20170802

COMO, LECCO - CALDO SULLE STALLE DEL LARIO: -15% LATTE E -40% FIENO


Sono numeri di un’estate torrida, quelli che emergono da un monitoraggio del territorio fatto dalla Coldiretti Como-Lecco, e che svelano come l’assenza significativa di piogge stia mettendo in crisi la produzione di foraggio sul Lario. Secondo una stima dell’associazione degli agricoltori, infatti, quest’anno il calo produttivo del fieno è attestabile attorno al 40%, con evidenti ricadute anche sull’allevamento bovino. 

A testimoniarlo Giancarlo Albini, imprenditore agricolo di Gravedona ed Uniti e membro di giunta di Coldiretti, costretto addirittura a portare il fieno alle sue vacche da latte in alpeggio. «Situazione disastrosa. Non ci sono altre parole per descriverla. I pascoli, qui in montagna, sono praticamente secchi: la poca erba che resiste è bruciata. Io sono stato costretto a portare dalla stalla il fieno per gli animali, e ora sto cercando di comprarlo, ma è praticamente introvabile e ha prezzi molto alti, visto che per colpa della siccità chi ce l’ha se lo tiene stretto per timore di rimanerne senza».

Il problema di questo caldo anomalo — continua la Coldiretti lariana — sta avendo ripercussioni anche direttamente sull’allevamento bovino. Gli agricoltori di Como e Lecco, infatti, lamentano un calo medio nella produzione di latte su cifre del 15%; calo che in alcuni casi, però, arriva a sfiorare anche il 50% del totale, con una ricaduta sulla produzione casearia. «In stalla, nonostante i ventilatori vadano senza sosta, le mie mucche soffrono — racconta l’allevatrice 22enne di Solbiate Comasco, Martina Vicini —. Sono nervose, passano parecchio tempo stese, ansimando per il caldo, e mal volentieri si dirigono verso il robot di mungitura. Questa situazione climatica induce negli animali molto stress, che compromette il loro appetito e quindi la produzione di latte, con un calo evidente: la nostra preoccupazione è che la situazione possa peggiorare con il passare dei giorni».
Le perdite provocate dalla siccità, in Lombardia, ammontano a circa 90 milioni di euro — riferisce la Coldiretti —, i due terzi dei quali legati a perdite produttive su mais e frumento, mentre il resto è diviso tra il calo nella produzione di latte, a causa delle alte temperatura, e l’aumento dei costi energetici per l’irrigazione, per la ventilazione e il raffreddamento nelle stalle.

«Occorrono misure efficaci e durature nel tempo — conclude il presidente della Coldiretti Como Lecco, Fortunato Trezzi — per affrontare un’emergenza che ormai ha perso il suo carattere di straordinarietà, come quella dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo. La Coldiretti si sta battendo sul tema, e propone anche possibili soluzioni: come l’uso razionale di acqua, e la realizzazione di un piano che preveda l’utilizzo delle cave dismesse, che nella sola Lombardia sono 2.891, come riserva idrica».