20170613

Enzo Bergamaschi, una vita tra ideali politici e impegno per il sociale

Venerdì 16 giugno l’addio “laico” al cimitero del rione lecchese di Castello

di Claudio Redaelli
La sua passione per la politica è stata lunga una vita. Ha infatti militato dapprima nel Pci e successivamente nel Partito Democratico. Lui è Enzo Bergamaschi, morto a Lecco all’età di 78 anni.

Uomo discreto, ha avuto parte attiva nella vita sociale, appunto oltre che politica, della città.
La politica era comunque la sua grande passione, a iniziare da quando - in anni lontani - dopo la scissione del Psi si costituì il Partito socialista di unità proletaria. Lui, proveniente da Milano, ne divenne funzionario e suoi punti di riferimento erano Giorgio Isacchi, segretario della Cgil lecchese, e il deputato comasco onorevole Renzo Pigni.
La sede era in via Sirtori, in un locale messo a disposizione dalla Camera del Lavoro. Oltre 40 anni fa, poi, l’adesione al Partito Comunista. Divenne funzionario della Federazione lecchese del partito, ricoprendo successivamente vari incarichi.
Bergamaschi, che fu consigliere comunale a Mandello Lario e a Valmadrera, ebbe anche l’onore di essere candidato al Senato della Repubblica per il collegio di Lecco e ottenne un lusinghiero successo.

Qualche anno fa il manifestarsi della malattia, che lo costrinse a ripetuti e periodici ricoveri in ospedale, seguito con grande professionalità dai medici e dal personale infermieristico. A un’infermiera, in particolare, Enzo era solito affidare i suoi messaggi indirizzati al sottoscritto, che trovavano tempestiva risposta.
Lo scorso 1° giugno ci eravamo sentiti dapprima telefonicamente, poi ci eravamo visti di persona. Bergamaschi era in attesa del “foglio di uscita”. Si sentiva sollevato e ci eravamo ripromessi di incontrarci domenica 11 giugno. Avrebbe voluto raccontarci del suo grande impegno e dei suoi nuovi progetti per l’Associazione pazienti con sindrome mielodisplastica, di cui era stato tra i fondatori e che lui stesso presiedeva.
Le sindromi mielodisplastiche sono malattie del sangue causate dal danneggiamento di una delle cellule staminali del midollo osseo. Le cellule staminali danneggiate non riescono a produrre una quantità adeguata di cellule del sangue funzionali e a ciò si accompagna una carenza di globuli rossi, globuli bianchi o piastrine.
Obiettivo dell’associazione è fornire ai pazienti e ai loro familiari informazioni sui problemi legati a questa patologia e su come affrontarli, sulle nuove opportunità di trattamento e sulle frontiere della ricerca scientifica.
Bergamaschi era uomo dalle grandi capacità intellettive, con una spiccata competenza per la politica dell’abitare. Era infatti presidente dell’Associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari, che lui stesso aveva contribuito a costituire nonostante l’insorgere della malattia, e per un decennio guidò l’Aler di Lecco
Era orgoglioso del lavoro svolto e dei compiti affidati proprio all’Asppi, che aveva sede in corso Martiri e che operava con uno staff di grande valore umano e tecnico.
Inutile aggiungere che il suo operato non sarà dimenticato e che il lavoro da lui svolto non andrà perso per alcun motivo.
Enzo era poi un grande amico, con il quale chi scrive ha condiviso la passione per la montagna e per l’escursionismo. Insieme avevamo raggiunto molte vette delle Prealpi orobiche, eravamo saliti alla “Gianetti” in Valmasino, sulle Grigne e al Pizzo Tre Signori. Quindi l’ascesa al Passo di San Marco e al suo rifugio, partendo da Introbio con altri amici. Tra loro vi erano Fulvio e Margherita Motta, con i quali di recente avevamo anche condiviso una simpatica rimpatriata in Valsassina.
La cerimonia funebre di Enzo Bergamaschi avrà luogo presso il cimitero del rione cittadino di Castello alle ore 14.30 di venerdì 16 giugno. Un rito laico per l’ultimo saluto a un uomo capace di vivere in prima persona i cambiamenti degli ultimi anni.
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Alla cara Mariuccia e a tutti i familiari il nostro abbraccio, unito alle sentite condoglianze di tutta la redazione del Punto Stampa.