20170514

Concluso il restauro della Vergine con il Bambino



di Gianfranco Colombo - La Vergine con il bambino, che si trova in una delle cappelle della basilica di San Nicolò, quella chiamata del Rosario, è tornata a nuova vita. Giovedì 11 maggio, infatti, monsignor Franco Cecchin, insieme agli autori del restauro, ha ufficializzato la fine dei lavori e riconsegnato la statua alla sua originaria collocazione.
La basilica, dunque, riacquista uno dei suoi simboli particolarmente cari alla città. Si è trattato di un restauro conservativo resosi necessario a causa delle evidenti criticità che la statua presentava. Non va dimenticato che proprio la “Vergine con il bambino” veniva annualmente portata in solenne processione durante la festa di Lecco, la prima domenica di ottobre. Proprio queste “uscite” dalla basilica non avevano giovato alla statua che ha avuto bisogno di urgenti restauri. «Dopo la processione del 2015 – ha precisato monsignor Cecchin – è emersa la necessità di restaurare la statua. Per questo ci siamo affidati all’esperienza e alla professionalità della studio di restauri di Giacomo Luzzana, che ha provveduto a ridare alla Vergine la sua originaria bellezza». Nel dettaglio del restauro sono entrati Raffaele Luzzana ed Isabella Scola: «Si è trattato di un restauro esclusivamente conservativo, nel senso che non siamo intervenuti sulla struttura della statua ma ne abbiamo restaurato le parti più evidentemente compromesse. Abbiamo compiuto un’opera di manutenzione per mettere in sicurezza le parti più compromesse. Le problematiche più evidenti erano alcune crepature ed il sollevamento delle parti auree. La “Vergine con il bambino” è, infatti, un manufatto ligneo policromo piuttosto fragile. Nel corso del lavoro di restauro abbiamo proceduto alla pulitura degli strati policromi e sistemato la doratura a guazzo. Per gli incarnati, già in precedenza restaurati, ci siamo limitati ad una generale pulitura». In conclusione, i restauratori hanno anche espresso un loro parere per far sì che la statua non subisca ulteriori danni: «Il nostro consiglio, come misura precauzionale, è quello di limitare gli spostamenti di questa statua, che è particolarmente fragile. E’ una misura cautelativa, che le assicurerebbe lunga vita». Suggerimento accolto dal prevosto, che per le future feste di Lecco ha già pensato ad una serie di processioni che dalle diverse parrocchie confluiranno in basilica per venerare la “Vergine con il bambino”. L’intervento restaurativo costerà mille e quattrocento euro, che saranno interamente coperti da un anonimo benefattore. «Dobbiamo ringraziare la generosità del lecchese che ha voluto assumersi l’onere di questo restauro ma che per motivi di riservatezza non vuole essere citato. – ha concluso monsignor Franco Cecchin - E’ bello constatare come di fronte ai bisogni della nostra chiesa ci sia sempre qualcuno disposto ad aiutarci». La statua della Madonna, che si trova in una cappella della basilica di San Nicolò, appartiene alla storia della pietà popolare della nostra città. Era divenuta il simbolo di quella processione che si tiene la prima domenica di ottobre, in occasione della festa di Lecco, dedicata alla Madonna del Rosario. Quella statua, rovinata dal tempo, è oggi tornata al suo originario splendore. La “Vergine con il bambino”, un manufatto ligneo ricoperto da una lamina d’oro, risale alla metà dell’Ottocento. Fu collocata nella cappella del Rosario restaurata nel 1837. L’altare della stessa cappella, di stile barocco, è quello in marmi rossi e neri, edificato nel 1746.  Come si diceva, proprio in onore della Madonna del Rosario viene celebrata la festa di Lecco, la prima domenica di ottobre. La tradizione di portare questa statua in processione durante la festa di Lecco, risale al mese di ottobre del 1963. Fu l’allora prevosto di Lecco, monsignor Ferruccio Dugnani, ad inaugurare le processioni con la statua della Vergine. In particolare, poi, nel 1987, in occasione dell’anno mariano, la statua fu portata prime all’Istituto Don Guanella e poi riportata solennemente in basilica. Sia la Madonna che il bambino furono incoronati da un diadema regale dal cardinale Ildefonso Schuster, il 10 febbraio del 1947.