20170507

Mandello, lunedì 8 l’addio al geometra Alberto Venini. Fu sindaco dall’88 al ‘91

Alberto Venini 

(C.Bott.) Si terranno lunedì 8 maggio alle 15.30, nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore a Mandello, i funerali del geometra Alberto Venini, morto nella serata di venerdì nella sua casa in via Risorgimento.

Nato il 4 giugno 1933, era stato sindaco di Mandello dal maggio 1988 al gennaio 1991, eletto nella lista degli Indipendenti. Prima di lui alla guida del paese vi era stato Giacomo Mainetti, mentre Elio Panzeri gli sarebbe subentrato appunto all’inizio del ‘91.
Venini, che per lunghi anni ha esercitato a Mandello la professione di tecnico con studio in via Risorgimento e che ha abitato anche ad Abbadia Lariana, lascia i figli Savina e Pericle.
A sua moglie Angela Grigis, scomparsa nel luglio 1990, era stata intitolata un’associazione culturale capace di proporre stagioni teatrali di elevato spessore.
Fu tecnico comunale ad Abbadia e nel 1974 l’allora sindaco Luigi Scola, un anno prima di lasciare la carica di primo cittadino, aveva scritto sul “numero unico” pubblicato dal Comune per dare alla cittadinanza una panoramica delle opere realizzate: “Al tecnico comunale geometra Alberto Venini, che con la sua intelligente e profonda conoscenza di problemi tecnici mi è stato molto di aiuto, va la mia riconoscenza”.
Al nome di Alberto Venini, che era un alpino e che alle penne nere ha sempre voluto un gran bene, si lega poi la storia del rifugio Bietti, oggi “Bietti-Buzzi”. Era il 2005 quando la Cemb e la Icma, due tra le più affermate aziende mandellesi, stanziarono a ricordo dell’ingegner Luigi Buzzi un importante contributo da destinare all’acquisto - da parte del Cai Grigne - appunto del rifugio Bietti, che era stato chiuso in quanto necessitava di ingenti spese per la sua messa a norma.
La sua riapertura, tra l’altro, non rientrava nei programmi del Cai Milano, all’epoca proprietario di quella struttura posta sotto la Cresta di Piancaformia, a una quota di poco superiore ai 1.700 metri e inaugurata come Capanna Releccio nel 1886.
Fu allora che il Cai pensò di acquistare il rifugio ma, non avendo le risorse necessarie per concretizzare quel progetto, tramite il geometra Alberto Venini si rivolse a Elena Bianchi Buzzi, moglie del compianto fondatore della Cemb, che con i figli Silvia e Carlo ben presto comprese l’importanza di rimettere in funzione quello che non era semplicemente un edificio bensì un autentico patrimonio della montagna e di quanti frequentano le Grigne, oltre che un luogo della memoria e della tradizione escursionistica mandellese.

Di Alberto Venini piace altresì ricordare l’impegno per favorire l’acquisto da parte della Cooperativa Circolo “Promessi Sposi” dello stabile di Molina che accoglie tuttora  il Circolo stesso e il bocciodromo.