20170428

"Le memorie del comandante Gek": Ultima pubblicazione sulla lotta partigiana di Mastalli presentato a Il Giglio. Il 28 aprile 1945 la fucilazione a Mezzegra di Mussolini.




di Gianni Riva

LECCO - "Le memorie del comandante Gek" è l'ultimo lavoro dello studioso Piefranco Mastalli L'autore l'ha voluto presentare al centro comunale anziani Il Giglio davanti ad un pubblico, che più degli altri, ha vissuto i fatti storici legati anche agli ultimi giorni di Benito Mussolini che, accompagnato da una colonna tedesca, lo hanno portato all’arresto a Dongo e alla fucilazione a Mezzegra il 28 aprile 1945.
Fatti che lasciano aperto la discussione sul così detto "oro di Dongo" che neppure il processo nel 1957 a Padova è riuscito a dipanare. Il libro di Mastalli è un racconto dedicato al susseguirsi di dati ed episodi grazie anche al contributo del comandante  Gek che è stata una chiave di lettura del periodo della Resistenza, e lotta partigiana legate alle Brigate che hanno operato sulle montagne anche valsassinesi.  Federigo Giordano, Gek, uno dei pochi comandanti partigiani ancora viventi (ora 91enne con casa a Bergamo), ha consentito, con la sua testimonianza, grazie al confronto con nnolti documenti reperiti, di presentare un quadro completo e, soprattutto, il più possibile veritiero di quegli avvenimenti. Le persone hanno seguito l’interessante conferenza di Pierfranco Mastalli . I retroscena raccontati dal Mastalli  hanno permesso di ripercorrere quei fatti decisivi che portarono alla caduta definitiva del movimento fascista in Italia.

Il pubblico prsentte al  Centro anziani Il Giglio che ha organizzato l'appuntamento ha seguito con molto interesse il racconto di Pierfranco Mastalli ricordando che i comandanti partigiani che firmarono a Colico la resa dei tedeschi sconfitti furono GEK e SAM, che in quel momento rappresentano il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Nel libro di Mastalli - sempre nrl suo racconto al centro -  l’episodio della fortezza volante americana che, colpita dalla contraerea tedesca mentre bombardava la ferrovia vicino a Verona, fu costretta ad un atterraggio di fortuna sui prati dell’Adda vicino a Morbegno. L’equipaggio USA venne soccorso da partigiani del CNL di Morbegno e poi accompagnato, attraverso sentieri sino alla Svizzera, trasportando un ferito che, per le sue condizioni, dovette essere caricato a spalle per lunghi tratti del percorso impervio. Nel corso dell'approfondita discussione scaturita al termine della presentazione di Pierfranco Mastalli sono emerse delle preziose testimonianze.