,5% del fatturato.


Dai giudizi qualitativi espressi dalle imprese del campione circa l’andamento degli scambi nel periodo ottobre-dicembre 2016 è riscontrabile una stabilità del mercato interno ed una maggiore vivacità dell’export.

Sul versante nazionale le indicazioni di crescita e di stabilità pesano rispettivamente per il 27,1% e 36,4%, mentre le indicazioni riguardanti una minor intensità delle vendite si attestano a quota 36,5%.

Per quanto riguarda l’export invece si rilevano giudizi di vendite in aumento per il 41,3%, stabilità per il 34,2% e riduzione per il restante 24,5%.

Nel caso di Lecco e Sondrio è confermata la limitata riduzione congiunturale (-1,6%) mentre sul versante tendenziale è riscontrabile stabilità dei livelli; le previsioni per l’andamento del fatturato nella prima metà del 2017 si attestano a +0,9%.

I dati risultano allineati, rispetto al quadro generale, anche per la distribuzione geografica del fatturato e per i giudizi qualitativi riguardanti l’andamento degli scambi sul fronte estero, mentre a livello nazionale è riscontrabile stabilità, confermata anche dal bilanciamento tra i giudizi di crescita e di riduzione degli scambi.

CREDITO

Nei rapporti tra le imprese dei tre territori e gli Istituti di credito non si riscontrano particolari criticità durante la seconda metà del 2016.
L’84,8% delle realtà del campione non ha comunicato variazioni rispetto all’entità delle spese e delle commissioni bancarie praticate, della richiesta di tassi di interesse e di garanzie; per contro il 10,2% ha indicato un peggioramento mentre il 5% ha segnalato un miglioramento delle condizioni.
Riferendosi alla disponibilità degli Istituti ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove, tre aziende su quattro (75,3%) non hanno indicato variazioni tra luglio e dicembre. Il 5,1% del campione ha segnalato una minor disponibilità, mentre il 19,6% ha comunicato condizioni più favorevoli.

Lo scenario delineato a livello globale trova conferma anche per le imprese lecchesi e sondriesi, dove è prevalente l’indicazione di stabilità delle condizioni (oltre l’85%), sia sul versante dei costi, sia su quello dell’apertura degli Istituti a concedere linee di credito.
SCENARIO OCCUPAZIONALE
I giudizi relativi all’andamento occupazionale del secondo semestre 2016 delineano una situazione di diffusa stabilità per le imprese di Lecco, Sondrio e Como, così come segnalato dall’80,4% del campione. Il bilanciamento tra le indicazioni di crescita dei livelli (9,4%) e riduzione (10,2%) contribuiscono a intensificare il quadro di generale stabilità. Le aspettative per il periodo gennaio-giugno 2017 mantengono sia la prevalenza di giudizi di stabilità (73,2%), sia livelli simili tra le indicazioni di aumento (10,5%) dei livelli occupazionali e quelle di riduzione (16,3%).
Il quadro per le aziende lecchesi e sondriesi evidenzia caratteristiche simili, nonostante sia rilevabile una maggior incidenza dei giudizi di stabilità rispetto a quanto visto congiuntamente.