20171024

RIVAROSSI, COMO SOGNA IL MUSEO DEI TRENINI

Nelle foto, l'ingegner Rossi e l'architetto Paolo Albano di Como con il monumento intitolato al geniale fondatore nella sua Albese con Cassano sede della prima fabbrica, voluto dal Comitato rivarossiano presieduto da Vittorio Mottola. 

I treni non sono solo un mezzo di trasporto e locomozione ma una potente metafora, come ci ha insegnato quel capolavoro della cinematografia degli anni ottanta che è stato Runaway train di Andrej Konchalowsky, regista che è stato ospite del Lake Como Film Festival due anni fa al Teatro Sociale. I treni raccontano storie, uniscono vite ed esperienze e destini. Fanno sognare, anche quando stanno in una tasca. Al mondo dei treni in miniatura, dei modellini in varie scale e alla loro epopea comasca nel segno dell’azienda Rivarossi è dedicato un volume riccamente illustrato, RIVAROSSI. Un percorso nel segno del mito pubblicato dall’Editoriale di Como (18 euro).

Con i suoi trenini, che fanno sognare piccoli e grandi da generazioni, Rivarossi è un marchio storico del modellismo, che ha tenuto alto in tutto il mondo il vessillo della creatività italiana. Artefice di questa storia industriale fu Alessandro Rossi. Il volume ne offre un ritratto inedito grazie alle testimonianze di coloro che lo conobbero e stimarono e di molti suoi collaboratori. 

Al geniale imprenditore, le cui creazioni sono ormai entrate nel mito, è stato dedicato un percorso celebrativo, con monumenti e mostre a Como, Cortina e Schio. Si tratta di un libro che esce con il coordinamento di Vittorio Mottola, animatore di molte iniziative culturali a Como, che da sempre sogna di dar vita a un museo Rivarossi a Como. “Come un piccolo ferroviere – dice Mottola -  ho preso il mio “treno” (il mio mitico Comitato) e ho iniziato a girare per tutte le città che portavano una testimonianza dell’ing. Rossi: Como (con il suo Monumento al Mito a Sagnino e la Mostra al Broletto, che ha appassionato più di 10 000 persone), Schio (sua città natale), Albese con Cassano (primo sito della fabbrica) e Cortina d’Ampezzo (ultima residenza), per portare la mia riconoscenza a quel signore che ha regalato un sorriso a tutti i bambini con i suoi fantastici giocattoli, lasciando un “Segno nel Mito”. E lungo il mio percorso ho trovato l’entusiasmo, la collaborazione e disponibilità di tanti (la sorella, i familiari e conoscenti di Alessandro
Rossi, Comuni, Enti, ex dipendenti della Rivarossi) che mi hanno spinto a pensare ancora più in grande”. Con la realizzazione di questo libro, si è voluto ripercorrere l’intero percorso e celebrare i trenini Rivarossi e il suo illustre costruttore, facendo sì che la testimonianza e l’amore per questo mondo da parte di così tante persone appassioni sempre più grandi e piccini.