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“Delirio” di Enrico Magni e Simon Pietro Scaccabarozzi vince il Premio dell’Editoria abruzzese

Un riconoscimento prestigioso, un premio certamente meritato per due autori che alla capacità di “saper scrivere”, pregio oggigiorno tutt’altro che scontato e irrilevante, uniscono una spiccata professionalità e la capacità di affrontare tematiche di particolare delicatezza con garbo e al tempo stesso con la giusta determinazione.
                                        



La giuria della quinta edizione del Premio dell’Editoria abruzzese ha assegnato al volume Delirio. Composizione e scomposizione del pensiero delirante di Enrico Magni e Simon Pietro Scaccabarozzi (Punti di Vista - Edizioni Psiconline), il Premio dell’Editoria abruzzese riservato a opere di saggistica nazionale di autore non abruzzese.
La cerimonia di premiazione avrà luogo domenica 3 dicembre alle ore 16 presso il Circolo Aternino in piazza Garibaldi a Pescara.

Il volume origina e prende forma dal contesto clinico di un dipartimento di salute mentale in cui il delirio è parte sostanziale della quotidianità.
Latto del “delirare” oltrepassa il controllo della ragione e mette in scacco il potere del sapere.
Il libro conduce il lettore a scoprire come si forma e si struttura il delirio, come fa l’orologiaio che smonta, rimonta meccanismi e ingranaggi delicatissimi senza mai perdersi tra rotelle, congegni e senza smarrire il senso ultimo del lavoro, che è comprendere come si muovono questi ingranaggi dell’orologio. E’ scoprire come il gioco del disordine nasconda un ordine.
“[...] Il libro rappresenta davvero un lavoro attento e scrupoloso in un campo difficile come quello della psicopatologia del delirio (...) Il libro evidenza come il delirio costituisca il tentativo di risolvere un gravissimo conflitto psichico, mette in luce come il passaggio dal conflitto alla soluzione delirante sia un’operazione lenta e graduale, analizza ciò che precede il delirio, la logica con cui si sviluppa e le modalità con cui si declina. Tutto ciò rende il delirio qualcosa di meno oscuro e misterioso.
Gli autori cercano - per usare una loro efficace definizione - di acquisire ulteriori strategie comunicative, che tengano ben presente il rispetto del 'diritto a delirare' ben lontani dal 'furor sanandi'".

"[...]Meritano certamente stima e apprezzamento l’aver affrontato, con un’analisi così precisa e accurata, una realtà tanto piena di angoscia, anche perché, tra le pieghe del lavoro scientifico, si percepisce una calda e profonda partecipazione alla sofferenza
del paziente.[...]".