20170513

E’ MORTA “ZIA” FAUSTA DE MARTINI, UNA VITA PER GLI “ULTIMI”


Questa volta Zia Fausta non ce l’ha fatta. Neppure le preghiere  dei suoi bambini e delle sue suorine in India hanno potuto strapparla alla morte che l’ha colta  oggi  all’ospedale S. Anna dopo una breve malattia.

Resta un  grande vuoto, ora,  in quanti hanno conosciuto e voluto bene  a questa donna instancabile ed esuberante che  - dopo la prematura morte dell’adorato figlio Carlo - ha  dedicato  tutta la sua vita per aiutare gli ultimi fra gli ultimi con una straordinaria generosità fatta di concretezza assoluta: poche parole e molto lavoro, svolto in prima persona.
In questi 20  anni, infatti,  Zia Fausta con grandi sforzi ha costruito in India un vero e proprio gioiello educativo, una specie di “repubblica dei ragazzi” che, a migliaia, hanno trovato un tetto, la possibilità di studiare e l’occasione  per costruirsi un futuro.
Diverse strutture che, anno dopo anno, si sono sommate svolgendo un’opera caritatevole  immensa. Fausta De Martini, d’altronde non si è mai posta limiti e, di fronte a nuovi disperati che il destino le metteva di fronte, accettava sempre la sfida, come quando raccolse ben 49 bimbe orfane  trovate  in stato di totale abbandono nei vari villaggi dell’Andra Pradesh  e diede loro un ricovero.
Il gioiello di Fausta è stato, è, Shantinagar, una scuola con  annesso ospedale attrezzato con sala operatoria, reparto maternità e laboratorio analisi che viene utilizzato anche dai villaggi vicini. A Shantinagar,  dopo i vari  lavori di ampliamento, trovano gratis alloggio e possibilità d’istruzione  circa 1000 bambini che non hanno nulla!
A Kudapphà è stata realizzata la “Saint Joseph’s girls high school”, un grande edificio che ospita e istruisce circa 500 ragazze che, in questo modo, possono uscire da un circolo vizioso di miseria ed essere di supporto anche alle loro famiglie.
A Mumbai Fausta ha sostenuto  un lebbrosario che cura e protegge le persone colpite da questa terribile malattia e, soprattutto, cerca di prevenire l’insorgere del morbo nei famigliari dei malati.
A Vinukonda  dopo aver ripristinato un edificio già esistente lo ha attrezzato con un piccolo ospedale. In questo luogo vengono accolti i malati terminali di aids, specialmente bambini, cercando di rendere meno dolorosi i loro ultimi giorni.
Ad Halia è stata realizzata una grande casa d’accoglienza per gli studi, per  centinaia di ragazzi. E studiare è fondamentale in India per uscire dalla miseria!
Athanì è stato  l’ennesimo confine toccato dal grande cuore di Zia Fausta. In quella sperduta località della Regione del Karnatak la gente vive  senza le minime regole d’igiene, ciò che è  causa della nascita di  molti bambini ciechi, costretti ad una vita di stenti. Proprio per aiutare le bambine cieche (emarginate dalle famiglie)  la benefattrice  comasca ha fatto costruire la bella casa di Athanì, dotandola  anche  di una jeep per favorire spostamenti e visite mediche.
A Vinukonda, poi,  Fausta è riuscita a ristrutturare una struttura fatiscente ricavandone centinaia di posti per bambini abbandonati  e a realizzare  l’edificazione di una palazzina in cui hanno trovato alloggio le suore missionarie e il personale medico e paramedico la cui funzione, come si può ben immaginare, è fondamentale.
Da sottolineare come Zia Fausta, con il suo impegno e l’aiuto dei suoi tanti amici, non solo ha permesso la realizzazione di queste strutture, ma ne ha garantito in questi anni il funzionamento quotidiano. 
Ora, senza di Lei, il futuro di queste strutture e dei diseredati che le abitano è nelle mani di chi saprà (o potrà) raccoglierne il testimone. E questo grande interrogativo è nelle mani, soprattutto, dei comaschi. Dare continuità al suo lavoro sarebbe per Fausta il regalo più bello e il modo migliore per  ricordarla.