20170614

COMO VA AL BALLOTTAGGIO MA I PROBLEMI RESTANO SUL TAPPETO



Di Claudio Redaelli
 E adesso chi la spunterà alle amministrative di Como? I pronostici sono stati confermati, ma il bello viene adesso. La partita è apertissima nonostante lo scarto delle percentuali, impegnativo ma non impossibile da ripianare con un colpo di reni e d’orgoglio.
Al primo turno domenica scorsa si è avuto anche nel capoluogo lariano come in gran parte dello stivale il flop dei Cinquestelle, penalizzati dalla scarsa evidenza nell’agone politico durante la scorsa amministrazione, e al loro posto è emerso con prepotenza, catalizzato dello scontento popolare e della voglia di svolta, l’indipendente Alessandro Rapinese, che ha superato quota 20 per cento. Un successo annunciato ma pur sempre un successo. Ora dipende gli elettori di Rapinese cosa vorranno fare, è lui col suo movimento trasversale e antagonista l’ago della bilancia. Anche se non va al ballottaggio. Ci andranno il 25 giugno prossimo mentre molti lariani saranno al mare o in montagna   Mario Landriscina  padre del servizio di medicina d’urgenza 118 del Lario per il centrodestra e  Maurizio Traglio imprenditore e manager per il centrosinistra  sono i due candidati al ballottaggio. Ma  il finale di partita è incerto e politicamente appassionante. Innanzitutto dobbiamo sottolineare un dato storico: mai nella città di Como hanno votato così poche persone al primo turno. Meno di una persona su due si è recata alle urne. E il peggio potrebbe arrivare al ballottaggio, in tempo di ferie con molti comaschi che saranno in vacanza. Il dato dell’astensionismo deve allarmarci molto, è un segnale devastante dal punto di vista della democrazia, comunque la si pensi. E sarebbe il caso che la politica ne prendesse atto e se ne facesse carico seriamente. Un segno dei tempi, e non consola il fatto che si avvicina ai trend degli Stati Uniti e in Europa della vicina Francia. Dove però è emersa con chiarezza la nuova stella di Macron. Al di là degli andamenti della politica nazionale (ma le fibrillazioni pro e contro Matteo Renzi hanno influito non poco e non mancheranno di influire nuovamente anche sullo scenario della piccola patria comasca), vediamo nel dettaglio come è andata al primo turno per i big che ora hanno una decina di giorni per convincere gli elettori e tentare di non fare scivoloni che poi pagheranno nell’urna. Il candidato della coalizione di centrodestra, Mario Landriscina, appoggiato da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e una lista civica ha ottenuto domenica scorsa 11.642 voti, pari al 34,74% Il candidato del centrosinistra alle elezioni del capoluogo lariano, Maurizio Traglio, sostenuto da Partito Democratico, Ecologisti e una civica, ha raccolto 9.011 voti, pari al 26,89%. Record di preferenze per Ada Mantovani, candidata della lista di Alessandro Rapinese, capace di raccogliere 763 voti, il numero più alto in assoluto tra i 380 aspiranti consiglieri comunali in lizza a Como. Sul podio con lei due esponenti di punta della civica di Maurizio Traglio, Barbara Minghetti ossia la donna che da un decennio guida con successo il Teatro Sociale di Como e l’Aslico che ne gestisce le sorti e il capolista Vittorio Nessi, rispettivamente con 667 e 525 voti personali. Comunque vada l’esito delle urne, che non è così scontato (posto come premessa che la sinistra, giunta divisa al primo turno, si ricompatti sul nome di Traglio, il che è a sua volta non immediatamente scontato), rimarranno inevasi sul tappeto i problemi annosi di Como, Che di fatto con il passaggio istituzionale obbligato del rinnovo del parlamentino di Palazzo Cernezzi sono rimandati tali e quali di un anno. E non sono magagne di poco conto: il lungolago da risistemare se non altro per rimediare alle annose figuracce coi turisti internazionali, l’ex Ticosa da far tornare almeno parcheggio per sciogliere il nodo viabilistico che è il più grave (con conseguente inquinamento perenne), il destino dell’ex Opp del San Martino e quello dell’ex Sant’Anna dove dovrebbe avere sede la cittadella sanitaria di Como. Un percorso in salita per il sindaco, quale che sia la sua casacca.