20170511

SCHIERAMENTI e PREVISIONI DI VOTO, a COMO IL CENTROSINISTRA SI GIOCA IL FUTURO



di Claudio Redaelli Centrodestra al 44%, centrosinistra al 23%. Questo lo scenario se si andasse a votare oggi a Como, dove in realtà le urne per l’elezione del nuovo sindaco si apriranno l’11 giugno per scegliere il successore del sindaco di centrosinistra Mario Lucini che ha spezzato una continuità storica di destra in una città storicamente “bianca” e conservatrice.
Lo rivela il sondaggio sulle intenzioni di voto alle forze politiche in campo per le amministrative di giugno a Como, sondaggio dell’Istituto Piepoli realizzato per conto del “Corriere di Como”, il quotidiano che esce con il “Corriere della Sera” da vent’anni. Mario Landriscina, candidato sindaco del centrodestra, sarebbe secondo il sondaggio  in grado di attrarre qualche voto in più dei partiti che lo sostengono, mentre Maurizio Traglio, candidato del centrosinistra, perderebbe almeno tre punti percentuali rispetto al suo schieramento. Secondo l’istituto Piepoli, i maggiori consensi dovrebbero andare a Forza Italia, che tornerebbe così primo partito della città (21%), al Pd (19%) e alla Lega Nord (15%). Bene anche la lista civica di Landriscina (7%), mentre sarebbe in affanno la compagine legata a Traglio (soltanto 2%). In caso di probabile ballottaggio, tutto dipenderà da cosa decideranno gli elettori progressisti. Il Movimento 5 Stelle e la lista Rapinese Sindaco si collocano alla pari, al 7% delle intenzioni di voto, mentre la lista che sostiene Bruno Magatti, attuale assessore della giunta Lucini e convinto ambientalisti (ma i Verdi di Elisabetta Patelli stanno con Traglio) avrebbe circa un terzo dei potenziali consensi del candidato sindaco. C’è poi l’elemento popolarità che può giocare un ruolo preponderante nel caso si vada a ballottaggio. Mentre Traglio è un noto manager e Landriscina è il padre del servizio 118 dell’ospedale Sant’Anna da parte sua Alessandro Rapinese e Bruno Magatti – come detto assessore uscente e presenza storica in consiglio comunale fin dal lontano 1994 - sono molto più noti del loro diretto competitor Fabio Aleotti, candidato penta stellato che paga il pegno di un esordio sulla scena dell’agone politico cittadino. C’èpoi da capire il ruolo della lista  Prossima Como, che sostiene l’unica donna candidata sindaco, Celeste Grossi. Il sondaggio  di Piepoli assegna infatti un 1% sia a Sinistra Italiana sia a Rifondazione Comunista. Comunque vada, le enormi urgenze in agenda non fanno gola a nessuno, e il nuovo sindaco avrà notevoli gatte da pelare, subito dopo l’elezione. Insomma, il compito dei candidati, lo sforzo per dimostrare credibilità agli occhi dei cittadini, è enorme. Como è spenta. Ha bisogno di una scossa. Partiamo dalle aree dismesse: la zona del vecchio Sant’Anna con annesso, mastodontico autosilo semi-abbandonato e poi la vecchia Ticosa. C’è anche la collina del San Martino, a caccia di una vocazione dopo l’addio al campus universitario. C’è il problema lungolago ancora da risolvere nonostante l’impegno del governatore lombardo Roberto Maroni. C’è il ruolo sul mercato del turismo, tutto da inventare. Como è poi una città di frontiera, e  il tema migranti non può più essere considerato un’emergenza. Ne riparleremo il 12 giugno.