20170326

Lo sviluppo turismo: sfida e opportunità per il territorio lombardo

Si è inaugurata  a Lariofiere di Erba la 34esima edizione della MECI, alla presenza dell’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Mauro Parolini


“La sfida del turismo, in Lombardia, può essere vinta solo a due condizioni. In primo luogo occorre che le istituzioni guardino con simpatia e non con sospetto all'iniziativa dei cittadini, che va sostenuta e guidata a condizione che l'interesse del singolo si coniughi con quello generale, ed è quanto Regione Lombardia ha voluto fare con la nuova legge quadro che abbiamo varato, valorizzando quanto proviene dal basso. Dall'altro è necessario mettere a sistema ed integrare le diverse filiere trasversali della nostra economia”.

Ad affermarlo è stato questa mattina l’Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Mauro Parolini, intervenuto ad inaugurare la 34esima edizione della MECI (Mostra dell’Edilizia Civile e Industriale), in programma fino a lunedì al Centro Espositivo Lariofiere di Erba.
Un intervento molto apprezzato, il suo, durante il quale Parolini ha evidenziato il forte impegno che al turismo Regione Lombardia sta dedicando: “Se nel 2015 il settore turismo in Lombardia è cresciuto dell’11% sull’anno prima, lo scorso anno l’aumento è stato nell’ordine del 4-5%. Ma soprattutto le presenze sono cresciute più degli arrivi, portandoci al quarto posto in Italia, con possibilità di sviluppo ancora superiori alle altre regioni perché abbiamo risorse inespresse. Da noi, poi, il turista spende mediamente di più. Dobbiamo pensare allo straordinario indotto che il turismo porta con sé. E, soprattutto, dobbiamo pensare che se Milano ha una funzione propulsiva, la Lombardia va ben al di là della cerchia dei bastioni: la nostra idea è quella di una “città regione” in cui, attraverso una rete di trasporti resa più efficiente, le opportunità si distribuiscano in modo diffuso”.
L’Assessore regionale ha poi spiegato il progetto sperimentale che interesserà 70 comuni lombardi: “Se vogliamo accrescere la nostra attrattività dobbiamo saper semplificare il rapporto tra istituzioni ed economia. Promos collaborerà con questi 70 comuni in cui vogliamo si attui un modello virtuoso: meno oneri, azzeramento di quelli per il cambio di destinazione d’uso di un edificio, riduzione delle dei tempi delle procedure, impegno ad un rapporto collaborativo con chi vuole investire. Da parte nostra su questo progetto investiremo 100 milioni di Euro”.

Infine Parolini si è soffermato sul bando turismo ed attrattività, che mette a disposizione fino a 40 mila Euro a fondo perduto per chi vuole ristrutturare o ampliare l’offerta, introducendo nuovi servizi, e sulla recente legge per il recupero dei seminterrati, che consentirà di recuperare volumi da destinare a nuovi spazi e nuovi servizi.

Le proposte del mondo delle costruzioni
Ad aprire l MECI, dopo il saluto introduttivo del presidente di Lariofiere Giovanni Ciceri e del vicesindaco di Erba Claudio Ghislanzoni, era stato il presidente del Comitato promotore, Paolo Valassi. Nel suo intervento, Valassi aveva sottolineato il ruolo della MECI quale occasione privilegiata per riflettere sul futuro del nostro territorio, creando un dialogo tra due settori, l’industria del turismo e l’industria delle costruzioni, che forse sino a ieri non si parlavano a sufficienza”.
Valassi aveva quindi insistito sulla sfida che il territorio aveva di fronte: unire le forze attorno ad un progetto comune”, richiamando il livello amministrativo locale a fare la propria parte, “migliorando e potenziando le infrastrutture, ma soprattutto riducendo quella burocrazia che scoraggia gli investitori ad intraprendere qualsiasi iniziativa”.
Tre le proposte concrete messe sul tavolo. In primo luogo “consentire al committente di limitarsi a protocollare il solo progetto architettonico per l’approvazione degli uffici, per poi integrare i progetti impiantistici ed energetici solo quando si ha la certezza che il progetto è cantierabile”.
In secondo luogo sperimentare sul territorio lariano un biennio di libero sviluppo edilizio-urbanistico, pensando di prevedere, per la sola parte di ampliamento legato all’attività turistica ricettiva, un’esenzione dell’IMU per i primi 5 anni, zero oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione”.  Su entrambe queste idee l’Assessore Parolini si è detto interessato ad un approfondimento per verificarne la fattibilità.
Valassi ha concluso con un’ultima proposta il suo intervento: Per rilanciare le compravendite di un mercato della casa che ancora ristagna, inventare una nuova formula che incentivi  il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e, al tempo stesso, favorisca l’acquisto di nuovi immobili da parte di chi, oggi, vorrebbe comprare ma è frenato dal rischio di dover svendere una proprietà”, esentando dall’IMU chi acquista un edificio a condizione che lo ristrutturi migliorandone sensibilmente i consumi energetici”.


La tavola rotonda “Edilizia e Turismo”
Particolarmente ricca di spunti la tavola rotonda che è seguita, moderata dal giornalista e fondatore di “Quotidiano Immobiliare” Guglielmo Pelliccioli. Ad aprirla il prorettore dell’Università Insubria, Giuseppe Colangelo che ha evidenziato l’esigenza che si sviluppi un’edilizia realmente specializzata negli interventi a sostegno della ricettività alberghiera, sottolineando la necessità da parte degli enti locali di azioni concrete per incentivare chi vuole investire in questo settore e in quello, attiguo, della ristrutturazione dei beni culturali.
Molto critico su come, in passato, si sia “barbarizzato il territorio” è stato Andrea Camesasca, membro di giunta della Camera di commercio di Como con delega al turismo: forte il richiamo lanciato da Camesasca al potenziamento delle infrastrutture di mobilità e servizio, senza le quali non è possibile sfruttare il positivo posizionamento del nostro territorio rispetto a Milano, così come all’esigenza di lavorare tutti insieme su un brand, “Lago di Como”, capace di svolgere una forte funzione attrattiva a livello internazionale.
Sull’esigenza di potenziare le infrastrutture si è soffermato anche Severino Beri, presidente di Federalberghi Lecco, che ha chiesto una maggior regolamentazione per le strutture ricettive non alberghiere e ha invitato a superare la dimensione micro-familiare di molti alberghi.
La carenza cronica di strutture ricettive adeguate è, per Franco Gattinoni, fondatore e presidente dell’omonimo gruppo di agenzie turistiche, il vero limite di Lecco: “Siamo all’anno zero” ha affermato, invitando davvero a incentivare chi voglia investire in ambito turistico sul territorio, per poter sfruttare una location incantevole come il lago di Como anche per intercettare grandi eventi che potrebbero trovarvi collocazione.
L’urgenza di una reale semplificazione normativa soprattutto in ambito autorizzativo è stata sottolineata dal presidente di ANCE Lecco Sondrio, Sergio Piazza, che ha ricordato come i lunghi tempi oggi necessari scoraggino gli investitori internazionali. Da parte sua il presidente di ANCE Como, Luca Guffanti, si è invece soffermato sulla necessità di potenziare, a fianco della dotazione di strutture ricettive, anche la proposta culturale.
Laura Malighetti, infine, docente al Politecnico di Milano, ha presentato alcune case study che hanno visto il mondo accademico mettere le proprie competenze a servizio di progetti tesi a ridisegnare, a livello anche urbanistico, aree pubbliche (vecchio nucleo di Premana, Filanda Gavazzi di Valmadrera e lungolago di Bosisio Parini) e private, con l’obiettivo di potenziarne l’attrattività turistica. Un impegno che il Politecnico intende proseguire anche nel futuro, a servizio del territorio.


Orari: Sabato e Domenica 9,00 – 19,00 | Lunedì 9,00 – 18,00 – www.fierameci.it