20170621

All'ospedale Manzoni presto l'acceleratore lineare per la Radioterapia Oncologica di ultima generazione grazie anche alla collaborazione con l'associazione Cancro Primo Aiuto




di Gianni Riva
LECCO - Al reparto oncologico dell'ospedale Manzoni negli ultini due anni si regista un aumento di pazienti, Dai 54 nel 2015ai 65 malati attuali al giorno vengono curati tramite radioterapia.Ma tra breve al Manzoni arriverà un acceleratore lineare di ultima generazione in grado di intervenire sulle cellule malate tunorali. L'importante macchinario, finanziato dalla Regione Lombardia, costa 2 milioni e mezzo di Euro. Un grande gesto generoso al costo dell'impianto l'ha fornito l'Associazione Cancro Primo Aiuto che vede alla presidenza Antonio Bartesaghi, Grazie ad una raccolta fondi sono stati raccolti 250 mila Euro. Carlo Soatti, primario della Radioterapia, aggiunge: "Dal 1° luglio  il servizio sarà esteso . L’acquisto dell’acceleratore lineare è un altro tassello nell'essere vicini ai malati".Tra gli ultimi gesti dell’associazione presieduta da Antonio Bartesaghi la donazione degli arredi (tavoli e sedie) per la sala d’attesa, trasformata in un vero e proprio salotto per i pazienti oncologici e i loro familiari. "Sono oltre 20 anni - spiega Bartesaghi - che la nostra associazione è impegnata nei progetti dell'ospedale Manzoni ma non solo a questo provinciale".Flavio Ferrari, direttore amministrativo di Cancro Primo Aiuto, aggiunge: "In particolare il Manzoni è un'ospesdale dove regna l'armonia in una giusta dimensione di eccellenza e di profesionalità",Stefano Manfredi, Direttore Generale dell’Asst di Lecco: "Gli arredi nella sala d'attesa del reparto oncologico donati dall'associazione  abcora una volta sono testimonianza della sensibilità  verso chi vive un momento difficile della vita".Antonio Ardizzoia, direttore del dipartimento Oncologico del Manzoni, conclude: "Il nuovo acceleratore lineare e gli arredi donati da Cancro Primo Aiuto fanno parte di un lungo cammino con i pazienti. Sono proprio loro al centro di questo percorso che ogni giorno facciamo con chi vive questa sofferenza”.