20170617

Anche nel lecchese preoccupa il fenomeno delle violenze, anche in famiglia. All'ospedale Manzoni e anche al Mandic di Merate il Soroptimist apre due sale protette



di Gianni Riva
LECCO - Il fenomeno della violenza sulle donne è ancora gran parte sommerso, visto che le ‘vittime’ spesso non trovano il coraggio di denunciare per paura delle conseguenze e del giudizio sociale. E' nato il "Progetto Codice Rosa Bianca" in aiuto alle donne, ai minori, agli anziani vittime di maltrattamenti. Presso i Pronto Soccorso di Ospedale Lecco - Merate c'è  una "stanza protetta" per l'accoglienza di persone in difficoltà, vittime di violenza anche in famiglia. Grazie ai Club Soroptimist di Lecco e Merate gli ospedali  Manzoni e Mandic di Merate hanno a disposizione una struttura protetta..Le due camere, si definiscono   “stanza della fragilità”: un ambulatorio non identificabile dove la vittima riceve l’assistenza medica e psicologica o, se occorre, dove può parlare con un assistente sociale o con le forze dell'ordine. L’obiettivo è quello di intervenire con tempestività a tutela delle vittime di violenza, nel rispetto della loro privacy e del loro diritto alla riservatezza.Analoghe stanze verranno presto messe a disposizione anche all'interno del comando provinciale e della stazione di Merate dei carabinieri. In particolare la donna, per ritrovare se stessa, ha bisogno di una stanza tutta per sè” – con queste parole la presidente di “Soroptimist” di Lecco Anna Orani, e Gloria Tomasini di Merate  hanno presentato l’inaugurazione della nuova sala d’ascolto riservata alle donne vittime di violenza al Manzoni. "I Soroptimist del territorio con altre associazioni  sono impegnate nell'aiuto alle persone e in particolare il Soroptimist - ha detto il direttore generale dell'Azienda Sanitaria Stefano Manfredi - con caparbietà ha portato a termine questo lavoro. Le sale con gli operatori incontreranno chì subisce maltrattamenti vittime di violenza e soggetti fragili,anziani e bambini  non solo per l' assistenza medica ma anche supporto psicologico e, se occorre, per parlare con un assistente sociale o le forze dell'ordine". Alla presentazione della sala protetta all'ospedale Manzoni sono intervenuti il Questore Filippo Guglielmino, il maggiore dell'arma dei carabinieri provinciale Claudio Armedo, Enrico Frisone direttore sanitario del Manzoni, Lucio D'Angelo direttore P.S Manzoni, Paola Pizzaferri vice presidente Soroptimist nazionale e Rita Scaramelli - rappresentante dell'Azienda Sanitaria  al Tavolo Provinciale della Rete Territoriale a sostegno delle donne vittime di maltrattamento o violenza.