20171129

Eravamo in bianco e nero. Immagini di Lecco e provincia. 1880-1949


Sino al 27 dicembre sarà in edicola, con il quotidiano “La Provincia di Lecco”, a soli 4,70 euro, il libro fotografico “Eravamo in bianco e nero. Immagini di Lecco e provincia. 1880-1949”. E’ una vera e propria strenna natalizia che racconta per immagini la fine dell’Ottocento ed i primi cinquant’anni del Novecento a Lecco e nella sua provincia. Si tratta di una carrellata di oltre 150 fotografie che vogliono riproporre l’atmosfera di anni molto più lontani da noi di quello che indichino le date.
Diviso in cinque parti, il libro inizia con la città di Lecco. Si parte con le straordinarie fotografie di Carlo Moldenhauer  che danno il senso di questo libro; riescono infatti a ricreare l’atmosfera del suo tempo; non ci offrono solo l’aspetto documentario ma sanno comunicarci le emozioni di anni lontani da noi. Nel 1887 Attilio Moldenhauer, padre di Carlo e Attilio, aveva acquistato quella che era la Villa Brasilia di Antonio Carlos Gomes a Maggianico. Il medico Carlo (1873-1956), ha lasciato una raccolta composta in origine da almeno 1022 lastre, ordinata cronologicamente. Questo tesoro per immagini è una miniera di sorprese. Un patrimonio fotografico di cui le foto che si trovano in questo volume, rappresentano una minima parte.

 C’è poi la “Lecco dei grandi fotografi”, una parte curata da Luigi Erba, che evidenzia come nella prima metà del Novecento la nostra città sia stata il regno della fotografia. E’ lungo l'elenco dei grandi fotografi lecchesi, protagonisti di una stagione che ha visto la nostra città al centro del panorama internazionale. A Lecco hanno operato fotografi come Giuseppe Pessina, Carlo Moldenhauer, Federico Mariani, Umberto Paramatti oltre ai vari Alinari, Brogi, Rossi, Bosetti, unitamente a diversi fotografi stranieri legati al contesto lacuale e manzoniano. Grazie a loro si è conservata una memoria che ha saputo andare oltre la pura documentazione per sfociare nell'arte. L’ultima parte dedicata alla nostra città riguarda la “Lecco che produce”, ma è una visione diversa, che cerca di andare oltre quel ferro che ha caratterizzato quegli anni per cercare soprattutto i volti dei nostri imprenditori. Le fotografie della seconda parte riguardano i dintorni di Lecco. Accanto ai paesaggi che rivelano una natura oggi difficile da vedere, c’è molta vita dentro immagini strappate al quotidiano. Così è per i pompieri di Valmadrera (1928), tutti in alta uniforme per la foto di rito, e ancora per  gli abitanti e i villeggianti della frazione galbiatese di Patrizi (1933), tra loro una pecora a rendere il tutto ancora più bucolico. E non è male la compagnia d’arte varia “Eulalia” di Valmadrera (1947), che dopo le tragedie della guerra si concede alle finzioni del teatro.  Questo viaggio in bianco e nero continua su “quel ramo” del Lario. Si va dall’arrivo di alcuni viaggiatori a Colico, nel 1897/98, a quello delle truppe alleate a Mandello del Lario, il 25 aprile del 1945.  

Al fascino di paesaggi in cui la cementificazione non aveva ancora fatto danni, si alterna la vita quotidiana di paesi abituati a specchiarsi in acque che frequentemente venivano usate come vie di comunicazione. In pochi scatti ed in cartoline non prive di una certa ingenuità, c’è tutto un mondo, compreso quello laborioso delle aziende di questo pezzo del territorio lecchese. Le foto dedicate alla Valsassina e alla Valvarrone ci raccontano storie diverse legate alla montagna e alla necessità di collegamenti sempre più snelli. Ne “parlano”  le foto che fissano i lavori della Ballabio-Resinelli, una via importante che valorizzò non poco un luogo che fu per molti anni la montagna dei milanesi dediti allo sci. Ed in questo contesto ha un posto privilegiato Premana, un paese che è un unicum in tutti i sensi. In queste fotografie c’è molta vita di montagna ma anche insospettati squarci internazionali come la visita di un Maraja nel 1920. 
Chiude il volume la parte dedicate alle Brianze, visto che ci sono tante Brianze nella nostra Brianza. E non bastano poche fotografie a rendere merito a questa condizione umana e geografica le cui sfumature affondano in secoli di stratificazioni. Ad ogni modo anche in questa veloce carrellata di fotografie si possono trovare certe atmosfere oggi inesistenti ed è interessante vedere dialogare tra loro mondi un tempo paralleli. Così le gentili studentesse delle Dame Inglesi di Merate si confrontano con i giovanotti della Carniti di Oggiono. Mondi paralleli, che queste foto riportano alla luce rimandandoci a storie affascinanti.