20171022

Addio Giovanni Mauri, la sua lezione di vita ne manterrà vivo il ricordo

Lunedì 23 ottobre alle 10.45 i funerali nella chiesa del rione cittadino di Castello


di Claudio Redaelli
Aveva 79 anni e per 35 anni aveva lavorato presso il Comune di Lecco, ricoprendo tra l’altro l’incarico di responsabile dell’Ufficio elettorale e segnalandosi proprio in quella veste per la sua spiccata competenza, le sue capacità professionali e la sua disponibilità.
Ora Lecco e il suo territorio piangono Giovanni Mauri, morto nella mattinata di sabato 21 ottobre, il cui nome si lega anche agli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, ente del quale era entrato a far parte del consiglio d’amministrazione nel 1998, nominato dal Comune di Lecco, per essere riconfermato quattro anni più tardi.

Nel 2002 Mauri era stato eletto vicepresidente e nel 2005, alla scomparsa della presidente Maria Gandini, le era subentrato alla guida della storica casa di riposo lecchese fondata nel lontano 1594. Ricoprì la carica di presidente per nove anni e nel 2014, a conclusione del mandato, nel ripercorrere idealmente l’importante cammino svolto disse al giornalista Claudio Bottagisi, che lo intervistava per il Punto Stampa: “È stato un lavoro certamente impegnativo e faticoso ma molto bello e addirittura entusiasmante, anche per l’apporto che mi hanno assicurato i consigli d’amministrazione che si sono succeduti nel corso dei mandati. È stato insomma un efficace lavoro di squadra”.
Insomma Mauri sottolineava come si fosse lavorato sempre bene, “grazie anche al fondamentale apporto di personale professionalmente preparato e costantemente aggiornato e potendo contare sull’aiuto, altrettanto prezioso, dei volontari”.
Il presidente rimarcò in quella stessa chiacchierata l’importanza dell’esperienza svolta al vertice dell’istituto. “Umanamente mi ha dato tanto - disse - e ora vi è un certo dispiacere nel lasciare l’incarico proprio per la gran mole di lavoro svolta e perché credo di averci davvero messo l’anima”.
Il primo pensiero di Mauri andò agli oltre 300 dipendenti della struttura. “Dai medici al personale infermieristico e agli ausiliari - disse - tutti si sono adoperati per far crescere qualitativamente questa struttura e i risultati si sono visti. Le iniziative sono state molteplici, anche finalizzate a vivacizzare l’ambiente ed affiancate alle nostre tradizionali animazioni, con progetti attuati nei vari nuclei dell’istituto e calibrati sulle effettive condizioni degli ospiti. Determinante è stato in quest’ottica anche il contributo dell’Associazione Amici sostenitori degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi”.
Guardava poi alle opere realizzate nel corso degli ultimi anni, Giovanni Mauri, a partire dal giugno 2009 quando ebbero inizio i lavori di adeguamento della casa di riposo con la costruzione della Residenza Medale.
“I lavori sono stati ultimati a fine dicembre 2010 - spiegò - e a quel punto gli ospiti della Residenza Resegone, su cui si doveva a sua volta intervenire con una radicale ristrutturazione, sono stati trasferiti nel nuovo stabile. I lavori alla Residenza Resegone sono terminati nel corso del 2012”.
Da quel momento, come noto, gli Istituti Airoldi e Muzzi possono contare su 120 posti alla Residenza Resegone, altrettanti alla “Medale” , 70 al “Bettini-Pazzini” e 40 nel nucleo Alzheimer, presso la Residenza Grigne.
“Nell’arco di questi ultimi cinque anni - faceva rilevare sempre Mauri - sono stati attuati investimenti per 20 milioni di euro con l’intento portare la struttura ai massimi livelli e l’obiettivo può dirsi centrato. Sono poi state introdotte novità che hanno riguardato ad esempio il centro diurno, che accoglie 15 persone non autosufficienti, e l’assistenza domiciliare integrata, senza dimenticare che l’istituto dispone di una bella biblioteca, di un bar gestito dai volontari e di un rigoglioso parco secolare che si estende per 50.000 metri quadrati fino alle pendici del Magnodeno”.
Inserita nel parco vi è la chiesa del Redentore e di Santa Caterina da Siena. Progettata dall’architetto Mario Cereghini e consacrata nel 1942 dal cardinale Ildefonso Schuster, accoglie un importante affresco di Ennio Morlotti e costituisce un luogo di culto che offre occasioni di preghiera e raccoglimento.
Non mancò, nella riflessione di fine mandato di Giovanni Mauri, l’auspicio che l’Airoldi e Muzzi si aprisse sempre più alla società civile e che, al tempo stesso, le istituzioni pubbliche fossero più attente alle esigenze e al ruolo ricoperto dall’istituto stesso all’interno della comunità lecchese, nella consapevolezza che aiutare gli anziani e venire incontro alle loro esigenze è un dovere civile che - se assolto con amore e professionalità - diventa un bene sociale.
“Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi sono un’autentica risorsa di Lecco e del suo territorio - concluse Mauri - e devono continuare a puntare sull’eccellenza delle strutture e dei servizi offerti”.
Giovanni Mauri verrà ricordato anche per il suo duplice mandato di consigliere comunale a Lecco e per l’attività svolta in anni più lontani presso l’Oratorio di Castello.
I funerali si svolgeranno lunedì 23 ottobre, alle ore 10.45, nella chiesa parrocchiale di Castello, il rione cittadino dove Mauri risiedeva.
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Il direttore Claudio Redaelli, il collega Claudio Bottagisi e la redazione del sito ilpuntostampa.info partecipano commossi al lutto per la scomparsa di Giovanni Mauri, si uniscono al dolore dei familiari e ne ricorderanno l’integrità morale e il suo mettersi costantemente al servizio del prossimo.