20170924

Al Rotary Club Lecco Manzoni protagonista l’Oratorio di Lecco, con a Capo Don Filippo

Serata all'insegna dei giovani e del loro impegno nel sociale: un incontro incentrato sul tema dell'oratorio. I relatori sono stati Don Filippo e Monsignor Franco Cecchin, entrambi sacerdoti della parrocchia di Lecco.                                                                    Don Filippo ha aperto la serata con un significativo intervento sulla sua vocazione, sulla sua passione per l’oratorio, sulla sua dedizione ai giovani, così articolato:


1. La storia dell'Oratorio ci parla di simpatia per l'umano

San Filippo Neri (1515-1595):
- Figliuoli, state allegri, state allegri. Voglio che non facciate peccati, ma che siate allegri.
- Non voglio scrupoli, non voglio malinconie. Scrupoli e malinconie, lontani da casa mia.

San Giovanni Bosco (1815-1888):
ha raccolto la sua esperienza educativa in tre parole: ragione, religione ed amorevolezza. Sono ancora questi i criteri che guidano la nostra passione educativa.

2. La mia storia:

Il mio primo oratorio
La mia vocazione nasce in un oratorio non tanto bello e non tanto organizzato. Nasce dalla scoperta di una amore gratuito ed attento a me in maniera inattesa. Nasce negli anni della crisi di tangentopoli e della crisi della Miano morale. Nasce da una gioia insolita scoperta in un posto semplice e povero.

L'oratorio in cui ho svolto il ministero per 10 anni
E' uno dei grandi oratori di Milano, lo si racconta poco ma Milano ha Oratori che sono dei veri punti di riferimento per interi quartieri e che hanno segnato generazioni di persone. Le difficoltà della periferia e le gioie della vicinanza.

L'oratorio san Luigi di Lecco e la pastorale giovanile cittadina
Una tradizione che risale a prima di don Bosco
Il lavoro di insieme molto più importante
la stessa sfida educativa: educare cristianamente i giovani

3. Una proposta:
ragione, religione ed amorevolezza
Ringrazio molto il Rotary Club Lecco Manzoni che, con mio grande stupore, mi ha invitato a parlare perché era un bel pezzo che nessuno mi invitava più a parlare
La serata ci pone davanti a diverse questioni che oggi spesso si dibattono negli ambienti parrocchiali: i giovani non frequentano la parrocchia, le famiglie non educano molto alla fede, dei preti ci si fida un po' meno, l'immigrazione cambia il volto dei quartieri, le vocazioni sono sempre meno ecc. ecc. Sono stato invitato a dare voce e molti pensieri che faccio tra me e me nell'attesa di trovare ambiti in cui ragionare su questi temi. Potrei riassumere le questioni in questa domanda: C'è davvero bisogno oggi dell'Oratorio?

Gli affetti mi hanno subito condotto a ricordare che la mia stessa vocazione è nata in Oratorio. Ancora prima della vocazione potrei rifermi alla decisione più importante della mia vita: essere cristiano. Mi aggiravo per la Milano degli anni '90 con una buona educazione, un carattere mite e tanta voglia di crescere; frequentavo un Liceo milanese con risultati buoni (non ottimi); giocavo a pallavolo senza pretese e coltivavo amicizie con un giro di compagni di classe molto simpatici con cui ci sentiamo ancora oggi. Allo scoppiare delle domande di senso sulla vita mi accorsi di avere in tasca un tesoro dal valore inestimabile che, al contrario dei miei amici, non avevo abbandonato del tutto dopo la Cresima. La faccio breve. Attorno ai quindici anni decisi di rientrare in Oratorio, complice un prete che, nonostante la mia latitanza da catechesi e vita parrocchiale, non aveva smesso di accogliermi e sorridermi. Nel tornare in Oratorio provai una gioia diversa, una gioia insolita (Cfr Lewis). Iniziai a capire che lì mi sentivo più libero e felice che negli altri ambienti. 
Era il 2 giugno 1995 quando mettemmo in scena un semplice teatro, una commediola senza troppe pretese, che fu un piccolo successo per la vita oratoriana del tempo. La sera stessa andai a letto ancora carico di emozione e feci fatica a prender sonno. Nei sogni di quello notte improvvisamente vidi dei ragazzi che giocavano a pallone su di un prato. Ai bordi del campo il classico mucchio di zainetti e felpe abbandonati per il serio impegno del gioco e a bordo campo la figura di un uomo vestito tutto di nero, in abito talare... ero io! Fu la prima volta che mi figurai di poter essere prete.
Non mi dilungo ma vorrei solo dire che la mia vita è stata decisa anche in base a questa forma unica e vera della vita cristiana. Un campetto, una cappella, un pallone, il teatro, l'intelligenza, gli amici, il "gruppo", i ritiri, le vacanze, le lodi, i canti ecc. L'Oratorio, insomma! Chi lo ha vissuto e lo vive lo sa. Chi non lo ha vissuto... mi spiace per lui ma glielo consiglio.
Torno a quella che è una vera domanda: c'è bisogno, oggi, dell'Oratorio? Sì e più andiamo avanti più ne sento il bisogno.

Coinvolgente l’intervento di Don Filippo  che, con vigore intellettuale oltreché fisico, ha rimarcato come l'oratorio rappresenti una scommessa sulla positività dell'umano. Ha poi  ricordato come siano carenti le figure dei sacerdoti nella nostra realtà: per 25 parrocchie del decantato di Lecco solo 4 sono i preti a disposizione degli oratori.
Monsignor Franco Cecchin, ha illustrato ed informato i soci del gravoso compito affidatoGli dall’Arcivescovo, ovvero di rifondare il nuovo oratorio e la Casa della carità  nell'area industriale Faini, ora dismessa. Il prevosto, Monsignor Franco Cecchin, ha firmato la convenzione con il Comune di Lecco per la realizzazione del nuovo centro per i giovani e della Casa della carità. Ne beneficeranno tutti i cittadini lecchesi perché l'intervento permetterà di riqualificare parte della zona centrale di Lecco, abbattendo parzialmente il muro di cinta, dando così l’immagine della vera essenza cristiana, quella dell’apertura e della accoglienza.    
La serata è proseguita con le testimoniane di quattro ragazzi di 19-20 anni:                 Stefano, studente di filosofia, è animatore e chierichetto. Per lui l'oratorio è gioia e audacia (bisogna avere il coraggio di buttarsi), soprattutto in questo periodo di scoraggiamento generale della nostra società. Ha sottolineato la bellezza dei momenti di vacanza con i ragazzi;                                                                                                                         Andrea, studente di infermieristica, è un educatore del gruppo medie. Per lui l'oratorio è un mondo speciale di amicizie e legami forti. L'oratorio ha il compito importante di formare i ragazzi. Ha raccontato l'esperienza del carnevale vissuta come sfida di tanti mesi di lavoro che regala molta soddisfazione;                                .                                                                                 Agnese, studente di lingue, è educatrice del gruppo medie e fa parte del coretto della chiesa. In questo gruppo ha costruito le sue amicizie principali. I legami creati tra ragazze di età differente permette di essere un appoggio per le ragazze più giovani. L'oratorio diventa una seconda famiglia;                                                             .                                                                                       Nicola, studente al conservatorio, è educatore del gruppo medie. Vengono organizzati incontri per i ragazzi tutti i venerdì sera su temi sempre diversi (attualità/letture) affrontati attraverso il dialogo. Ha raccontato la bellezza del gruppo estivo. L'oratorio ha un forte valore educativo paragonabile a scuola e famiglia.                                                                              
La nostra Presidentessa, Nicoletta Spagnolo, avendo aperto la serata con un breve momento formativo dedicato ai soci ed iniziatosi con le origini del Rotary, non ha potuto non evidenziare come il motivo propulsore dei club rotariani, il servizio all’umanità, cii avvicini all’impegno degli oratoriani. Ha, così, auspicato la possibilità di portare avanti percorsi comuni rivolti ai giovani, posti al centro dell’attenzione nella progettualità del nuovo anno rotariano del nostro club. Ha poi ringraziato Don Filippo per aver condiviso con noi la sua meravigliosa esperienza di vita, estendendo i ringraziamenti a tutto lo staff oratoriano presente per i positivi messaggi trasmessi di impegno, audacia, passione, amore, gioia. In ultimo, ha formalizzato la promessa del Rotary Club Lecco Manzoni di promuovere una serata di raccolta fondi ad appannaggio della ristrutturazione dell’Oratorio S. Luigi, quale nuovo centro di riferimento e di accoglienza della vita cittadina.