20170807

“L’inutilità del rancore”, Enrico Rigamonti tra romanzo storico e giallo


(C.Bott.) Si intitola L’inutilità del rancore ed è un romanzo scritto da Enrico Francesco Rigamonti per le Edizioni Terra marique.
Rigamonti vive ad Annone Brianza, dove è nato nel 1960. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e pratica la professione di avvocato a Lecco.

Autore di una serie di romanzi e di una raccolta di riflessioni poetiche, ha ottenuto premi e riconoscimenti nell’ambito di vari concorsi letterari.
Altre sue poesie sono pubblicate in raccolte antologiche, mentre L’inutilità del rancore (che riporta in copertina il regicidio di Monza, con l’assassinio di re Umberto I, in una illustrazione di Achille Beltrame pubblicata sulla Domenica del Corriere del 5 agosto 1900) è la sua prima pubblicazione con le Edizioni Terra marique.
Augusto Farini, giovane operaio lecchese, matura un odio implacabile nei confronti del re Umberto I in quanto questi ha premiato con una onorificenza il generale Fiorenzo Bava Beccaris, autore della repressione in Milano nel maggio 1898.
Morta la madre, Augusto si trasferisce da Lecco a Roma nel periodo in cui si verificano importanti avvenimenti di carattere politico e religioso, tra cui l’inizio dell’Anno Santo.
Nella capitale, dopo molte vicissitudini, Augusto prenderà una decisione che segnerà la svolta della sua vita e lo condurrà a Monza la sera del 29 luglio 1900, a pochi passi dall’odiato Umberto I.

I tratti tipici del romanzo storico di Rigamonti e del giallo si intrecciano in quest’opera dai toni sferzanti e dal linguaggio vivido, come le vicende che la animano.