20170606

Studenti monzesi visitano il centro comunale Il Giglio. Ex struttura di una pizzeria iconfiscata alla mafia

di Gianni Riva.
LECCO - Trentacinque studenti di due classi della scuola secondaria di primo grado di SOVICO, (MB) hanno trascorso il pomeriggio con gli anziani presenti al cemtro comunale anziani Il Giglio. Locali confiscati alle organizzazioni malavitose. E' stato un pomeriggio in cui sono state fatti momenti di "narrazione" su temi/stimolo: persone significative nella propria vita, le passioni/hobby di oggi e di una volta....uno scambio intenso e ricco per entrambe le parti.  I giovani poi hanno intervallato due momenti di riflessione specifica sul tema della mafia e anti-mafia che hanno poi scritto in parole chiave, appese al Giglio, divenute poi ulteriori occasioni di confronto e scambio.Prima della merenda e dei saluti, una sorta di scambio canoro ha allietato il clima piacevole che si è creato, canzoni di oggi e canzoni tradizionali si sono mescolate in un mix di allegria per tutti. Due anni sono passati dell'apertura del centro. Le serrande ora nell’ex pizzeria “Del Giglio” di Lecco si sono aperte. Il tempo si era fermato in un giorno del 1994, quando l’esercizio lecchese legato al clan Coco Trovato era stato confiscato. Dopo la sua lunga storia amministrativa, la struttura è dedicata a Emanuela Loi, uccisa dalla mafia. Emanuela Loi aveva 24 anni, il 19 luglio del 1992. Era nata a Sestu, in Sardegna, e faceva parte della scorta di Paolo Borsellino che venne fatta esplodere dalla mafia con il magistrato nell’attentato di via D’Amelio a Palermo. È a lei, alla prima donna a cadere in servizio in attività di scorta armata, che il Comune di Lecco ha intitolato ufficialmente la struttura Il Giglio per attività sociali. La visita dei studenti monzesi al centro di via Ghislanzoni a Pescarenico fa parte della collaborazione con l'Associazione Libera di Don Ciotti del comitato di Lecco nell'obiettivo di sensibilizzazione  dell'effettiva applicazione della legge n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che prevede l'assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti - Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni - in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. Libera non gestisce direttamente i beni confiscati, ma promuove, in collaborazione con l'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, le Prefetture e i Comuni, i percorsi di riutilizzo dei beni. Libera svolge un'importante azione di animazione