20171012

Rotary Club Lecco Manzoni: vicini si , vicini no



Il consueto appuntamento settimanale del Rotary Club Lecco Manzoni ha visto accendersi  la discussione attorno a temi caldissimi: i vaccini, oggi al centro di dibattiti sempre più focosi, e la poliomolite, malattia altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a 5 anni, la cui eradicazione costituisce la mission principale del Rotary International da decine di anni.

Per la polio, come è noto, non esiste una cura, ma la malattia è oggi prevenibile attraverso una vaccinazione; ed è proprio questa vaccinazione che il Rotary utilizza per immunizzare il maggior numero di bambini in tutto il mondo: fino ad oggi si parla di oltre 2,5 miliardi di soggetti che hanno beneficiato del vaccino.

A snocciolare i dati sulla questione, offrendo una più ampia panoramica dell'attività rotariana a sostegno di questa importante causa, l'Ing. Cesare Cardani, responsabile della Campagna “End Polio Now”: “L’interesse verso la vaccinazione contro la polio nasce all’interno del Rotary International nel 1978, recependo alcune istanze che si dibattevano all’interno dell’OMS (WHO)” - ha spiegato Cardani -  “E’ alla fine del 1979 che si ha il primo gesto concreto ad opera di alcuni Rotary Club italiani – lombardi per la precisione - con alla testa il Presidente del Rotary Club Treviglio e della Pianura Bergamasca, Sergio Mulitsch. Vengono inviate 500.000 dosi di vaccino dell’Istituto Sieroterapico Sclavo nelle Filippine, dove, su iniziativa dei rotariani locali, era stata bandita una grande campagna di vaccinazione nell’ambito del Programma 3H (Health, Hunger, Humanity) della Fondazione Rotary”.
Segue, nel 1982, una campagna di più vaste proporzioni, sostenuta dai Distretti italiani, in Marocco. Il programma viene quindi adottato dal Rotary International, diventando il programma PolioPlus e nel 1985 comincia la mobilitazione internazionale. Nel 1988 viene siglato quindi l’accordo di collaborazione tra OMS, Rotary International, UNICEF e CDC (Center for Desease Control) per l’eradicazione della poliomielite GPEI (Global Polio Eradication Initiative).

“Dai 350.000 casi del 1988 in 125 paesi si è giunti ai 74 casi di polio da virus selvaggio nel 2015 in 2 paesi. Nel 2016 i casi si sono ridotti a 34 in 3 paesi. Al Pakistan e all’Afghanistan si è aggiunta la Nigeria, dove il morbo è riapparso dopo due anni di assenza” - ha proseguito l'Ing. Cardani - “L'impegno economico previsto per il 2020 è già quasi stato rispettato: su 7 miliardi di dollari richiesti ne mancano 0,3. Ma non è solo una questione di raccolta di fondi, il vaccino bisogna distribuirlo fino all’ultimo bambino”.
A partire dalla poliomielite, la discussione si è quindi allargata all'intera questione “vaccini”.
A trattarla, il Primario Struttura complessa Malattie Infettive dell'Ospedale A. Manzoni di Lecco, Dott. Paolo Bonfanti che ha affrontato da vicino la tematica attingendo ad un serbatoio di conoscenze prettamente scientifiche. In merito alla questione, il Dott. Paolo Bonfanti ha posto l'accento sulla questione delle “false notizie” e della “cattiva informazione” che spesso pullulano attorno ad “un tema tanto delicato”. Particolare attenzione è stata prestata al vaccino contro il morbillo, che oggi crea tanta perplessità soprattutto nelle giovani coppie con bimbi neonati. “E' fondamentale avere una corretta informazione che elimini tutti questi falsi pregiudizi, ancora oggi troppo diffusi” - è stata la considerazione del primario, che non lascia dubbi d'interpretazione.
Il primario ha ricordato che la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia è stata riunita in un unico vaccino combinato nei primi anni 70. Come tutti i vaccini, ed in genere ogni medicina in circolazione, ha controindicazioni, quali l’intolleranza al farmaco, e può causare reazioni avverse. Per questo, i vaccini hanno una propria formulazione a seconda delle malattie che devono contrastare, onde predisporre l’organismo a produrre anticorpi e cellule dell’immunità. E, dato che il morbillo è una malattia la cui incidenza sta aumentando in modo vertiginoso (anche e proprio a causa della mancata sottoposizione al vaccino di un numero sempre più numeroso di soggetti), con pesanti ripercussioni sulla salute di chi viene colpito, non solo nella fase acuta, ma anche a distanza di tempo, l’allarme è inevitabile.
Il Primario ha, poi, dedicato un seppur breve momento del Suo intervento alla così tanto paventata correlazione tra vaccino antimorbillo e l’autismo. È Sua opinione che  la paura dell'autismo secondario a vaccinazione sia semplicemente pretestuosa, stante il fatto che sia priva di dimostrazioni scientifiche, nonostante il numero enorme di dosi di vaccino somministrate negli ultimi 50 anni. La vaccinazione viene effettuata, in genere, prima della diagnosi di disturbo dello spettro autistico, così che la mente umana è portata ad associare con nesso causale e non, semplicemente, temporale, come dovrebbe essere, le due realtà.
La Presidente del Rotary Club Lecco Manzoni, Nicoletta Spagnolo, ringraziando i relatori per aver fornito chiari e precisi dati sui fenomeni Polio e morbillo in Italia e nel mondo, ha rimarcato quanto il problema vaccini richieda formazione ed informazione per non lasciare nell’ignoranza e nel dubbio vaste fasce di popolazione.

Da qui, l’impegno del Club a promuovere un Convegno aperto al pubblico che dia la parola ad autorevoli voci pro e contro i vaccini. E questo perché, ha concluso la Presidente, il male peggiore da sconfiggere è la scarsa consapevolezza, la svilita attenzione a problemi vitali per la nostra esistenza. Il Rotary a servizio dell’umanità non può che intraprendere questo percorso di conoscenza.