20170411

“Tra ansie e speranze”, come aiutare gli anziani in un libro del dottor Maurizio Rossi

Fu un medico stimato e apprezzato per la professionalità e la sua costante vicinanza alle persone, in particolare proprio agli anziani, a lui affidati

di Claudio Redaelli
Un amico personale, un amico di famiglia con il quale dialogare e con il quale confidarsi. E un medico stimato e apprezzato per la professionalità e la sua costante vicinanza alle persone, in particolare agli anziani, a lui affidati.
Così era il dottor Maurizio Rossi, per oltre trent’anni medico all’ospedale di Lecco e prezioso riferimento del presidio Cazzaniga, dove ebbe a sviluppare una profonda cultura geriatrica.

Proprio per le persone “di una certa età” che si trovano a dover collaborare con il proprio medico per assistere se stessi, un familiare o qualche amico anziano il dottor Rossi aveva scritto nel 1983 il libro “Tra ansie e speranze”, raccogliendo esperienze, consigli, avvertimenti, spunti dietologici e informazioni varie da lui solitamente trasmessi agli ammalati non più giovani o ai loro parenti, “in genere preoccupati perché si sentono isolati e poco pratici in materia assistenziale tra le mura di casa”.

“L’assistenza domiciliare agli anziani- scriveva nella prefazione il dottor Rossi - viene attualmente fornita là dove esistono necessità di carattere infermieristico e particolari situazioni socio-ambientali”.
Saper aiutare quelle persone, del resto, voleva e vuol dire tuttora assisterle. Ciò può portare a un’autoassistenza fatta di autocontrolli, oppure ad attenzioni consapevoli da parte dei familiari o di amici volonterosi.
In ogni caso un maggiore bagaglio di conoscenza si dimostra indispensabile. E il dottor Maurizio Rossi scriveva che “il malato ha bisogno di avere intorno gente che capisca l’entità dei problemi e le difficoltà che si incontrano”.
In questo caso la lettura di “Tra ansie e speranze” poteva risultare utile anche ai più giovani, sensibilizzati su queste tematiche.
Giustamente il medico lecchese annotava che “tabelle, schemi, ricette, formule e diagrammi non sono molto accettati dalle persone anziane e dai profani che badano alla loro salute”. Così il dottor Rossi aveva preferito riportare situazioni di allarme che vanno riferite quanto prima al proprio medico e le varie situazioni di malattia più o meno gravi che richiedono attenzioni e aiuto.
Nel libro erano altresì tratteggiati l’esperienza vissuta dall’autore in campo sociale e i problemi che potevano insorgere con anziani handicappati.
Maurizio Rossi annotava in un capitolo della pubblicazione che la serena valutazione delle condizioni psichiche e fisiche dell’ammalato è la prima condizione per poterlo aiutare concretamente.
“Questa valutazione - affermava - da parte di chi assiste a casa si traduce nella stima del grado di autosufficienza del bisognoso di cure. L’impegno assistenziale può infatti essere modesto o estremamente gravoso a seconda di quanto è in grado il malato di regolarsi e accudirsi”.
“Molte cose che compaiono nel libro - concludeva il dottor Rossi nella prefazione - e che io trasmetto al lettore mi sono state indicate nell’esperienza di ogni giorno da persone curate, dai loro familiari, dal personale infermieristico, dai miei colleghi più anziani e da quelli più giovani”.

Un libro, insomma, ancora oggi di grande attualità. E di grande saggezza.