20170605

Una cinquantina di partecipanti per il viaggio di studio e memoria al Lager di Buchenwald promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi

Quarantacinque partecipanti provenienti da diversi comuni del Consorzio Brianteo Villa Greppi e non solo per un nuovo viaggio di studio e memoria. Sta per volgere al termine il viaggio al Lager di Buchenwald promosso dal Consorzio nell’ambito della rassegna Percorsi nella memoria: un tour che lo scorso primo giugno ha visto partire una cinquantina di persone e che, accanto alla visita del campo di concentramento tedesco, ha incluso anche due tappe ad altrettante città: Weimar e Lipsia. 


Quattro giorni intensi per un’iniziativa che, dopo le passate visite a Mauthausen, Auschwitz–Birkenau, Dachau, Natzweiler-Struthof, Terezin, Ravensbrück e Sachsenhausen, Dora-Mittelbau, Flossenburg–Hersbruck, per questa edizione ha scelto come destinazione il campo istituito nel luglio del 1937 e situato a circa otto chilometri da Weimar, in Turingia. 400 mila metri quadrati per uno dei più vasti Lager sul suolo tedesco: costruito su una collina ricoperta da una fitta foresta di faggi (da cui il nome Buchenwald, letteralmente bosco di faggi), il campo di concentramento è stato luogo di detenzione, come cita il cartello all’ingresso del museo, per quasi 250 mila uomini, oltre 28 mila donne e 30 mila minori, tutti provenienti da più di 50 paesi.

Ideato dal Consorzio e organizzato da Sandy Bay Viaggi di Montevecchia, il viaggio è stato dedicato, quest’anno, a Marian Kolodziej, uno dei primi deportati ad Auschwitz che a distanza di cinquant’anni da quella terribile esperienza ha ripercorso, realizzando oltre 300 disegni, episodi lungamente rimasti nascosti in un angolo della sua memoria. Guidati da Puccy Paleari, i partecipanti hanno potuto conoscere alcune delle tecniche di tortura e sfinimento adottate all’interno della struttura, dal carro ricoperto di pietre e da trainare senza alcun motivo al tronco al quale venivano appesi i deportati, visionare i forni crematori e quanto rimasto degli oggetti di uso comune come scodelle di latta, ritrovati dopo la Liberazione.

Ma, come anticipato, il viaggio è stato anche l’occasione per conoscere due città tedesche: dopo la visita guidata del primo giugno a Weimar, con i monumenti storici della Weimar classica e l’imperdibile Bauhaus, il tre giugno è  stata la volta di Lipsia, capoluogo della Sassonia celebre per la grande tradizione musicale e per la sua università.