20170521

MONTI SORGENTI OSPITERA’ “THE WHITE MAZE”, VINCITORE DEL PREMIO “MARIO BELLO” DEL CAI AL FILMFESTIVAL DI TRENTO 2017

Sarà “The white maze” di Matthias Mayr ad essere proiettato durante la serata “Monti Sorgenti” del 25 maggio. Il film, insignito del premio Mario Bello del CAI al Trento Filmfestival 2017, racconta la missione impossibile del regista e di Matthias Hauni Haunholder: essere i primi a sciare sul Gora Pobeda, la cima più alta della Siberia orientale.


Monti Sorgenti ha registrato un altro grande successo ieri sera all’Auditorium Casa dell’Economia, dove è stato proiettato in prima assoluta #storiadiunagoccia, il nuovo film di Nicoletta Favaron prodotto dalla regista insieme al CAI Lecco. La sala era gremita di appassionati di montagna, speleologia, bike, scialpinismo e di molti bambini: tutti entusiasti della pellicola che in un certo senso “inaugura un nuovo genere”, in cui l’animazione incontra il documentario.
“Bisogna che il CAI investa di più e diversamente nel cinema di montagna – ha detto Renata Viviani, consigliere centrale del CAI  (Centro Di Cinematografia e Cineteca) - perché è uno strumento che può avvicinare e coinvolgere i giovani e soprattutto i bambini. Questo film ne è un esempio”.

Monti Sorgenti prosegue oggi, sabato 20 maggio, con un incontro della commissione “Tutela Ambiente Montano” del CAI Lombardia dedicato all’impegno per la salvaguardia dell’ambiente montano. La prossima settimana sono in programma altri grandi eventi, fra cui la serata “fuoriporta” di martedì 23 maggio, in occasione dei festeggiamenti per il 40° della sottosezione CAI Ballabio e per ricordare il 20° di salita allo Shivling. Al Centro Polifunzionale Monte Due Mani verranno proiettate le immagini originali della scalata con ospiti gli alpinisti che ne conquistarono la cima.

Ed è finalmente ufficiale il titolo del film premiato all’ultimo Filmfestival di Trento che sarà proiettato nella serata del 25 maggio: “The white maze” di Matthias Mayr. Il titolo si riferisce al labirinto bianco della catena montuosa siberiana Cherksy Range, su cui è caduto l’occhio degli sciatori mentre tornavano in volo dalla Kamchatka. Il "Gora Pobeda", oltre 3000 metri, è la sua cima più alta ed è una delle montagne più difficili da salire, non solo per le difficoltà tecniche su roccia e ghiaccio ma perchè si trova in una delle regioni più fredde del mondo, a 350 km di distanza dal primo villaggio e a 1300 km dal primo ospedale, dove le temperature d’inverno raggiungo i 60° sottozero.
Da non confondere con il Peak Pobeda del Tien Shan, su cui molti alpinisti si sono misurati, questa montagna si trova in un luogo quasi inesplorato dall’alpinismo: sconosciuto l’avvicinamento, sconosciuta la stagione migliore per salire, sconosciute le difficoltà tecniche.
Nonostante le incertezze, i due sciatori partono, insieme agli operatori Johannes e Moritz e al fotografo Jonas. Hanno tutto ciò che serve per filmare con loro. Non hanno elicotteri né altro tipo di supporti. L’unico aiuto arriva da una famiglia nomade che vive nelle vicinanze.
Il resto è film. Vi aspettiamo giovedì 25 maggio alle 20.45 in Sala API, via della Pergola, Lecco.