20170406

60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA: INCONTRO ALL’INSUBRIA

Giovedì 6 aprile 2017, dalle 9 alle 13 nell'Aula Magna del Collegio Cattaneo in via Dunant 7, a Varese, si svolgerà un incontro pubblico dal titolo “Europa Sì, ma come e perché. L’ultima chiamata e il tempo del coraggio” sui Trattati di Roma del 1957 che hanno dato avvio alla costituzione dell'Europa quale nuova entità politica e civile.

L'iniziativa è promossa dal Centro Internazionale Insubrico in collaborazione con l'Associazione "Un'Altra Storia" di Varese e prenderà le mosse dalla testimonianza diretta di due neolaureate dell'Insubria che appartengono alla cosiddetta “generazione-Erasmus”: Licia Barletta e Angela Marsegan che parleranno della loro esperienza vissuta come studentesse proiettate nella realtà universitaria europea. Queste due testimonianze saranno poi integrate dalla voce di una studentessa, Cassandra Savolti, che si affaccia, a sua volta, su questa realtà dell'interscambio europeo di esperienze di studio e di vita. La giornata prevede poi l'intervento di uno storico, il prof. Antonio Maria Orecchia dell'Università degli Studi dell'Insubria, che parlerà dell'Europa illustrando la storia di un'identità come quella europea, mentre il prof. Giuseppe Musolino dell'Associazione "Un'Altra Storia" illustrerà l'esistenza di Un'Altra Europa parlando del tempo del coraggio, in un momento in cui l'Europa è al centro di una pressione immigratoria particolarmente rilevante e diffusa. La manifestazione si concluderà infine con l'intervento di un filosofo come il prof. Fabio Minazzidell'Università degli Studi dell'Insubria che parlerà dell'Europa come un progetto politico-civile ancora aperto. Come ha dichiarato lo stesso Minazzi "l'Europa deve infatti essere pensata - ed anche ripensata - come un progetto aperto, in grado di incrementare la crescita delle conoscenze che si devono sempre intrecciare con la crescita delle liberà civili. Proprio questo intreccio rappresenta e ha rappresentato storicamente la più innovativa sfida europea che ha permesso all'Europa di farsi, pur all'interno di molteplici contraddizioni storiche, motore di un profondo cambiamento entro la stessa storia della modernità".