20171001

Il “due con” ungherese di Goretti è campione del mondo. Esulta la Canottieri Moto Guzzi



(C.Bott.) Il “due con” ungherese allenato dal mandellese Eros Goretti si è laureato campione del mondo di canottaggio in Florida! “Un successo per molti inaspettato - è il commento a caldo di Livio Micheli, presidente della Canottieri Moto Guzzi -  ma non per noi che abbiamo avuto modo di seguire questo equipaggio quando per un mese si è allenato a Mandello sotto l’occhio vigile del suo allenatore, con qualche proficua “benedizione” del nostro grande e inossidabile Giuseppe Moioli”.

“Proprio Moioli - aggiunge - al termine di un allenamento mi disse che questo equipaggio avrebbe stupito. E così è stato. A testimonianza che le sue sensazioni sono sempre concrete. Questo successo  consacra anche la capacità tecnica del nostro vicepresidente e allenatore Goretti, nonché la bontà del suo programma, frutto di tanti studi e comparazioni in costante aggiornamento, testimoniato da come i suoi ragazzi hanno condotto la gara iridata”.

Terzo ai primi 500 metri, l’armo ungherese era quarto ai 1.000 metri, staccato da Australia e Gran Bretagna, che occupavano le prime due posizioni. Tutto ciò lasciava presagire che il successo potesse essere appannaggio di uno di questi equipaggi. Ai 1.500 metri gli ungheresi erano nuovamente terzi, ma da quel momento in avanti la barca magiara ha cambiato marcia e risucchiato sia la Gran Bretagna sia l’Australia, tagliando il traguardo con più di mezza imbarcazione di vantaggio.
Micheli spiega: “Questo è un successo anche della Canottieri Moto Guzzi, perché oltre al fatto che l’allenatore di riferimento del 2+ ungherese si identifica nel suo vicepresidente, anche gli atleti sono soci e tesserati della nostra società. A loro vanno quindi i nostri più sinceri complimenti”.


Il presidente conclude: “Un’osservazione… di colore, infine: l’equipaggio ungherese che si è laureato campione del mondo quando si è allenato a Mandello lo ha fatto nella nostra sede storica senza la disponibilità del pontile tradizionale, ma con un pontile d’emergenza. A testimonianza che le comodità fanno certamente bene, ma non sono quelle che forgiano i campioni...”.