20170415

Un “pugno" al Parkinson lo da anche il Panathlon Lecco


LECCO -  Attenuare i sintomi del Parkinson a “colpi” di boxe. Non è uno scherzo, ma una bella realtà quella della Rock Steady Boxing, ovvero un tipo di boxe senza contatto utilizzata dai malati di Parkinson per contrastare i sintomi della malattia.
A testimoniare in prima persona i benefici che derivano da questa attività sportiva è Tiberio Roda, erbese, affetto da una lieve forma di Parkinson che gli è stata diagnosticata nel luglio 2013, a 58 anni. Tiberio e la Rock Steady Boxing sono stati protagonisti dell’incontro organizzato dal Panathlon Club Lecco mercoledì sera presso la Sala Conferenze di Confcommercio. Con Roda erano presenti anche Paola Roncareggi, ex pallavolista e oggi coach di RSB – la prima donna europea a diventarlo – e Luca Morelli, medico sportivo del Centro di Riabilitazione San Fedele di Longone al Segrino. Sono stati loro a raccontare la storia e il successo della Rock Steady Boxing. Presenti all’incontro anche il vicesindaco di Lecco Francesca Bonacina insieme all’assessore allo Sport Stefano Gheza, l’ex campionessa di sci Alessandra Tondale e la presidente di Soroptimist Anna Orani e per Lions Club Host Lecco Assunta Galbiati. La pratica è nata in America, a Indianapolis, nel 2006 grazie all’ex procuratore della Marion County Scott C. Newman, affetto dal morbo di Parkinson. “Quando gli diagnosticarono la malattia – ha raccontato Tiberio Roda – aveva solo 40 anni ed era all’apice della sua carriera come procuratore. Cadde in depressione, fino a che un suo amico gli fa provare la boxe. La rinascita fu immediata”. Grazie al suo spirito altruista e alle donazioni private Newman riuscì ad aprire la sua prima palestra di RSB. Per gli allenamenti chiamò la pluricampionessa mondiale di boxe Kristy Rose Follmar che accettò di collaborare al progetto: in breve tempo in America la Rock Steady Boxing prese piede, aiutando sempre più persone affette da Parkinson a ritrovare il benessere. Ben presto del ‘fenomeno’ iniziano ad interessarsi le università: viene così provato che la pratica della boxe senza contatto permette di stimolare dei circuiti celebrali “alternativi”, permettendo al parkinsoniano di riacquistare coscienza e controllo del proprio corpo e dei propri movimenti. Dall’America la pratica è “approdata” a Ponte Lambro, in Provincia di Como, grazie a Tiberio Roda: “Stavo navigando in internet qualche mese dopo aver scoperto di avere il Parkinson, e mi sono imbattuto nella Rock Steady Boxing. Ho voluto subito provare, aiutato dal maestro e amico Enrico Milazzo, titolare della palestra New Millenium di Ponte Lambro. Accorgendomi dei benefici mi sono messo in contatto con Indianapolis, volevo capire come funzionasse e cosa avrei potuto fare per diffondere la pratica anche in Italia: all’inizio del 2014 mi sono recato in America per fare un training e diventare coach RSB. Rientrato, aiutato da Enrico che ha gentilmente messo a disposizione la sua palestra, ho fondato Rock Steady Boxing Como Lake”. Si tratta della prima affiliata alla RSB di Indianapolis, a cui ben presto si aggrega Paola Roncareggi, ex pallavolista e oggi prima donna europea ad avere l’attestato di coach Rock Steady Boxing. “Quando Tiberio mi ha fatto vedere cosa facevano ho pensato che era una bella cosa ma niente di più. Poi ho seguito il corso e ho visto con i miei occhi gli enormi benefici che la boxe senza contatto portava ai parkinsoniani. E’ davvero incredibile” ha raccontato. Partiti con due “allievi” oggi la Rock Steady Boxing Como Lake conta più di 20 iscritti, ed è sostenuta dal Movimento Sportivo Popolare del Coni: il training offerto da Tiberio e Paola prevede diverse fasi di esercizi, della durata di 20 minuti ciascuna: dallo stretching allo yoga, dai circuiti in gruppo agli esercizi di equilibrio, alla boxe. “La mente si allena a ricevere stimoli e a rispondere col corpo, meccanismo che nei parkinsoniani è compromesso – ha spiegato il dottore Luca Morelli – l boxe senza contatto aiuta a coordinare il pensiero col movimento e viceversa, influendo positivamente sui sintomi della malattia, rendendoli meno aggressivi”. I benefici sono talmente evidenti che il dottor Morelli, in collaborazione con le Università di Lugano e Padova dove insegna, sta pensando di avviare la pratica riabilitativa della Fisioboxing. Intanto il motivato Tiberio Roda, in barba al Parkinson e grazie alla Rock Steady Boxing sta preparando un’altra impresa: “A luglio partirò per un trekking sul Machu Picchu, in Perù, insieme ad altri 30 parkinsoniani come me. Grazie alla boxe ho capito che la malattia non può fermarmi del tutto, reagire è la cosa migliore da fare” ha concluso.