20170925

"Mi chiamavano Gianni” il nuovo libro di Antonella Bolis.



LECCO - (Gia.Ri) "Mi chiamavano Gianni". E' il titolo dell'ultima fatica della scrittrice Antonella Bolis di Oggiono. Per l'autrice questo libro è frutto di un grande lavoro durato 6 anni raccogliendo documenti e tracce di una storia vera. La Bolis  racconta la vicenda di un  marinaio  lecchese, nativo del quartiere Pescarenico, imbarcato nel 1938 sul regio incrociatore Bartolomeo Colleoni, gioiello della Marina Militare Italiana fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale. Gianni è Giuseppe Longhi, da tutti detto Gianni, classe 1918, chiamato sotto le armi nella Regia Marina, come marò addetto ai Servizi Vari sull’incrociatore leggero Bartolomeo Colleoni. L’incrociatore fu affondato dal cacciatorpediniere inglese Ilex e Havock nella battaglia di Capo Spada (Creta) del 19 luglio 1940.
Nella battaglia morirono con il Longhi 129 marinai mentre i 525 naufraghi furono raccolti dalla marina  navale inglese ed avviati alla prigionia. La pubblicazione è stata promossa dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, sezione di Lecco e Oggiono , con la collaborazione della Canottieri Lecco e dei Comuni di Lecco ed Oggiono. L’impaginazione e la stampa  è stata curata dall'editore  Paolo Cattaneo, di Oggiono mentre la prefazione del libro porta la firma del giornalista Aloisio Bonfanti. Nella presentazione tenutasi nella sede della Canottieri con la lettura di alcune parti da parte di Chiara Bellingardi , numeroso il pubblico, per la maggior parte ex marinai, presenti: il presidente Marco Cariboni l'ex Marco Milani e l'assessore al comune di Lecco Salvatore Rizzolino. L'autrice del libro Antonella Bolis, spiega: "Con questo libro voglio reicordare la vera vicenda dello zio scomparso nell'affondamento del Colleoni. Nel percorso verso la pubblicazione ho voluto vedere quel tratto delle acque dove morì".Il libro "Mi chiamavano Gianni" verrà presentato il 4-5 novembre anche ad Oggiono a cura della sezione marinai che propone anche una mostra. "Ringraziamo Antonella per questo lavoro che ci permette conoscere una storia ma ancora di più un personaggio che sentiamo nostro": conclude Stefàno Milani presidente dell'A.n.m.i provinciale.