20170806

Dionigi Tettamanzi e quelle sue radici nella terra di Brianza. Addio a una grande guida spirituale e a un amico

Il cardinale Tettamanzi in occasione della sua visita all’Editoria grafica di Alfredo Colombo. Claudio Redaelli, direttore responsabile del mensile Il Punto Stampa, gli consegna l’opera di Pietro Pensa L’Adda, il nostro fiume.

di Claudio Redaelli
Si legano anche a Lecco il nome, la figura e la spiccata personalità del cardinale Dionigi Tettamzai, morto sabato mattina all’età di 83 anni, dopo una lunga malattia.
Arcivescovo di Milano dal 2002 al 2011, Tettamanzi si è spento a Villa Sacro Cuore, la casa di spiritualità della Diocesi, a Triuggio, in Brianza, dove si era ritirato dopo la Fin dal pomeriggio di sabato la camera ardente è aperta a Villa Sacro Cuore, mentre un’altra sarà allestita lunedì, a partire dalle 16, in Duomo a Milano, dove è prevista una messa con il cardinale Angelo Scola.

Martedì  alle 11 i funerali, sempre in cattedrale, presieduti dall’Amministratore apostolico cardinale Angelo Scola e concelebrati tra gli altri dal nuovo arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.
Quando Giovanni Paolo II nominò Tettamanzi molti si chiesero come avrebbe retto il confronto con il carisma di Carlo Maria Martini. L’unico a non considerare ingombrante la figura del predecessore fu proprio Martini, in primo luogo per l’esperienza in tante vicende di uomini e di Chiesa (era stato Segretario della Cei), poi perché in Diocesi aveva studiato e insegnato, conoscendo gran parte del clero. Inoltre perché non soffriva di complessi e da uomo intelligente si era tenuto lontano da cordate e gruppi.
Nel giorno dell’ingresso, il 29 settembre 2002, Tettamanzi spiazzò tutti, istituzioni e politica e tenne il più laico dei discorsi. Mentre le autorità gli davano il benvenuto e cercavano di ingraziarselo alludendo alla semplicità e alla bonomia del suo carattere, il nuovo arcivescovo affermò che non si sarebbe lasciato condizionare da nessun governo, da nessuna critica.
Il cardinale Tettamanzi, come detto, era originario di Renate e un giorno ebbe a dire: “Io mi sento figlio di questa terra, figlio di questo paese, e non soltanto in senso materiale ma anche e soprattutto in senso spirituale e per i valori tipici del sacerdozio”.
“Qui stanno le mie radici - aggiunse - vive e vivificanti. Qui stanno le mie radici che non si riescono mai a strappare dal proprio cuore, anzi dal proprio essere”.
Il cardinale Dionigi Tettamanzi in una foto scattata in occasione di un’importante cerimonia in ricordo di don Serafino Morazzone, nel rione cittadino di Chiuso. Con il prelato e con Claudio Redaelli si riconosce l’allora sindaco di Lecco, Lorenzo Bodega. 


Tenero, sfogliando le pagine del libro Qui sono le mie radici sulla storia e le opere del cardinale Tettamanzi, il ricordo di mamma Giuditta, che racconta di quando il piccolo Dionigi “da piccolo disegnava la pianeta, il piviale e tutto ciò che serviva per dire messa”. “Poi costruiva i paramenti - si legge ancora nelle pagine introduttive - con la carta da giornale e li colorava con gli acquarelli. Giocava a dire messa nella nostra corte e sgridava le bambine e le ragazze se avevano i vestiti troppo corti. Io l’ho sempre visto vestito da prete…”.
Frequenti sono state le visite di Dionigi Tettamanzi alla comunità lecchese, in particolare in occasione che vari passaggi che hanno portato alla beatificazione da parte del Papa Benedetto XVI di don Serafino Morazzone, amato e indimenticato parroco del rione cittadino di Chiuso.
A lui, chi scrive era legato da sincera amicizia, tanto che frequenti sono stati gli incontri e i colloqui avvenuti sia a Lecco sia a Milano. Tettamanzi aveva fatto visita anche all’Editrice grafica di Alfredo Colombo e in quell’occasione avevo avuto l’opportunità (e la gioia) di donare al cardinale arcivescovo la trilogia di Pietro Pensa L’Adda, il nostro fiume, che il prelato aveva particolarmente apprezzato.
Tettamanzi aveva ascoltato anche le vicende personali e familiari di chi scrive e preso a cuore lo stato di salute di mia moglie Santina, non mancando di dimostrare interesse per le mie molteplici esperienze politiche e amministrative.
Il cardinale Dionigi Tettamanzi verrà sepolto in Duomo, sul lato destro della cattedrale, ai piedi dell’altare Virgo potens dove è presente anche l’urna del beato cardinale Schuster.