20170322

Il primo aprile si apre al pubblico l'ex pizzeria Wall Street e il centro Il Giglio compie due anni. Due beni confiscati al clan Covo Trovato ridati alla città.


di Gianni Riva LECCO - Il prino giorno di primavera ha portato laXXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie voluta dall'Associazione Libera di don Ciotti animata dagli studenti. A Lecco si sono vissuti due significativi momenti: la visita dell'ex pizzeria Wall Street al Caleotto e i due anni di compleanno della rinascita del locale ex pizzeria Giglio a Pescarenico.
Due beni confiscati all'organizzazione malavitosa Coco Trovato e restituiti ai cittadini. Una giornata per promuovere la conoscenza, insegnare a individuare il male, educare ad agire nel rispetto delle regole, del lecito e del giusto. Eliminare disparità, riconoscere diritti, garantire pari opportunità e condizioni di vita decorose. Sono questi i compiti della scuola, una scuola che è presidio di legalità, è spazio del sapere che scardina le paure in cui si annidano e trovano terreno fertile i poteri criminali. 

E proprio gli studenti, in particolare degli Istituti, Bertacchi, Parini, Grassi e Stoppani hanno vissuto questi appuntamenti.  Dopo quasi 25 anni di attesa l'ex pizzeria Wall Street di Lecco sta per a tornare a disposizione della collettività e dal 1 Aprile porte aperte per una buona pizza e un menu di cibi caldi. Il Comune di Lecco, ente a cui è stato assegnato il bene sequestrato alla 'ndrangheta si chiama:  “Wall Street: i sapori e i saperi della legalità” ma con l'aggiunta del nome "Fiore", assegnata  all' associazione temporanea di scopo composta da “La Fabbrica di Olinda” cooperativa sociale milanese che da anni gestisce progetti sociali e imprenditoriali (anche nel campo della ristorazione) presso ex-manicomio Paolo Pini e sul territorio cittadino, dall’Arci provinciale di Lecco e l’associazione “Il filo d’argento”/Auser di Lecco: "Non abbiamo voluto stravolgere il locale – hanno spiegato Paolo Cereda di Libera e Thomas Emmenegger, della Fabbrica di Olinda – quanto rinnovarlo nello spirito: questo non sarà solo un ristorante e un luogo dove mangiare bene, ma un posto di inclusione sociale e promotore della cultura della legalità”.


 Nel quadro delle iniziative organizzate per questa giornata del 21 marzo  con gli studenti delle scuole lecchesi che aderiscono al Centro di promozione della legalità (CPL) e con il Coordinamento territoriale di Libera,  la visita alla nuova struttura   Tra i nomi delle centinaia di persone innocenti uccise dalle mafie gli studenti hanno ricordato Padre Pino Puglisi ed Emanuela Loi alla quale è stata dedicata l’ex pizzeria Il Giglio ora diventata centro anziani Il Giglio. La Loi  faceva parte della scorta di Paolo Borsellino che venne fatta esplodere dalla mafia con il magistrato nell’attentato di via D’Amelio a Palermo.  Il Giglio ora svolge  attività sociali e ieri al centro ha fatto visita Domenico De Lisi, coordinatore del servizio sociale del Centro di Accoglienza Padre Nostro del rione Brancaccio di Palermo dedicato a Padre Pino Puglisi ucciso dalla  mafia."Il centro voluto da don Pino - ha detto De Liso al pubblico de Il Giglio - ' intende fornire un supporto di crescita per i giovani attraverso la divulgazione culturale, il volontariato e lo sviluppo e al valorizzazione della abilità personali". Nel corso dell'uncontro la proposta di un gemellaggio fra Il centro il Giglio e il centro Padre Nostro.