20170827

AMORE E MALAMORE DECLINATI DA GERMANA MARINI IN DIECI, STRAORDINARI RACCONTI DAL TITOLO “GLI ABISSI DELL’ANIMA”, EDITI DALLA ROCCO CARABBA


La scabra essenzialità di un dettato sapiente e incisivo che caratterizza tutta la produzione letteraria di Germana Marini, in modo particolare si evidenzia in questi esemplari racconti che testimoniano valorosamente il coraggio di amare, la fiducia e la speranza e che affrontano con grande passione le cruciali problematiche inerenti ai rapporti familiari e di coppia”: è quanto scrive Giorgio Bàrberi Squarotti nel suo elogiativo commento a “Gli abissi dell’anima”, l’originalissimo volume di racconti di Germana Marini, edito dalla prestigiosa “Rocco Carabba Editrice” di Lanciano (Chieti), e incluso nella sua Collana Universale.


Ma il libro reca anche uno splendido saggio critico di Gianfranco Scotti sulle opere dell’autrice, di cui riportiamo un estratto: ” Nella sua lunga carriera di poetessa e scrittrice Germana Marini ha intessuto una comédie humaine cesellata con grande sensibilità, tanto da coinvolgere il lettore in vicende che pur appartenendo alla quotidianità, ai rapporti familiari tra le persone, riescono ad assurgere a exsempla dell’eterno conflitto generazionale. Il suo stile è limpido, essenziale, immediato. Non orpelli, non cedimenti, non digressioni, non stucchevoli artifici, a turbare la sua prosa fresca, elegante, diretta. Come tutti i veri scrittori, ella sa assaporare fino in fondo il sottile piacere di animare creature che nascono dalla sua capacità demiurgica, dal suo inappellabile potere di decidere del destino di coloro che agiscono nelle pagine dei suoi libri; volti che riesce ad imprimere nella nostra mente e nel nostro cuore. Fin dalle prime righe dei suoi racconti il lettore è condotto per mano, introdotto nell’eterna vicenda dell’uomo e delle sue contraddizioni e debolezze, le sue luci e le sue ombre. E quando si legge l’ultima pagina, ci sembra di accomiatarci da persone che abbiamo conosciuto da sempre. Figure che Germana ama di un amore materno, partecipando con autentica e sofferta emozione alle loro gioie e travagli, movendo i fili della loro esistenza con consumata abilità ed estrema padronanza narrativa. Un’arte, la sua, che sa indagare con acuta introspezione psicologica i personaggi che agiscono sul grande palcoscenico della vita, i quali urgono alla sua fantasia, chiedendo di materializzarsi. Personaggi in cerca d’autore, per dirla con Pirandello”.
E proprio Pirandello , Leopardi, D’Annunzio, Montale e tanti altri eminenti autori della cultura dell’epoca hanno pubblicato i loro capolavori alla Carabba Editrice, fondata nel lontano 1878.

Quantunque di fresco uscito, “Gli abissi dell’anima” ha già iniziato a collezionare recensioni che pongono tutte in luce come non si possa definire vita un’esistenza che rifiuti di abbandonarsi ai sentimenti per il timore delle delusioni. Dello scacco.
La chiave di lettura del libro è infatti questa: mai darsi codardamente per vinti, rammentando che il domani è “un altro giorno” e che il vero Inferno, come ha dichiarato George Bernanos, non è il soffrire per amore, bensì il non amare più. Varie sono le interpretazioni che questo testo di forte impatto prospetta,  ma prioritaria è sicuramente la teoria condivisa dall’autrice  in modo tanto appassionato con il suddetto.

Non mancano tuttavia rappresentazioni di amori negativi, falliti in partenza o che non reggono all’inesorabile corrosione del tempo. Pagine colme di sofferenza, di disperazione, che non contraddicono però quanto sopra esposto. Pagine di vibrata denuncia contro l’ingrata condizione della donna, fatta mai come in questo nostro tempo oggetto di tante angherie da parte del partner, nell’intento di spersonalizzarla, di farla preda e succube . Le quali  portano avanti un discorso che la Marini ha avviato con lodevole coraggio da tempo.

Ammirevoli sono poi le introduzioni ai testi di Virginia Ranieri Sabelli e le illustrazioni  ai racconti della figlia di Germana Marini, Sabrina Lavecchia.