20170615

“Il lettone racconta”. Una storia… tante vite in un libro di Marisa Ferri Colombo

di Claudio Redaelli
Si intitola “Il lettone racconta” e ha per sottotitolo Una storia… tante vite. Ne è autrice Marisa Ferri Colombo. Come si legge nel prologo, vi furono romanzieri che ebbero il dono di “far parlare” degli oggetti. Parlarono soldatini di piombo, orologi, pupazzi, posate e carte da gioco. E Marisa Ferri ha ascoltato un letto… parlare.

Era un semplice letto, nato all’ombra del Resegone e costruito per ospitare due bambine francesi. Ma una notte di aprile del 1945 entrò, suo malgrado, nella storia, poiché diede riposo, in un piccolo paese del lago di Como, all’uomo italiano più potente di allora.
A dormire in quel “lettone” fu Benito Mussolini. E il luogo di cui si parla Bonzanigo, dove in casa della famiglia De Maria - come ebbe a precisare l’Istituto comasco per la storia del Movimento di Liberazione alla luce delle valutazioni fornite da varie fonti sulla pagina finale di Mussolini e dei suoi gerarchi arrestati il 27 aprile del ’45 tra Musso e Dongo e come riportato nel volume “La verità” di Giusto Perretta - si recarono Walter Audisio, Aldo Lampredi e Michele Moretti (Pietro), commissario politico della 52.ma Brigata Garibaldi “Luigi Clerici” per prelevare il duce in forza del decreto di condanna emesso dal CLNAI.
Quello stesso documento precisa che “alle 16.10 il capo della Repubblica Sociale Italiana e Claretta Petacci che lo accompagnava furono fucilati a Giulino di Mezzegra davanti al cancello di Villa Belmonte. E dopo le 17, sul lungolago di Dongo, il plotone di esecuzione comandato da Alfredo Mordini (Riccardo) fucilò i gerarchi fascisti.
La stessa famiglia di Marisa Ferri Colombo tra il ’40 e il ’45 fu smembrata dagli avvenimenti bellici e lei, neonata, trovò ospitalità presso la famiglia De Maria a Bonzanigo. Lì rimase per cinque anni, considerando i De Maria - sia allora sia in seguito - alla pari dei suoi veri genitori.
“A guerra finita - scrisse anni fa per il già citato libro “La verità” di Perretta - riunitisi i miei veri genitori tornai a vivere con loro, pur continuando a frequentare la famiglia De Maria durante le vacanze estive e invernali. Successivamente, verso i 12-13 anni, grazie al fatto che parlavo francese mi improvvisavo “cicerone” per le comitive straniere che venivano a visitare “la stanza del duce”, raccontando lo svolgimento dei fatti come erano stati da me sempre sentiti da “mamma Lia” e da “papà Giacomo” e da loro mai modificati durante tutta la loro vita”.
Marisa Ferri Colombo è madre di due figli. Pensionata dopo aver svolto per quarant’anni la professione di “disegnatrice lucidista”, si dedica ora alle sue due grandi passioni: la ceramica e, appunto, scrivere.
Di se stessa dice: “Sono nata il giorno 13, perciò non ci credo, ma se fosse vero? Nel mese di marzo… forse un po’, solo un po’ “marzolina”!? Nel segno dei pesci tutto ciò che è misterioso e inspiegabile mi affascina!”.
E aggiunge: “Sogno (irrealizzabile) nel cassetto… il giro del mondo, nelle Missioni”.
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Cara Marisa, un abbraccio a te, a tuo marito e all’amico di sempre Franco Russolillo, nell’attesa di rivederci in settembre a Bonzanigo!