20170414

La figura dell'alpinista Mary Varale ricordata al centro comunale anziani Il Giglio dall' associazione diritti anziani di Lecco.


di Gianni Riva
LECCO - "La storia della Varale (1895-1973) si colloca in un periodo storico dell'alpinismo dove chi saliva e arrampicava erano solo uomini. A lei va il merito di averlo cambiato". A dirlo l'alpinista ed ex responsabile del Soccorso Alpino Giacomo Arrigoni presente al centro comunale anziani Il Giglio che ha ospitato  l'incontro con la figura di Mary Varale,  importantissima per l’alpinismo italiano e per l’affermazione femminile. La Varale  ha lasciato anche un ricordo del suo passaggio nel lecchese con l'incontro con i giovani alpinisti che negli anni '30 iniziavano ad affrontare le pareti della Grigna.  L' incontro promosso dall'associazione Diritti Anziani di Lecco presieduta dall'ex segretario dei pensionali Uil Gianpiero Paradisi ha visto la presenza al Giglio di numerosi ospiti che per loro  non è stato difficile immaginare, in quegli anni, la montagna come un ambiente di predominio maschile. Un retaggio di una convinzione della presunta inferiorità (soprattutto fisica) della donna.    
IL PROFILO.
Maria Gennaro, nata a Marsiglia nel 1895 da una famiglia di immigrati italiani, comincia sin da piccola ad arrampicare come naturale risposta a un bisogno: quello di uscire all’aria aperta, di muovere i muscoli e liberare la mente. Mary comincia a scalare le pareti rocciose, che danno sul mare della Costa Azzurra, a mani nude, con l’ausilio di una semplice corda e talvolta di qualche compagno.Quando sposa Vittorio Varale, famoso giornalista sportivo specializzato nel ciclismo, nel 1933, sono ormai 9 anni che Mary arrampica: ha raggiunto un centinaio di vette ed è ormai un’esperta alpinista. Con il suo entusiasmo trascina il marito nelle sue imprese, trasmettendogli la sua passione per la montagna, nel periodo del Fascismo mussoliniano.Come prevedibile, il punto di rottura avviene nel 1935, quando a Mary e al suo compagno di cordata Alvise Andrich, il CAI si rifiuta di riconoscere la medaglia al valore atletico, nonostante l’alto valore della scalata intrapresa sul Cimon della Pala. Sempre Arrigoni, nel ricordo: "I motivi sono soprattutto politici: per questo motivo Mary indirizza una lettera, piena di amarezza e di delusione, al CAI di Belluno, dichiarando le sue dimissioni". Dal momento del suo ritiro non vengono più trovate registrazioni delle sue imprese e non si ha conferma della sua attività alpinistica. Anche a causa di un’artrite precoce e di un’emiplagia che la lascerà inferma, l’attività di Mary Varale si ferma a metà degli anni Trenta. L'apertura dell'incontro è stata data da Katia Zucchi educatrice comunale del Giglio e da Sonia Prete dell'Ada.