20170413

Crescono del 20 per cento gli avviamenti al lavoro di disabili e fasce deboli. Crescono anche le donne italiane (+ 6 per cento) che cercano lavoro come assistemti famigliari.


di Gianni Riva
LECCO – Tempo di bilanci per il Servizio Collocamento Disabili e Fasce deboli della Provincia di Lecco e per il Centro Risorse Donne: Il report dell’attività 2016 è stato presentato presso la sala consiliare di Villa Locatelli, in presenza di , Cristina Pagano (Responsabile del Servizio Collocamento Disabili e Fasce Deboli) e Tina Valseschini (Centro Risorse Donne).Confermato un trend decisamente positivo per il servizio rivolto a disabili e fasce deboli, che nel 2016 ha visto un decisivo aumento sia delle iscrizioni che dei collocamenti. Ben 42 i Comuni della Provincia che usufruiscono del Servizio Collocamento Disabili e Fasce Deboli: “Anche per questo 2017 possiamo garantire che il servizio resterà sotto la Provincia di Lecco – ha annunciato il consigliere delegato al lavoro e ai servizi per l’impiego Giuseppe Scaccabarozzi, presente all’incontro – per l’anno venturo ancora non sappiamo. Ma per ora possiamo mantenere un servizio decisamente importante e in costante crescita portando la nostra Provincia fra le migliori”.E’ proprio la progressiva crescita degli iscritti nelle liste di collocamento ad essere stata ricordata come primo dato: "A partire dal 2008 – ha spiegato Cristina Pagano – gli iscritti sono costantemente in aumento passando da 1.260 unità nel 2008 a 2.342 unità nel 2016. Nell’ultimo anno il 95% di questo risultato appartenere alla categoria degli invalidi civili  soggetti aventi per la maggior parte oltre 45 anni (55% degli iscritti),  come livello di istruzione la scuola media inferiore (oltre il 72%)". . Le risorse  impegnate sono state 1,7 milioni di euro divisi fra istituzioni e privati.  Nonostante la crisi l'apporto dei privati non è calato, ma anzi è aumentato. Questo perché le aziende sono obbligate ad assolvere gli obblighi di legge e chi ha impianti in più province decide di farlo nel lecchese perché trovano un interlocutore serio, che offre servizi a burocrazia praticamente zero. "In un momento di difficoltà economica e istituzionale, - aggiunge il cbnsigliere delegato Giuseppe Scaccabarozzi - per quanto concerne la funzione delle province, il Servizio collocamento persone disabili e fasce deboli della Provincia di Lecco hanno creato occupazione".Crescono anche le persone che si rivolgono al Centro risorse donne di Lecco: 2.538 nel 2016  in cerca di lavoro, mentre le famiglie che hanno richiesto il servizio  nello scorso anno sono state 244 sette in più rispetto all'anno precedente. Famiglie alla ricerca di lavoratori di cura (assistenti familiari, colf, baby sitter, ecc...)  .Tina Valseschini responsabile del servizio provinciale, "Si conferma un trend gia` verificato in precedenza: aumentano in modo significativo le donne con una qualifica professionale che si rivolgono al centro in cerca di un lavoro. . Molte donne, ma questo non è obligatorio. hanno conseguito la qualifica ASA (Ausiliario socio assistenziale) o OSS (Operatore socio sanitario) per presentarsi al mercato del lavoro attrezzate con competenze specifiche e non con una disponibilita` generica"Aumentano inoltre le italiane che si rivolgono al servizio,  il 37 per cento nel 2016 e  31 per cento nel 2015. Costante invece il trand per ledonne provenienti da. Romania, Ucraina, Moldavia e Polonia che si confermano i Paesi dai quali provengono il maggior numero di donne che si rivolgono al servizio. Calo invece per donne africane, sudamericane e asiatiche..
Il Centro Risorse Donne, presente con  sportelli nel territorio, nasce nell’anno 2004 grazie ai finanziamenti europei del Progetto NCE, realizzato dalla Provincia di Lecco La creazione di tale Centro e` stata tra l’altro una delle condizioni imposte dall’Europa per ottenere i finanziamenti per la ristrutturazione dell’antico Monastero di Santa Maria del Lavello, situato nel Comune di Calolzio. sportelli del centro  anche a Bellano e Merate,