20171115

Addio Rosalba Riva, “ambasciatrice” di Casa don Guanella e testimone della solidarietà


di Claudio Bottagisi
Di lei don Agostino Frasson, responsabile di “Casa don Guanella” a Lecco, ha detto: “Era una di noi, una donna “innamorata” di don Luigi Guanella e della nostra comunità educativa. Ci voleva bene e qui era di casa. Si era presentata da noi alcuni anni fa, frequentava anche il nostro laboratorio artistico e apprezzava moltissimo i lavori dei nostri ragazzi e il ruolo degli educatori, con i quali aveva instaurato un legame davvero forte. Parlava di noi tanto (e bene) a tutti, al punto da essere divenuta negli anni un’ideale ambasciatrice della Casa. Sì, ci voleva proprio bene e ora ci mancherà, anche se sappiamo che continuerà a guidarci dal Cielo”.

E don Vittorio Bianchi, parroco di Abbadia Lariana, il paese dove lei abitava, non esita a definire “semplicemente splendida” la sua testimonianza. “La  testimonianza - dice - della gioia e della solidarietà”.
Gioia e solidarietà sono in effetti i valori che ha espresso in vita Rosalba Riva, morta martedì 14 novembre all’ospedale “Manzoni” di Lecco, dov’era ricoverata da pochi giorni in seguito a una caduta nella sua casa di Abbadia che le era costata la frattura del femore. L’intervento chirurgico era andato bene e tutto lasciava presagire che la donna, 81 anni il prossimo mese di gennaio, si sarebbe presto ristabilita e avrebbe recuperato quelle forze e quell’energia che l’hanno sempre contraddistinta.
Nella giornata di martedì, invece, la situazione è precipitata e nel pomeriggio il suo cuore ha cessato di battere.
Rosalba Riva aveva svolto per oltre dodici anni l’attività di volontaria tra i detenuti del carcere milanese di San Vittore e proprio grazie alla determinazione e all’impegno suoi e del “suo” Centro terziario ricreativo non pochi carcerati avevano avuto la possibilità di reinserirsi nel mondo del lavoro una volta scontata la detenzione.
All’interno del carcere, poi, i detenuti realizzavano sotto la sua guida collane che ad esempio nel 2010 erano state donate alla Veneranda Fabbrica del Duomo e messe in vendita per sostenere i restauri della grande guglia della Cattedrale di Milano.
Il lavoro dei detenuti si avvaleva anche della consulenza di maestri orafi milanesi, che avevano donato proprio a Rosalba Riva un manuale da cui trarre indicazioni utili per realizzare i gioielli. In quell’occasione erano stati realizzati più di 100 pezzi unici di collane che portavano il marchio “Collana Corona”: due C incatenate, una rosa e una bordeaux. Il marchio era stato depositato, a tutela della produzione dei monili nelle carceri a livello internazionale.
Con quel gesto i detenuti avevano tra l’altro risposto all’appello che l’allora arcivescovo del capoluogo lombardo, cardinale Dionigi Tettamanzi, aveva rivolto ai milanesi. “Invito tutti gli ambrosiani, cittadini e amministratori - aveva detto - a sentire il Duomo come la loro grande casa e a interessarsi dei suoi problemi, anche di carattere gestionale e economico”. E ancora: “La nostra città si prepara a vivere eventi che nei prossimi anni la metteranno al centro dell’attenzione internazionale, milioni di ospiti da ogni Paese. Sarebbe bello se trovassero una Cattedrale completamente restaurata e capace di stupire il mondo”.
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Nella foto, Rosalba Riva (in primo piano) ritratta da Afran nell’opera “Carlo Porta Street” realizzata dall’artista per dare un nuovo volto a via Carlo Porta, la strada pedonale che collega la zona commerciale al centro cittadino di Lecco. Il murales ha per titolo “Mai soli se solidali”.