20170529

Tino Stefanoni in mostra a Palazzo delle Paure di Lecco



di Gianfranco Colombo - Al Palazzo delle Paure a Lecco, è stata inaugurata la mostra “Tino Stefanoni. Pittura oltre la pittura”, a cura di Barbara Cattaneo e Sabina Melesi. La città di Lecco rende così omaggio al suo più noto artista vivente.
Il percorso espositivo cronologico si apre con le opere nelle quali si avvertono le suggestioni della metafisica di Carlo Carrà. Nel ciclo dei “Riflessi” (1965-1968), i piccoli rilievi tondi diventano la base per dipingere dei paesaggi in miniatura, in cui già si percepisce la cura al dettaglio che diventerà nel tempo una delle cifre più caratteristiche dell’artista lecchese. A cavallo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, nascono i “Segnali stradali regolamentari”, al cui interno sono inseriti oggetti-icona. Queste immagini ritornano protagoniste nelle tele degli anni ’70 che mostrano oggetti comuni come matite, mestoli, scope, flaconi, giacche, disposti su ordinate fila, sovrapposti o affiancati gli uni agli altri. Del 1971 è il ciclo delle “Piastre”, mentre della metà degli anni Settanta sono le “Memorie”, opere in cui le tracce degli oggetti sono replicati dai segni lasciati dalla carta carbone. Il rigore dell’arte concettuale è individuabile alla fine degli anni ‘70 con “Elenco di cose” (1976-1983), mentre dal 1984, con “Senza titolo”, il colore racchiuso dalla linea nera caratterizza le nature morte e le vedute.

 Le più recenti “Sinopie”, richiamando la tecnica dell’affresco, azzerano il colore fino a diventare semplice pittura, sempre alla ricerca dell’essenzialità. Un lungo viaggio nel quale c’è tutto il percorso artistico di Tino Stefanoni, che ha avuto non pochi riconoscimenti tra cui ricordiamo il premio San Fedele per la giovane pittura italiana nel 1967, l'invito alla 35° Biennale di Venezia nella sezione sperimentale con i suoi multipli in polistirolo nel 1970, sino all’invito a dipingere il drappellone del Palio di Siena nel 2006. Un lungo itinerario in cui Tino Stefanoni ha sempre mantenuto un linguaggio autonomo pur cambiamolo molto nel corso degli anni come la mostra lecchese esemplifica in modo evidente. «Ho cambiato linguaggio – ci dice lo stesso Stefanoni -  ma ho sempre guardato al mondo metafisico, che per me è rappresentato da Piero della Francesca e, ancora prima, dal Beato Angelico; poi sono arrivati De Chirico e Carrà. Diciamo che questo “mondo” rappresenta il comune denominatore delle mie opere». Non mancheranno gli eventi collaterali alla mostra, tra cui segnaliamo le visite guidate, la serata di dibattito con il critico Valerio Dehò, il 7 settembre, e la mostra collaterale “Grazie Tino!” Alla Galleria Bellinzona. La mostra al Palazzo delle Paure sarà visitabile  sino al 10 settembre. Accompagna la mostra un catalogo edito dal Comune di Lecco, con i testi istituzionali e un saggio critico di Valerio Dehò. La mostra resterà aperta sino al 10 settembre. Orari: martedì, mercoledì e venerdì  9.30-18; giovedì 9.30-18 e 21-23; sabato e domenica 10-18; chiuso il lunedì. (Aperture straordinarie venerdì 2 giugno e martedì 15 agosto orari 10-18).