20170313

Sulle sue tele emozioni e incanti. E poesia

Il pittore lecchese Guido Erba esporrà alla galleria d’arte “La Nassa” a Pescarenico dal 6 al 26 maggio

di Claudio Redaelli
Paesaggi della Lecco di ieri e di oggi, del sempre suggestivo golfo e dei rioni cittadini, scorci del “suo” lago e affascinanti angoli di Mandello e di Olcio, così come di Malgrate o della passeggiata ai margini del fiume Adda, senza tralasciare paesaggi agresti, con Campo de Boi e Costa a dominare la scena.

Poi la neve, capace di regalare sensazioni magiche a ogni età e di far diventare a suo modo fanciullo anche il più esperto tra i pittori, pronto a immortalare sulla tela la bianca coltre per trasmetterne il suo misterioso fascino.
Guido Erba è davvero un maestro, innanzitutto perché con la stessa intensità emotiva sa cogliere la poesia di un tramonto e quella di una città o di un quartiere imbiancati, i colori di un giardino in fiore e della campagna al risveglio della primavera e lo scorrere delle stagioni, fin quasi a svelare i segreti della luna quando si affaccia per rischiarare il cielo e la città sottostante.
Le tonalità stesse dei suoi dipinti sono, a ben guardare, poesia. Taluni quadri appaiono a prima vista pervasi da una velata malinconia che a ben guardare, più realisticamente, rivela invece la spiccata sensibilità di questo artista.
Ogni suo quadro trasmette così idealmente un messaggio, che ci piace pensare sia di gratitudine per la magnificenza del Creato, con il lago, i monti e i paesaggi circostanti a “interpretare” il sogno di ogni pittore, ossia fermare sulla tela il bello in cui siamo immersi. E di cui troppe volte fingiamo di non accorgerci.
Vi sono anche, è vero, nei quadri di Guido Erba immagini e scorci che non ci sono più, evocati nostalgicamente quasi a auspicare il ritorno a una città e a un territorio ideali, a una vita più a misura d’uomo, lontana dal contesto caotico in cui siamo immersi e da cui rischiamo di farci travolgere.
Lui no, lui del suo atto d’amore verso la terra in cui è cresciuto e che gli ha fatto il dono di “inquadrature” ad effetto continua a dare un saggio nelle sue opere, una carrellata di immagini e di situazioni, di luci e di colori.

Un atto d’amore raccontato sulla tela. E che in quanto tale neppure il tempo potrà cancellare.