20171029

LA TORRE DEL NON FINITO PALAZZO DI GIUSTIZIA


ENRICO MAGNI
Sono anni che il Palazzo di Giustizia è l’emblema della lentezza e della decadenza strutturale della città di Lecco. Il Palazzo di Giustizia quando è stato progettato doveva rappresentare il futuro della città. Il Piano regolatore del 1940 inserisce il nuovo Palazzo di Giustizia del 1938 dell’architetto Cereghini con piazza Degli Affari, la nuova facciata della Banca Popolare, opera dell'arch. Mino Fiocchi del 1941: è stato costruito in quattro anni (1938-1941).

Alla fine degli anni novanta si decide di ampliare il Palazzo di Giustizia. Il progetto di ampliamento della torre, dell’architetto Antonello Longoni del Comune di Lecco, inizia nel settembre 2003. 
La proposta è consegnata al ministero di Giustizia on. Castelli, il costo previsto è poco più di 13 milioni euro. La Torre di sette piani si affianca all’esistente palazzo di Giustizia con tre piani di parcheggi interrati nell’adiacente piazza Degli Affari. 
La ditta vincitrice, la Carena spa di Genova, si impegna a consegnare i lavori non oltre 1.089 giorni (tre anni): 31 marzo 2005. Alla cerimonia magna, il giorno della posa della prima pietra ci sono i maggiori vertici istituzionali dell’epoca: il Guardasigilli On. Roberto Castelli, il Sindaco Lorenzo Bodega, il Presidente della provincia Virginio Brivio e quello del tribunale, Giampiero Serangeli. 
Sono passati 12 anni dal 2005. Il Ministro Roberto Castelli è fuori scena, il presidente del tribunale Giampiero Serangeli pure, invece Virgilio Brivio è il sindaco della decaduta città di Lecco. Il suo slogan costante, prima da Presidente della Provincia e poi da Sindaco di Lecco, è sempre il solito: bisogna avere fiducia, le condizioni economiche del comune sono quelle che sono, bisogna avere pazienza. Virgilio Brivio segue la massima del chimico del settecento Antoine Lavoiser: nulla si crea e nulla si distrugge.  
La torre, simbolo di potenza, di controllo, di supremazia sul dominato subito vacilla come la torre di Babele e con lo scavo in Pazza Degli Affari sprofonda nell’acqua del lago. 
Nel 2005 il cantiere si ferma a causa delle pesanti infiltrazioni avvenute durante gli scavi, lasciando l'intera area esposta a ben quattro anni di degrado e abbandono totale. Qualcuno in Commissione Urbanistica, nella seconda legislatura con il sindaco Bodega, alla presentazione del progetto fa notare il rischio e la non opportunità di quel progetto. Molte poi furono le critiche ma le cose sono andate avanti come se nulla fosse.
Nel 2009 vengono affidati i lavori all'impresa "Nessi & Majocchi", per procedere più velocemente e con maggior sicurezza.
Nel 2011 si adotta la soluzione di spostare il Tribunale nella sede provvisoria di Corso Promessi Sposi, trasferendo il Palazzo di Giustizia in un edificio moderno ed efficiente, lontano dagli inevitabili disagi creati dal cantiere.
Lunedì 1° agosto del 2011 il Palazzo di Giustizia di Lecco si trasferisce, in via provvisoria, dallo storico edificio di Via Cornelio, in Corso Promessi Sposi, preso in affitto dal Comune Lecco dalla società Invernizzi Sergio & figli, proprietaria dell'immobile denominato "Le Torri Blue Towers", a un canone annuo di 660.000 euro più iva. 
Il Sindaco Virginio Brivio e l'assessore ai lavori pubblici, Francesca Rota, sono gli artefici di quest’operazione, per il Sindaco Virginio Brivio il costo di affitto è inferiore a quello sostenuto per mantenere tutti i vari archivi e uffici giudiziari sparsi per la città.
A scelte sbagliate si sono aggiunte soluzioni inopportune, i costi sono cresciuti in modo esponenziale, però pare che né i politici né i tecnici abbiano qualche responsabilità: nello stesso tempo la popolazione di Shanghai è cresciuta del 37% (da16 milioni a 23).
Lecco è ancora in attesa che la Babele sia terminata: la politica a Lecco va come un treno accelerato degli anni cinquanta. 
Il costo complessivo di affitto in Corso Promessi Sposi dal 2011 al 2016 sono circa 4 milioni di euro: non poco per il contribuente.  Non è un bel segno di gestione.
La Torre del futuro tribunale è ancora inconclusa. Ci vogliono altri mesi o anni. 
Qualcuno pensa di tenere il Tribunale in Corso promessi Sposi, è un’idea antieconomica che ricade sulle tasche dei cittadini, inoltre penalizza ulteriormente tutta quell’area urbana di Piazza Garibaldi e il brutto, squalificante intervento di Piazza Degli Affari.
E’ ora di risistemare, ristrutturare il Palazzo Cerghini. 
Nel 2010, la valutazione dei beni culturali architettonici della Regione Lombardia, definisce discreto lo stato di conservazione dell’intero bene architettonico. L’immobile è costituito da 5 piani distribuiti su piani orizzontali e piani verticali a elementi seriali, la configurazione strutturale primaria è composta di un edificio in muratura continua e telaio in cemento armato con rivestimento in bugnato di pietra e inserti in vetrocemento, portico di accesso e porticato al piano terra su piazza interna, balconi in aggetto e cavedio interno.
E’ necessario sistemare il bene, rimetterlo in ordine senza alterare l’architettura interna, l’architettura va mantenuta come si fa per il restauro delle opere d’arte. E’ un bene architettonico da salvaguardare, da sistemare subito altrimenti potrebbe fare la fine del Cinema Lariano, di Villa Ponchielli, l’elenco è lungo.
 Ora quel quadrilatero urbano, pur essendo in centro, è una zona morta, non bastano quattro scalcagnate bancarelle e luminarie a dar vita al centro della città di Lecco.
Il centro si sta trasformando sempre più in una sagra paesana della bassa, molto bassa, baviera.
Lecco merita di più. 
Non c’è un briciolo di estetica progettuale e strategica nei governanti della città. Sono ridicoli e forse un po’ patetici quando tagliano nastri in merito a cose banali e ovvie.
La città richiede un costrutto più articolato e non solo di una semplice, ordinaria manutenzione.