20170622

Osservatorio Congiunturale : Lorenzo Riva guardiamo avanti fiduciosi


I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido relativo al mese di aprile 2017 condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delineano uno scenario dove prevale la stabilità, pur mostrando alcuni segnali di rallentamento rispetto a marzo.
Per quanto riguarda i principali indicatori, nel caso della domanda e dell’attività produttiva il giudizio prevalente delle imprese del campione è quello di stabilità, a cui si affianca una maggior incidenza delle indicazioni di riduzione rispetto a quelle di crescita; nel caso delle vendite emerge invece la diminuzione.

Nel dettaglio, la domanda è stabile per circa un’azienda su due, sia a livello nazionale, sia in relazione agli scambi con l’estero. Viene comunque registrata una decelerazione per gli ordini domestici (42,3% del campione) e per l’export (32,2%).
L’attività produttiva segue sostanzialmente le dinamiche evidenziate per la domanda, con stabilità per il 51,6% del campione, diminuzione per il 37,6% e aumento per il restante 10,8%.


In discesa il tasso di utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata in aprile che passa da quota 79,7% di febbraio al 74%.
Sul fronte delle vendite emerge una decelerazione per oltre un’azienda su due (52,7%) mentre i fatturati risultano stabili per il 30,8% delle imprese e in crescita per il 16,5%.

Le ipotesi sull’andamento delle prossime settimane descrivono un parziale cambio di marcia: le previsioni sono orientate prevalentemente alla stabilità (56%) ma i casi di aumento (26,7%) risultano più diffusi rispetto a quelli di rallentamento (17,2%).
I casi di insolvenza e i ritardi di pagamento da parte dei clienti, che penalizzano circa un’impresa su due, e il limitato orizzonte di visibilità del portafoglio ordini, inferiore a tre mesi per l’80% del campione, restano elementi penalizzanti per le imprese.
I costi di approvvigionamento delle materie prime, visti in aumento in aprile per oltre un terzo delle imprese (38,3%), sono un ulteriore fattore di criticità.
Nei rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito si registra generale stabilità delle condizioni; risultano però in aumento, per oltre un’impresa su cinque, le spese e le commissioni applicate dalle Banche rispetto alla situazione di marzo.
Lo scenario occupazionale resta comunque stabile, con previsioni che confermano il mantenimento dei livelli anche nei prossimi mesi.
“Credo che questi dati vadano letti alla luce di alcuni elementi di contesto - commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva. Se, infatti, laddove si registra una variazione degli indicatori questa è prevalentemente negativa, non dobbiamo dimenticare che si tratta di una indagine qualitativa. In altre parole,
le informazioni rilevate non sono di natura numerica, ma riguardano il sentiment degli imprenditori per il mese di aprile, e non quantificano quindi l’entità della diminuzione. A questo proposito, come peraltro è stato segnalato da molte delle realtà del campione, è anche giusto considerare che il mese di aprile ha avuto parecchie festività e periodi di interruzione delle attività, che hanno contribuito direttamente a determinare una riduzione rispetto ai livelli di marzo. Alcune produzioni sono inoltre soggette al fenomeno delle stagionalità.”
“Non dobbiamo quindi farci scoraggiare dalla presenza di alcune indicazioni di rallentamento e preferiamo, anzi, guardare avanti fiduciosi confidando che, con il nostro impegno, quei segnali di ripresa emersi sia sul territorio sia a livello nazionale si possano consolidare” - conclude Lorenzo Riva.

GLI ORDINI
L’indicatore associato alla domanda delle imprese di Lecco, Sondrio e Como mostra una decelerazione che interessa sia gli ordini sul mercato domestico, sia le esportazioni. Il giudizio prevalente è di stabilità, che riguarda quasi la metà del campione; tuttavia, in caso di variazione, le indicazioni di diminuzione della domanda sono superiori a quelle di aumento.
Per quanto riguarda la domanda interna, si registra stabilità nel 44,5% dei casi, aumento nel 13,2% mentre diminuzione nel restante 42,3%.
L’export risulta invece stabile per il 56,8% delle imprese del campione, in diminuzione per il 32,3% e in aumento per il 10,9%.

A livello lecchese e sondriese i dati confermano lo scenario complessivo: a fianco del diffuso giudizio di stabilità, si registra una maggior incidenza di indicazioni di rallentamento degli scambi rispetto a quelle di aumento.

LA PRODUZIONE
L’attività produttiva delle realtà dei tre territori segue sostanzialmente quanto esaminato per la domanda. Si registra infatti un mantenimento dei livelli per oltre un’azienda su due, a cui si accompagna una prevalenza di giudizi di decelerazione delle produzioni rispetto a quelli di aumento.
Nel dettaglio il 51,6% del campione comunica stabilità in aprile rispetto al mese precedente, il 37,6% segnala una diminuzione e il 10,8% un incremento dell’attività.
Il tasso di utilizzo medio degli impianti produttivi si attesta a quota 74%, in diminuzione rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale (79,7% a febbraio). Rispetto al dato medio, la capacità produttiva impiegata dalle imprese con oltre 50 addetti risulta superiore a quella utilizzata dalle imprese di dimensioni più piccole. Non si rilevano invece particolari variazioni rispetto ai settori merceologici del campione.

Il quadro per le imprese di Lecco e di Sondrio si attiene a quanto esaminato a livello generale: i giudizi di stabilità e di diminuzione sono di pari entità (45,9%) mentre le indicazioni di aumento risultano incidere meno (8,2%). Per quanto riguarda il tasso di utilizzo degli impianti di produzione si registra invece un dato medio pari a 74,5%.

IL FATTURATO
Le imprese di Lecco, Sondrio e Como rivelano una fase di decelerazione per le

vendite, confermando l’andamento di ordini e produzione.
L’indicazione preponderante del campione è la diminuzione, indicata nel 52,7% dei casi; nel 30,8% il giudizio riguardo al fatturato è la stabilità mentre nel restante 16,5% si fa riferimento all’aumento.

I dati per le imprese lecchesi e sondriesi risultano in linea con la situazione generale: nel 52,6% dei casi è indicata una diminuzione, nel 31,6% stabilità mentre nel 15,8% un aumento.

LE PREVISIONI
Sul fronte delle previsioni le aziende lecchesi, sondriesi e comasche comunicano una situazione che si discosta rispetto al quadro di aprile.
Le ipotesi sulle prossime settimane sono principalmente caratterizzate da giudizi di mantenimento dei livelli (56%). Tuttavia, in caso di indicazioni di variazione, quelle di crescita (26,7%) risultano prevalenti rispetto a quelle di diminuzione (17,3%).

L’orizzonte di visibilità della domanda, limitato a poche settimane per oltre quattro imprese su dieci (42,1%), continua a rappresentare un elemento di criticità. Per il 37,7% delle aziende gli ordini in portafoglio coprono un periodo di qualche mese, mentre solo per il 20,2% l’orizzonte di visibilità risulta superiore al trimestre.
Nel caso delle imprese dei territori di Lecco e di Sondrio, le aspettative per le prossime settimane risultano maggiormente improntate al mantenimento dei livelli, con indicazioni di stabilità comunicate dai due terzi delle realtà del campione (66,7%). Come per lo scenario generale, prevalgono, seppur di poco, i giudizi di miglioramento (18,8%) rispetto a quelli di rallentamento (14,5%).
La visibilità sul portafoglio ordini è limitata a poche settimane per il 44,7% delle aziende, è sufficiente a garantire la programmazione di alcuni mesi di attività per il 31,9% delle imprese, mentre si estende ad oltre un trimestre per il 23,4% del campione.
LE MATERIE PRIME
Come per la precedente edizione dell’Osservatorio, i costi di approvvigionamento delle materie prime continuano a mostrare una tendenza alla crescita e sono quindi un elemento penalizzante per le imprese dei tre territori, oltre che per le sole aziende lecchesi e sondriesi.
Il 59,1% del campione ha indicato stabilità in aprile rispetto ai listini del mese precedente, oltre un’impresa su tre (38,3%) ha comunicato un aumento, mentre il restante 2,6% ha segnalato un ribasso dei prezzi delle commodities.
LA SOLVIBILITÀ

Le situazioni di insolvenza e di ritardo dei pagamenti segnalate dalle aziende del campione continuano a rappresentare un elemento di criticità per le imprese di Lecco, Sondrio e Como.
Quasi un’azienda su due (46,6%) comunica di aver dovuto far fronte a casi di insolvenza o di ritardo dei pagamenti da parte dei clienti in aprile. Rispetto al mese precedente, la situazione è rimasta per lo più stabile (84,3% dei casi), anche se per il 12% del campione si è ulteriormente aggravata e per il 3,7% ha mostrato un miglioramento.


Si rilevano problematiche riguardanti la solvibilità anche per le imprese di Lecco e Sondrio, in particolare per il 45,8% del campione. In aprile l’incidenza dei fenomeni di insolvenza e di ritardo dei pagamenti da parte dei clienti è rimasta invariata per l’85,3% delle imprese, è peggiorata per il l’8,8% mentre è migliorata per il restante 5,9%.

I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
Le realtà dei tre territori delineano un quadro di mantenimento nei rapporti con gli Istituti di credito con cui le imprese operano stabilmente. Per il 94% del campione i giudizi riguardanti le condizioni applicate sono stabili, per il 4,3% sono in peggioramento, mentre per il restante 1,7% risultano migliori.
Esaminando nel dettaglio, gli spread e i tassi di interesse applicati sono in aumento per il 6,1% del campione, mentre nel caso delle spese e delle commissioni bancarie sono stati registrati incrementi per oltre un’azienda su cinque (21,7%).
I giudizi espressi dalle aziende riguardo la liquidità aziendale delineano soddisfazione per il 44,9% dei casi, situazioni nella norma nel 30,5% e possibilità di miglioramento per il 24,6%.

Nel caso delle aziende lecchesi e sondriesi si registra uno scenario sovrapponibile a quello generale. Il giudizio riguardante i rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito in aprile è prevalentemente orientato al mantenimento delle condizioni: nel 93,6% è infatti comunicata stabilità, nel 2,1% è indicato il miglioramento e nel 4,3% il peggioramento.

I tassi di interesse e gli spread sono aumentati per il 4,4% delle imprese mentre l’innalzamento delle spese e delle commissioni bancarie ha interessato il 17,4% del campione.
Sul fronte dei giudizi riguardanti la liquidità aziendale le imprese del campione hanno comunicato soddisfazione in un caso su due (50%), livelli nella norma nel 29,2% mentre una situazione migliorabile nel restante 20,8%.


L’OCCUPAZIONE
Lo scenario occupazionale per le imprese di Lecco, Sondrio e Como mostra in aprile una conservazione dei livelli. Secondo l’81,4% del campione non si sono verificate variazioni dell’organico, per l’11% è stata registrata una crescita mentre nel 7,6% una diminuzione.
Le aspettative per i prossimi mesi, e riguardanti in particolare il proprio settore di attività, confermano il quadro generale delineato per aprile. I giudizi infatti risultano così ripartiti: stabilità nel 83,8%, aumento nel 9,4% e ribasso nel 6,8%.

Un quadro simile emerge anche dai giudizi riguardanti le sole imprese dei territori di Lecco e di Sondrio. Rispetto a marzo i livelli occupazionali sono rimasti stabili per il 77,1% del campione, sono cresciuti per il 10,4% mentre hanno subito una diminuzione per il 12,5%.
Le ipotesi formulate per i prossimi mesi confermano la prevalenza dei giudizi riguardanti il mantenimento dell’occupazione, indicato dal 78,7% delle imprese, a cui si affiancano indicazioni di aumento (12,8%) che incidono in misura maggiore rispetto a quelle di diminuzione (8,5%).