20170907

“EMOZIONI SORPRENDENTI CON UNO SCALATORE-ESPLORATORE”

Si svela con il titolo della sua serata l’avvincente personalità di Marcin Tomaszweski




di Renato Frigerio Riteniamo fare cosa interessante e gradita agli appassionati che lo stanno attendendo, dare un ampio spazio alla figura dell’alpinista che animerà la serata-evento, da cui ci si aspetta un rinnovato entusiasmo per il nostro alpinismo.
Comprendiamo che la serata programmata susciti già notevoli aspettative per l’eccezionale novità rappresentata dal protagonista polacco, che a quarantadue anni ha raggiunto l’apice delle sue potenzialità e della sua esperienza. Possiamo perfino pensare che proprio da lui prenda forza quel ritorno di fiamma di cui da tempo sentiamo la mancanza, soprattutto se ritroviamo in lui quella stessa “nouvelle vague” dell’alpinismo polacco, la cui punta di diamante è rappresentata da un trio di fortissimi scalatori: Jakub “Kuba” Radziejowski, Marek “Regan” Reganowciz e Marcin “Yeti” Tomaszewski. Tutti e tre sono degnissimi eredi della grande tradizione dell’alpinismo polacco, sovrano indiscusso delle “invernali” sulle pareti più dure del mondo con personaggi del calibro di Kukuczka, Wielicki, Hajzer, Kurtyka, tanto per citarne solo alcuni. Eredi che hanno avuto la fortuna di poter crescere umanamente e alpinisticamente in un’epoca del tutto differente da quella dei predecessori, potendo quindi accedere alle nuove tecnologie, ai nuovi materiali e soprattutto a quella libertà di movimento che fino all’89 è stato il maggior cruccio di chiunque arrivasse “da di là della cortina di ferro”.
Marcin Tomaszewski, come spesso accade con i grandi alpinisti esploratori, non nasce a ridosso dei monti, ma in una delle zone polacche in assoluto più distanti dalle montagne. Nasce infatti a Stettino (Szczecin), il 17 ottobre del 1975, ma fin da giovane si appassiona alla montagna ed è sulle montagne “di casa” della Polonia meridionale, sui Monti Tatra, che fanno parte dei Carpazi, le più alte montagne tra le Alpi e il Caucaso, dove trova quella che sarà la sua culla alpinistica, ricevendo un’istruzione di eccellenza per l’arte di andar per monti. Un’istruzione che lo terrà impegnatissimo a salire, tra il 1992 ed il 2003, praticamente tutte le linee più interessanti di quelle montagne, permettendogli di diventare in breve tempo maestro non solo di arrampicata, ma anche di scalate su ghiaccio e di
dry-tooling.
Come la maggior parte dei suoi connazionali, anche Marcin, oltre ai Tatra, un piccolo massiccio con un’estensione di 40x20 Km, inizia a frequentare ed a girare in lungo ed in largo le Dolomiti e le Alpi, salendo tanto le classiche che le vie moderne più ambite, come, tanto per citarne alcune, “Tempi Moderni” e la “Via attraverso il Pesce” in Marmolada e la “Diretta Americana” al Petit Dru sul Monte Bianco.
Il suo amore per la conoscenza e la spinta alla ricerca dell’ancora ignoto o ancora da scoprire lo porta ad aprire parecchie vie nuove sulle pareti più difficili d’Europa ed oltre, ma, contemporaneamente, anche a diventare uno dei maggiori fautori dell’arrampicata sportiva in Polonia. Istruttore di quella disciplina dal 2005, Marcin fin dal 1997 è fervente attivista “della causa”, sostenendo la nascita di scuole e club dedicati all’arrampicata, compreso un “fight club” arrampicatorio con tornei annuali a livello nazionale.
La sola arrampicata, però, non può bastare ad un uomo simile, ed a partire dal 2001 iniziano i suoi viaggi alla ricerca di luoghi remoti e di pareti inviolate e bellissime. In questi diciassette anni ha quindi effettuato numerosi viaggi in Groenlandia (2000), in Pakistan (2001), all’Isola di Baffin (2002), in Alaska, Norvegia e Nepal (2003), al Meru in India del Gharwal (2004), a El Capitan nella Yosemite Valley (2005), in Norvegia, in Cina e al Cerro Torre in Patagonia (2006), di nuovo in Alaska (tra il 2007 e il 2009), al Fitz Roy in Patagonia (2009), Venezuela (2010), Cina (2010), Isola di Baffin (2012), Cerro Torre (2012), Grande Torre di Trango nel Baltoro (2013), di nuovo Alaska tra il 2014 e il 2016, nuovamente Norvegia (2015), fino a tornare a chiudere i conti con l’Eiger, parete Nord, via nuova in invernale, assieme all’inglese Tom Ballard, con il quale sempre nel 2016 ha anche aperto una nuova via di VII grado in Civetta, sulla parete Nordovest.
Attualmente ha, come dice lui, ancora qualche “cantiere aperto” tanto in Alaska che in Norvegia, ma questi sono solo quelli che rende noti…
Per la sua attività di scalatore e esploratore ha già raccolto la bellezza di più di venti premi e attestazioni in patria, oltre ad essere costantemente citato e seguito dalle riviste più importanti a livello polacco, europeo ed extraeuropeo, dedicate all’arrampicata, alpinismo, esplorazione e viaggi.
Sposato e padre di famiglia, si mantiene grazie alla sua insaziabile curiosità e voglia di vivere, fornendo la propria consulenza come motivatore per aziende, con le serate dedicate a temi in funzione alpinistica, con serate dimostrative dedicate all’arrampicata, come esperto di lavori in altezza e come disegnatore di abbigliamento per lo sport.
Attivo anche come fautore di stili di vita salutari, dal 2009 è anche il motivatore e l’ispiratore del progetto “Quattro elementi vitali”, che propugna scalate in quattro regioni del mondo che maggiormente rappresentano questi quattro elementi: Alaska (freddo), la Patagonia (vento), l’Isola di Baffin (l’acqua) ed il Venezuela (i tropici). L’obiettivo è quello di andare a scalare le pareti più grandi e più difficili di quelle quattro regioni del mondo. Recentemente ha pubblicato un libro, in cui ha raccolto idee e pensieri dei suoi primi quarant’anni, in verticale, ovviamente.
Nella sua serata lecchese, che vedrà il competente Luca Calvi nella veste, sotto ogni aspetto impareggiabile, di pregevole interprete, programmata a Lecco, quartiere Castello, zona stadio, a partire dalle ore 21 di martedì 17 ottobre presso il Cine Teatro Palladium, Marcin Tomaszewski ci presenterà la conferenza che ha per titolo: “Emozioni sorprendenti con uno scalatore-esploratore”.
Il gruppo Gamma riconoscente intende evidenziare la collaborazione fondamentale dei main sponsor: Camp, DF Sport Specialist e Rock Experience, brand che con la condivisione all’iniziativa accompagnano in forma determinante gli organizzatori.
I Gamma sono pure grati ai co-sponsor indispensabili e preziosi: vinicola Mauri, Carozzi formaggi, Icam cioccolato e Ferranti addobbi, per il loro apprezzato sostegno positivo offerto con spontaneità ed amicizia.