20171118

C’è futuro per l’Italia? RC Lecco dà la parola a Carlo Pelanda

La ricetta dell’economista di fama mondiale: “Ripartiamo da welfare, imprese e società civile”


“Invertire il segno del declino del nostro Paese è possibile. I prossimi dieci anni sono decisivi”. Questa la – rassicurante e, nel contempo, sollecita – tesi di Carlo Pelanda, invitato mercoledì 15 novembre dal Rotary Club Lecco a delineare ai propri Soci il quadro socio-politico-economico italiano e globale, illustrando una proposta strategica per risolverne le criticità.


Economista italiano noto in tutto il mondo, consigliere politico di istituzioni nazionali ed internazionali, oltre che di gruppi di investimento industriale, Pelanda è docente di Economia e coordinatore del Dottorato di ricerca in Geopolitica all’Università Marconi di Roma, e membro dell’Oxford Institute for Economic Policy.

“Siamo grati al professor Pelanda per aver accettato di tornare a Lecco – ha dichiarato Francesca Rota, Presidente del Rotary Club Lecco – Da troppo tempo, infatti, la propaganda restituisce un quadro ambiguo e, spesso, contraddittorio della situazione economica e istituzionale del nostro Paese. Come persone attive e responsabili nel territorio, avevamo bisogno di un esperto che ci dicesse con realismo e schiettezza come stanno le cose realmente, proponendoci una strategia da percorrere per aiutare il nostro territorio e le nostre imprese, quindi anche il Paese, a ripartire”.


Secondo l’analisi di Pelanda, nel contesto della crisi mondiale delle istituzioni democratiche, l’Italia figura come il malato più grave, pur continuando ad essere la 7ª potenza manifatturiera del Pianeta e nonostante la straordinaria capacità degli italiani di reagire e di affrontare le gravissime difficoltà dell’ultimo decennio.
Come invertire, quindi, il segno della nostra economia e tornare a produrre ricchezza e benessere per il nostro popolo? La strategia dell’economista è incentrata sul restituire la possibilità alle imprese di generare ricchezza e di incrementare la capacità economica e i consumi delle famiglie. Il modo? Permettere allo Stato di governare realmente , liberare le imprese e i privati dai lacci di una burocrazia troppo ingorda ed ingombrante e di un sistema di tassazione iniquo, riformare radicalmente il sistema di welfare.



“La lezione di Pelanda – ha commentato la Presidente Rota – ci ha rilanciati nel nostro ruolo sociale di rotariani. Il compito di suscitare un nuovo fermento riformatore delle istituzioni e del sistema economico, infatti, non può che essere affidato alle classi intermedie, ai professionisti e ai territori: coloro che davvero creano ricchezza e fanno cultura”.