20171122

ASVAP: UN RICONOSCIMENTO DAVVERO MERITATO

Di Germana Marini
Come è noto, domenica 3 dicembre alle ore 11.15 nella Sala Don Ticozzi di via Ongania avverrà la consegna delle civiche benemerenze, in concomitanza con le celebrazioni di San Nicolò, Patrono di Lecco.

Dopo il premio alla memoria al Maestro Francesco Sacchi, grazie alla cui fama la città di Lecco si è imposta all’attenzione dell’Italia e del mondo, sarà insignita di un meritatissimo riconoscimento l’Asvap, Associazione Volontari aiuto ammalati psichici di Lecco e provincia, la cui sede lecchese è in via Ghislanzoni 28.
Sede, il mio primo contatto con la quale è avvenuto un indimenticabile pomeriggio, in seguito al telefonico invito a presentare il mio romanzo “Così ho fermato il tempo”, da parte di una volontaria dell’associazione stessa, l’amabilissima Caterina, la cui umanità e sensibilità avrei scoperto essere unica. Dopo avermi riservato una commovente accoglienza, proclamandosi una mia fan da sempre e di aver apprezzato in modo particolare il suddetto libro, che l’aveva alquanto colpita per le sue analogie con l’esperienza da lei maturata nell’ambito dell’Asvap, a presentazione avvenuta si è fatta promettere che tutto non si esaurisse in quel nostro breve, felice incontro.
Una conoscenza, in realtà, che si è intensificata nel tempo, dandomi modo di beneficiare di tante confidenze, acute osservazioni, racconti, da costituire – l’avessi voluto – un intrigante intervista. Ho preferito invece tenerli per me sola, limitandomi a partecipare a chi legga quelle autentiche “chicche sapienziali”, da lei donatemi. Diciamo che dopo avermi presentato vari componenti lo staff dei volontari Asvap, insieme ad alcune persone “mentalmente disagiate”, che tali non mi sono affatto apparse, Caterina m’ha edotta circa lo spirito dell’Associazione stessa: quello di cambiare l’approccio alla salute psichica. “Nel nostro piccolo, cara”, mi ha detto, “scopriamo sempre più come il servizio da noi svolto incida, segnatamente nei confronti dei grandi depressi, fino a consentire loro di rarefare i colloqui con gli addetti ai lavori, psicoterapeuti e psichiatri”.
“Un’impagabile soddisfazione, credi”, si è espressa, “il vedere questi individui raggiungere progressivamente una condizione, se non di totale normalità, di maggior equilibrio dell’umore, comportamentale e affettivo, derivante dal fatto di farci oggetto di una benevolenza sincera in termini di empatia e gratitudine per quella considerazione, mai sperimentata in altri contesti. E noi pure vogliamo loro un gran bene, percependoli un po’ come “nostre creature”…”.
Questa la preziosa testimonianza di Caterina sulla base di un’annosa esperienza, che di cuore le auguro molto lunga ancora.
A Dio piacendo, le sarò accanto il 3 dicembre, per rendere il legittimo onore a lei e all’Associazione Asvap, nonché al Maestro Sacchi, alla Squadra antincendio, ad Amala Onlus e alla Canottieri.