20170611

ACCOLTO OVUNQUE CON FAVORE “DOV’E’ GIANNA?” ROMANZO DI FAUSTA SCHIAVI PRESENTATO ANCHE AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

di Germana Marini 


Un libro non destinato a lettori “di bocca buona”, quello della scrittrice Fausta Boldrini Schiavi, che riguardo al suo romanzo “Dov’è Gianna?” (Giuliano Ladolfi Editore), schiettamente dice:

<<Ho sempre pensato che una narrazione, di qualunque genere sia, debba farsi interprete di quelli che sono i sostanziali valori dell’autore, dei capisaldi sui quali ha fondato la sua esistenza, onde trasmettere a chi legge qualcosa che vada molto al di là della – più o meno intrigante – vicenda >>.
In effetti se “Dov’è Gianna?” presentato in varie sedi con successo, seguita a raccogliere vasti consensi, ciò si deve allo spessore di un racconto che ti obbliga a mettere in discussione parecchi tuoi convincimenti e te stesso: in una parola a meditare, esercizio tanto obsoleto ai giorni nostri.
E’ quanto posto in risalto da Fausta al recente Salone del Libro di Torino, trattando di questa sua ultima fatica letteraria, dopo l’incisiva introduzione dell’Editore.
<<Molteplici sono le tematiche da me sviscerate in questo variegato libro>>, ha dichiarato. <<Ho iniziato con l’indagare una situazione da me vissuta da vicino: quella dell’infermo ospedalizzato, che dopo una vita di lavoro e di dedizione alla famiglia si trova a concluderla all’interno di un’asettica struttura, a contatto con medici e personale infermieristico distaccati e gelidi, senza altra attenzione al malato all’infuori di quella strettamente legata alle cure palliative da prestare.
Di qui le mie considerazioni sul triste destino dell’essere umano, privato – proprio quando ne avrebbe più bisogno – del, così prezioso, conforto.
Ma innumerevoli altri sono i drammi connessi ad una sofferenza morale e solitudine, che la cronaca quotidiana mi ha portata a far emergere; non da ultimo quello della violenza dell’uomo nei confronti di una donna che, a dispetto d’improbe lotte a difesa della sua dignità, è ancora ben lungi dall’aver raggiunto l’intento>>.
Fausta Schiavi non ha ovviamente trascurato di esprimersi in merito al tema centrale del romanzo, configurato nella misteriosa sparizione di Gianna, quest’affascinante donna e archeologa di fama, con tutte le ipotesi che nell’ambito delle sue care amiche e degli addetti ai lavori solleva; fino alla conclusione, come nelle tragedie greche spiazzante imprevista.