20170310

Don Pino Puglisi ricordato al centro anziani Il Giglio da Suor Carolina Iavazzo collaboratrice del sacerdote martire uccciso dalla mafia 24 anni fa




di Gianni Riva
LECCO - Don Pino Puglisi; un sacerdote che dava fastidio alla mafia che l'ha ucciso, La figura del sacerdore parroco del quartiere Brancaccio di Palermo ucciso nel Settembre del 1993 è stata ricordata  a Lecco. Suor Carolina Iavazzo collaboratrice del sacerdote martire, accompagnata dalla consorella Suor Francesca è stata ospite del centro anziani Il Giglio in una serata molto partecipata sia da giovani, molti dei quali dell'Istituto Parini,  che da adulti.
Si è trattato di un appuntamento che anticipa il  prossimo 21 marzo  giorno importante per la città con due significati. Il primo è la visita libera dell'ex pizzeria Wall Street confiscata all'organizzazione malavitosa Coco Trovato e ridata alla collettività: il secondo è che ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, l'Associazione Libera celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie,  Suor Carolina Iavazzo ora vive fisicamente in un paesino compreso fra Bovalino e San Luca, dove insegna religione nella scuola media. Ha passato alcuni anni a fianco di don Pino Puglisi nel quartiere Brancaccio di Palermo.vivendo la tragica sera del 15 settembre 1993  Era insieme ai volontari del centro Padre nostro, stavano aspettano don Puglisi per tagliare la torta che avevano preparato per festeggiare i 56 anni del sacerdote. "Eravamo felici nell'attenderlo - ricorda la religiosa -  invece uno dei volontari, piangendo ci ha raccontato che padre Pino era morto, non aveva nemmeno la forza di dire che l'hanno ucciso" Suor Carolina ricorda quando vide il corpo del prete con il quale collaborava da due anni: aveva gli occhi semichiusi, azzurri, e il sorriso in volto. "Potete immaginare quanto mi sia tornata davanti agli occhi quell'immagine”, 

La sua è stata una voce preziosa per comprendere gli ambiti colmi di quelle che sono le dinamiche ed i problemi sociali connessi alle logiche di mafia L''intervento di Suor Carolina è stato preceduto dai saluti di Paolo Cereda della sezione lecchese di Libera e dell'assessore comunale ai servizi sociali Riccardo Mariani. L'incontro lecchese con lei è stato promosso oltre che da Libera con il Comune di Lecco e la Biblioteca civica di Valmadrera e si è svolto  nell’ex pizzeria Il Giglio della ’ndrangheta, ristrutturata, è dedicata a Emanuela Loi, uccisa dalla mafia. Emanuela Loi aveva 24 anni, il 19 luglio del 1992. Era nata a Sestu, in Sardegna, e faceva parte della scorta di Paolo Borsellino che venne fatta esplodere dalla mafia con il magistrato nell’attentato di via D’Amelio a Palermo. È a lei, alla prima donna a cadere in servizio in attività di scorta armata, che il Comune di Lecco ha intitolato ufficialmente la struttura Il Giglio per attività sociali dopo la confisca dell'immobile al clan ‘ndranghetista di Franco Coco Trovato a metà degli anni Novanta. Il centro abziani di via Ghislanzoni festeggia i due anni di esperienza positiva.