20171031

OSSERVATORIO CONGIUNTURALE: I DATI DI SETTEMBRE Un quadro stabile, con segnali di miglioramento per i principali indicatori


I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido relativo al mese di settembre 2017, condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, mostrano un quadro diffusamente stabile ma caratterizzato da alcuni elementi di miglioramento rispetto a luglio.

Gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato delineano una fase di mantenimento dei livelli, confermato sia dai giudizi di stabilità espressi direttamente, sia dal bilanciamento tra indicazioni di diminuzione e di crescita.

La domanda interna risulta stabile, mentre migliora a livello dell’export dove un terzo delle imprese del campione (33,3%) comunica una crescita degli scambi, a fronte di una quota inferiore di realtà (24,2%) che indica un rallentamento.
L’attività produttiva è allineata a quanto registrato per la domanda nazionale; nel dettaglio si rileva stabilità per il 41,7% del campione, aumento dei livelli per il 30,1% e diminuzione per il restante 28,2%.


L’utilizzo degli impianti, per le realtà del campione risulta mediamente in crescita rispetto alle precedenti edizioni dell’Osservatorio, attestandosi a quota 80,1% (era 74% ad aprile e 70% per i primi sei mesi del 2017).
Il fatturato è in crescita per un’impresa su tre (33,3%), rallenta per il 34,3% mentre si mantiene stabile per il 32,4%.

Le aspettative per le prossime settimane risultano orientate prevalentemente alla stabilità. Tuttavia, è rilevabile una maggior incidenza delle prospettive di crescita (24,3%) rispetto a quelle di rallentamento (10,3%).
I casi di insolvenza e i ritardi di pagamento, con il limitato orizzonte temporale di visibilità sul portafoglio ordini, continuano ad essere fattori penalizzanti per le imprese. I fenomeni di insolvenza interessano in particolare quasi un’azienda su due (46,2%), con un peggioramento rispetto a luglio per il 17,2% del campione. La visibilità sugli ordini, invece, non supera il trimestre per quasi l’85% delle aziende intervistate.
Criticità anche sul versante dei costi di approvvigionamento delle materie prime, con un aumento per oltre quattro imprese su dieci (42,3).

Nei rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito si registra stabilità delle condizioni praticate; vi sono però indicazioni di aumenti che riguardano sia gli spread e i tassi applicati, sia le spese e le commissioni applicate dalle Banche.
Lo scenario occupazionale risulta improntato ad una diffusa stabilità, con previsioni che confermano il mantenimento dei livelli anche nei prossimi mesi.


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“È ormai da qualche tempo che rileviamo una tendenza generalmente positiva dei principali indicatori, anche se ancora non uniforme – commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva. In particolare il dato dell’export risulta ancora una volta elemento propulsivo. Credo di poter dire che, fortunatamente, il peggio sembra essere alle nostre spalle. Ora dobbiamo continuare a credere nella crescita e a investire sulle nostre leve strategiche, come le risorse umane, le competenze diffuse, la qualità dei nostri prodotti, la capacità di proporre soluzioni innovative, l’apertura internazionale ma anche la capacità di innovare, che oggi ci spinge sempre più verso la fabbrica 4.0, per sostenere la crescita e andare definitivamente oltre il periodo negativo”.
“Tutti questi ambiti sono presidiati dalla nostra Associazione con servizi specifici, al passo con i cambiamenti sempre più veloci e calibrati sulle esigenze delle diverse imprese - evidenzia il Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori. L’Associazione è stata un partner affidabile per il sistema produttivo nel periodo della crisi; ora che i segnali di ripresa si manifestano sul territorio e nel Paese noi continuiamo ad esserci, mettendo a disposizione gli strumenti utili per agganciare la ripresa”.

GLI ORDINI
La domanda delle imprese dei tre territori descrive un quadro pressoché stabile a livello domestico e una fase favorevole a livello di export.
Nel caso degli ordini sul mercato nazionale si rilevano livelli stabili rispetto a luglio per il 36,2% del campione, aumenti per un’azienda su tre (33,3%) e diminuzioni per il restante 30,5%.
Le esportazioni sono invece in crescita per un terzo delle aziende (33,3%), stazionarie per il 42,4% e in decelerazione per il 24,2%.
In alcuni casi l’andamento della domanda risulta influenzato da dinamiche di stagionalità.

Per le aziende di Lecco e Sondrio si registra una fase favorevole sia per la domanda interna, dove prevalgono le indicazioni di aumento (36,7%) rispetto a quelle di diminuzione (30,6%), sia sul versante dell’export.

LA PRODUZIONE
L’indicatore associato all’attività produttiva mostra, per le imprese di Lecco, Sondrio e Como, uno scenario di diffusa conservazione, confermata sia dai giudizi di stabilità sia dal bilanciamento tra le indicazioni di crescita e di diminuzione.
Nel dettaglio, il 41,7% delle realtà del campione segnala livelli stabili rispetto a luglio, il 30,1% indica produzioni in aumento mentre il 28,2% comunica una diminuzione.
Il tasso di utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata si attesta a quota 80,1%, in aumento rispetto ai dati registrati per il mese di aprile (74%) e nell’ambito dell’Osservatorio Congiunturale relativo al primo semestre dell’anno (70%).
Rispetto al dato medio, l’utilizzo degli impianti produttivi è superiore per le imprese con oltre 50 occupati, rispetto a quanto registrato dalle realtà di dimensioni inferiori. Considerando invece i settori è rilevabile una maggior tasso di impiego degli impianti per le aziende metalmeccaniche rispetto a quelle tessili e agli altri settori.

Stesso scenario per le imprese lecchesi e sondriesi: la produzione risulta diffusamente stabile, mentre l’utilizzo medio della capacità produttiva si attesta a quota 81,2%.


IL FATTURATO
Le vendite delle aziende del campione nel suo complesso assumono variazioni in linea con quanto registrato per l’attività produttiva e rivelano un quadro improntato alla stabilità. Il 32,4% delle imprese segnala livelli di fatturato invariati rispetto a luglio, un terzo delle aziende (33,3%) un incremento mentre il 34,3% vendite in diminuzione.

L’indicatore per le imprese di Lecco e di Sondrio è simile: prevale la stabilità 36,7%, mentre i casi di aumento (30,6%) e di riduzione (32,7%) sono allineati.
LE PREVISIONI
Le aspettative per le prossime settimane indicano prevalentemente stabilità, nonostante si riscontri, in caso di giudizi di variazione, una maggior incidenza delle indicazioni di accelerazione rispetto a quelle di rallentamento. Le imprese di Lecco, Sondrio e Como ipotizzano uno scenario stabile nel 65,4% dei casi, un miglioramento per il 24,3% e una diminuzione per il restante 10,3%.
L’orizzonte di visibilità è ancora un elemento di criticità per quasi quattro imprese su dieci (38,5%), che indicano una previsione della domanda di poche settimane. Per il 45,2% delle aziende gli ordini in portafoglio coprono un periodo di qualche mese, mentre solo per il 16,3% l’orizzonte di visibilità risulta superiore al trimestre.
Per quanto riguarda le imprese lecchesi e sondriesi è evidente un maggior orientamento dei giudizi al mantenimento dei livelli, indicato da quasi tre aziende su quattro (74,6%). Le aspettative di crescita (17,6%) risultano più diffuse rispetto a quelle di rallentamento (7,8%).
La valutazione sulla visibilità del portafoglio ordini mostra orizzonti ridotti a poche settimane per il 41,7% del campione, di qualche mese per il 35,4% e superiori ad un trimestre per il restante 22,9%.
LE MATERIE PRIME

Si rivelano rincari per quanto riguarda i costi di approvvigionamento delle materie, sia per le aziende dei tre territori, sia per le sole realtà di Lecco e di Sondrio.
Per il 42,3% del campione i costi di acquisto delle principali materie prime utilizzate sono aumentati rispetto a luglio, mentre per il 57,7% del campione si è registrata stabilità. In nessun caso sono state segnalate riduzioni.

LA SOLVIBILITÀ

I casi di insolvenza e di ritardo dei pagamenti continuano a rappresentare un elemento di criticità per le imprese lecchesi, sondriesi e comasche.
Il fenomeno interessa quasi un’azienda su due (46,2%). La situazione è invece rimasta stabile per quasi tre quarti del campione (73,4%), si è ulteriormente aggravata per il 17,2% ed ha invece mostrato un miglioramento per il 9,4%.

Lo stesso quadro vale per lle imprese di Lecco e di Sondrio: i casi di insolvenza e di ritardi dei pagamenti sono stati infatti segnalati dal 48,0%, con una situazione rispetto al mese di luglio che è rimasta pressoché invariata.


I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO
Nei rapporti tra le imprese delle tre province e gli Istituti di credito con cui si opera stabilmente si rileva uno scenario di diffusa stabilità. Per il 93,3% del campione le condizioni applicate risultano infatti invariate, mentre per il 2,9% sono migliorate e per il restante 3,8% sono in peggioramento.
Analizzando nel dettaglio, è stato indicato un incremento per gli spread e i tassi di interesse dal 7,7% del campione mentre le spese e le commissioni bancarie sono risultate in crescita per il 15,4% delle aziende.
Riguardo la liquidità aziendale, le imprese hanno comunicato soddisfazione nel 32,7%, livelli nella norma nel 41,3% e possibilità di miglioramento per il restante 26,0%.


Per le realtà lecchesi e sondriesi i giudizi riguardanti il rapporto con gli Istituti di credito esprimono stabilità per l’89,5% dei casi, miglioramento per il 4,2% e peggioramento per il 6,3%.
La crescita degli spread e dei tassi di interesse tocca il 14,6% delle imprese, mentre le spese e le commissioni bancarie sono in aumento per il 18,8% del campione.

Nei giudizi riguardanti la liquidità aziendale, prevalgono i casi di soddisfazione (40,8%) e di livelli nella norma (40,8%), mentre le situazioni migliorabili incidono per il 18,4%.

L’OCCUPAZIONE
Sul versante occupazionale per le imprese di Lecco, Sondrio e Como il quadro è di diffusa conservazione dei livelli; circa tre quarti del campione (72,0%) segnala di aver mantenuto gli occupati. In caso di variazioni, prevalgono quelle di aumento (19,6%) della forza lavoro rispetto a quelle di diminuzione (8,4%).
Le ipotesi formulate per i prossimi mesi, e riguardanti in particolare lo specifico settore di attività, confermano lo scenario delineato in settembre. A fianco del 75,2% di realtà che indicano stabilità, continuano a prevalere i giudizi di aumento dell’occupazione (19%) rispetto a quelli di diminuzione (5,8%).

Anche i giudizi rilevati per le aziende di Lecco e di Sondrio sono in linea con quanto osservato a livello generale. L’indicazione prevalente è la stabilità (68,6%), mentre in caso di giudizi di variazione la crescita dei livelli (19,6%) incide in misura maggiore rispetto alla diminuzione (11,8%).
Le previsioni per i prossimi mesi si confermano diffusamente stabili (73,5%) anche se è rilevabile un maggior numero di ipotesi di incremento dell’occupazione (22,4%) rispetto a quelle di riduzione (4,1%).