20170307

Ricordato il 7 marzo 1944 senza Pino Galbani l'unico sopravvissuto dalla deportazione spentosi a 90 anni nel Natale 2016



di Gianni Riva
 LECCO - Vita-Libertà-Felicità-Amore, Quattro parole importanti che hanno fatto da segmento alla città e il suo territorio nel icordare il 7 marzo di 73 anni fa.Un anniversario vissuto senza Pino Galbani, uno degli scampati dalla deportazione nei campi di concentramento scomparso a 90 anni mel Natale 2016.Con la scomparsa di Galbani si è persa una figura che rimarrà nei cuori non solo di chì l'ha conosciuto come agazzi e  persone che in questi anni lo hanno ascoltato e, in occasione del 73mo anniiversario, nell'aula magna del Bovara l'hanno rivisto con commozione in un video registrato nel 2011. Questa è una ricostruzione di Giovanni Riva, segretario della Camera del Lavoro di Lecco dal 1962 al 1967 di quanto accadde in quella storica data. . “Nel marzo ’44 erano in corso in diverse città d’Italia scioperi di importanti fabbriche contro la guerra, il fascismo, il nazismo e per chiedere miglioramenti nella distribuzione annonaria, nei salari, nelle questioni aziendali.A Lecco il 7 marzo 1944, alle 10 del mattino, al suono della sirena (la prova quotidiana di allarme aereo) i lavoratori della Rocco Bonaiti, della Badoni, della File, del Caleotto-Arlenico e di altre di minore importanza incrociavano le braccia per due ore. Nelle citate fabbriche lo sciopero ebbe un successo totale, larghi addentellati nelle fabbriche minori e della vallata. Cessato lo sciopero nelle altre aziende, esso continuava alla Rocco Bonaiti in quanto i lavoratori ritenevano di dover intensificare l’azione per ottenere miglioramenti aziendali.Verso le 14.20 piombano in fabbrica gruppi armati di fascisti, con mitra e bombe a mano. Provenivano da Como, chiamati da qualcuno della direzione. Costringono i lavoratori a radunarsi sul piazzale, chiedono chi siano stati gli organizzatori dell’agitazione. Arrestano 24 uomini e 5 donne, e forniti dalla direzione aziendale di una lunga corda, legano gli operai facendoli sfilare per le vie di Lecco.” 
Quei lavoratori saranno poi deportati ad Auschwitz, e solo due di essi potranno tornare per raccontare i suoi orrori. In totale saranno circa 12.000 gli operai accusati dal regime fascista di aver organizzato il boicottaggio della produzione bellica e che furono deportati e fatti morire. Ad essi aggiungiamo tutti i combattenti caduti nel corso della guerriglia partigiana e delle azioni di boicottaggio in città, ed avremo un’idea del prezzo di sangue pagato dalla classe operaia di questo paese. Molto probabilmente credevano, pagando quel prezzo, di conquistare un futuro diverso Nella manifestazione nell'aula  magna ex Bovara, promossa da ANPI, CGIL, CISL e UIL, unitamente al Comune e alla Provincia di Lecco. presenti: il preside Angelo De Battista, il dirigente scolastico Raimondo Antonazzo, Giorgio Carnicella della Cgil, Giancarla Pessina dell’Anpi, l’assessore comunale Anna Mazzoleni il prefetto Lilliana Baccari, il vicario per il Questore di Lecco: Gabriella Acca e la direttrice delle carceri di via Beccaria Antonina DpOnofrio, con il coinvolgimento degli studenti dell’IIS Bertacchi e degli Istituti lecchesi che partiranno per il Viaggio per la Memoria 2017 da Lecco ad Auschwitz. dal 23 al 27 marzo. Nel ricordo del 7 marzo nell'aula magna amche l'Ensemble del Liceo Musicale Grassi con brani neoclassici, La manifestazione è stata chiusa da Wolfango Pirelli segretario della Cgil  Lecco che ha raccolto consensi.