20170320

LA RESISTENZA NEL ROMANZO “INCONTRO”


di Enrico Magni (scrittore psicoterapeuta)
Si sta avvicinando la ricorrenza della Festa della Liberazione del 25 aprile e desidero segnalare il  romanzo che ho scritto “Incontro”perché prende origine dalla resistenza francese del 1943.


E' anche l'occasione per promuovere la piccolo editoria che fatica a farsi mercato. La grande e la media editoria e gli stessi autori, con facilità, sono ben visibili sugli scaffali dei librai. Le piccole edizioni e gli autori minori sono oscurati o nell'ombra o sono costretti a chiedere, domandare, bussare: tutto ciò è fastidioso e poco dignitoso.
E' il solito meccanismo darwinismo del mercato, allora come il medico partigiano di “ Incontro  è necessario resistere per far leggere le proprie storie narrate.

Il romanzo inizia nel 1943 in Bretagna. In quegli anni la morte aveva generato disperazione, conflitti e distruzioni. Il Novecento è stato il secolo che ha causato più morti in Europa, ma è stato anche il secolo dell’Unione Europea. Sono 72 anni che gli europei vivono senza conflitti.

La storia prende origine proprio da quel periodo, si sviluppa fino agli anni novanta: sono vicende umane che si intrecciano. La vita delle persone tante volte è costretta a scontrasi con le condizioni personali, sociali e situazionali della contemporaneità.

Così successe anche per questo partigiano e medico francese che combatté contro l’occupazione nazista. La cosa non fu facile e semplice. 

Lo sfondo delle spiagge della Bretagna francese, insieme alla casa del medico partigiano, soggette ai giochi delle basse e alte mare, spiccheranno per tutta la narrazione: la casa diventerà il luogo della memoria e della continuità.

La guerra, i tradimenti, la morte della giovane compagna del medico-partigiano, conosciuta prima nella balera del paese, poi sul campo di battaglia,  fu dirompente.
Lei era una giovane professoressa ebrea. Era riuscita a fuggire in tempo dalla deportazione, viceversa i suoi genitori vennero deportati. Morì combattendo sul campo di battaglia, quella morte segnò profondamente la salute del medico-partigiano: la pace e la liberazione non bastarono per rallegrare e illuminare il futuro.

La casa che guardava il mare e scrutava le barche dei pescatori la lascerà alla sua unica nipote. Fin da piccola la frequenterà con la madre. Sarà la casa dell’Incontro: luogo di ritrovo e di riconciliazione con l’esistenza.

La nipote trascorrerà l'infanzia e l'adolescenza a corre sulla spiaggia avvolta dal fascino magico di quei luoghi medioevali. Lì, tra i ruderi di quei castelli, incontrerà un giovane poeta che cercava  storie da raccontare. Il caso e il fato tessero la tela dell'inatteso.
L'Incontro fu breve ma  segnò per sempre le loro vite.

Dopo quel breve incontro restarono sempre in contatto, nel frattempo la vita scorreva e le varie vicende sociali di quegli anni, dopo un risveglio e di cambiamenti profondi della società degli anni sessanta, si fecero oscuri e problematici. Loro divennero dei testimoni di quell'epoca.

Il poeta e la professoressa parlavano delle loro vicissitudini esistenziali, attraverso un amico del poeta. Il desiderio profondo era quello di ritrovarsi nella casa in Bretagna.

La casa e i ricordi erano custoditi dalla fedele amica partigiana del medico. La partigiana era la memoria storica. Il suo compito era di tener attivo la memoria della resistenza e di accudire e custodire quella casa.


Un filo rosso intrecciava la loro storia con il passato e il presente, era quello dell'amore  che, per strane coincidenza e paure inconsce, si infrangeva contro scogli e maree che impedivano al desiderio di approdare alla riva.
Le nebbie della lontananza e dell'insicurezza si diradarono, però il tempo ormai aveva disseminato sul terreno dolori, sofferenza, illusioni, inganni e malattie.

Il desiderio d'incontrare la persona amata era forte e apparentemente inossidabile, ma la realtà, come il tappeto verde del biliardo, giocò qualche invisibile scherzo e anche il colpo più magistrale non raggiunse la buca.




Il romanzo INCONTRO. Si può chiedere nelle librerie, oppure redazione@segmentieditore.it
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