20171117

I viaggi di Mozart in Lombardia in una pubblicazione del musicista varennese Cominetti


(C.Bott.) La storia dei viaggi a Milano del giovane Wolfgang Amadeus Mozart raccontata in una pubblicazione edita di recente da Unicopli. A scriverla è Ennio Cominetti, varennese, organista, compositore, direttore di coro e d’orchestra e attento divulgatore musicale.
Il libro (78 pagine) ha per titolo Mozart in Lombardia. Si tratta di una scorrevole pubblicazione e di una piacevole lettura, per appassionati non soltanto di musica ma anche della storia culturale di Milano e del suo territorio.

La sera del 22 gennaio 1770 Leopold con il figlio Wolfgang prendono alloggio nella foresteria dei Padri agostiniani a San Marco, dove un tempo scorreva il Naviglio di Porta Nuova. La location non è casuale. A due passi c’è Palazzo Melzi dove abitava il conte Karl Joseph Firmian, governatore generale della Lombardia e fratello dell’arcivescovo di Salisburgo Anton, datore di lavoro di Leopold Mozart.
Non è un viaggio di piacere. Wolfgang Amadeus aveva 14 anni e non era più un énfant prodige. Aveva strabiliato il Teatro dell’Accademia delle scienze di Mantova, aveva impressionato Cremona, ma era ancora troppo giovane per essere un compositore professionista.

Uno degli scopi del suo viaggio in Italia era la tappa a Bologna dove ottenne il titolo di compositore filarmonico.
Non un viaggio di piacere, si è detto, perché l’Italia del Settecento non è provincia, è capitale europea della musica e Milano è riconosciuta come la città della sinfonia per eccellenza. Quando vi giunge per la prima volta - il primo dei suoi tre viaggi italiani - a Milano vive ancora Giovanni Battista Sammartini, il compositore e maestro che aveva raffinato i canoni della moderna sinfonia e li aveva fatti conoscere in Europa.
In Italia Mozart scrive con il suo tono infantile e sentimentale che alcuni film di successo hanno reso celebre. E scrive in fretta e furia la sua prima opera lirica commissionata, Mitridate re del Ponto, che avrebbe dovuto debuttare il giorno dopo Natale. L’occasione della vita, per lui.
Il Teatro alla Scala non c’era ancora, ma c’era il Teatro Regio Ducale che sarebbe andato a fuoco qualche anno dopo. Fu un trionfo, venti repliche erano un evento mai visto in una città come Milano in pieno rilancio economico, urbanistico e culturale.
Nell’agosto dell’anno successivo Amadé e suo padre sono di nuovo in viaggio alla volta di Milano. La principessa Maria Teresa gli ha chiesto una “serenata teatrale” per le nozze di suo figlio, l’Arciduca Ferdinando, con Maria Beatrice d’Este. A ottobre, l’Ascanio in Alba è un trionfo. Maria Teresa regala a Mozart un orologio d’oro. Poi il ritorno tra Salisburgo e Vienna, dove sarà il resto della vita e dell’arte mozartiana. Dell’Italia e di Milano Mozart conserverà un ricordo senza incanto.
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Il maestro Ennio Cominetti svolge un’intensa attività in ogni parte del mondo. Si è esibito come solista e come direttore, con più di duemila concerti, nelle più importanti cattedrali e in alcuni tra i più noti teatri e cattedrali d’Europa, del Nord, Centro e Sud America, del Medio Oriente e in Africa. Le capitali e i Festival non si contano: Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Bari, Palermo, Monaco di Baviera, Colonia, Amburgo, Mannkeim, Hannover, Dortmund, Darmstadt, Aachen, Bonn, Copenaghen, Stoccolma, Uppsala, Cristiansand, Helsinki, Dublino, Madrid, Minorca, Buenos Aires, Rosario, La Plata, Montevideo, Montreal, Cleveland e Indianapolis, ma anche i Festival di Salisburgo, Aaland, Lucerna, Bourges, Le Havre, Carcassonne, Avignon, Auxerre, Sant-Tropez, Bruges, Maastricht, Linz, Bratislava, Heidelberg, Trier, Ulm, Ingolstadt, Kiel, Lubecca, Weimar, Mülhausen, Olmutz, Danzica, Lublin, Kielce e Cracovia.
Rilevante il successo da lui ottenuto in una tournée in Russia e presso la Cattedrale dell’Artico in Lapponia.
Di lui è stato scritto: “Nemmeno a Heidelberg capita tutti i giorni di poter ascoltare un interprete così eccellente come l'organista Ennio Cominetti. Si è presentato come solista di grande virtuosismo, con un fuoco d'artificio di articolazioni organistiche e di possibilità di fraseggio che hanno trasformato l'ascolto in un avvenimento”. E ancora: “Il recital di Cominetti: una lezione di compostezza e di stile” e “La sua chiara e pulita esecuzione scaturisce dall'intuito del vero senso del linguaggio musicale”.

La sua attività divulgativa nel campo della musica sacra lo ha portato a promuovere festival e rassegne su strumenti storici di assoluto valore. Nel “Circuito organistico internazionale in Lombardia”, ideato e diretto dallo stesso Ennio Cominetti, con circa 80 concerti l’anno da oltre venticinque anni vengono valorizzati alcuni tra gli organi storici più significativi della nostra regione.
Ha inciso Cd, realizzato video, scritto articoli per riviste musicali italiane ed europee, tenuto conferenze, master class e presieduto giurie.
I suoi Cd vengono così accolti: “Cominetti spazia abilmente tra le modeste possibilità foniche dello strumento, aggiungendo e togliendo i registri al momento giusto, mantenendo un grande equilibrio sonoro. A questo si aggiunga una grande capacità di articolazione e una lettura chiara e meditata che rende sempre perfettamente udibile l’intreccio delle voci e i loro giochi di rimandi. La sensazione è quella di pagine facili, tanto è la leggerezza e la naturalezza di Cominetti”.
Ha fondato e dirige l’Orchestra cameristica lombarda, l’Ensemble vocale “Soli Deo Gloria” e il Coro accademico lombardo, compagini formate da musicisti professionisti, oltre all’Ensemble strumentale “La scala”.
I repertori di tali formazioni spaziano dall’opera lirica all’operetta, musica sinfonica, da camera, Madrigali, Mottetti e Oratori, senza disdegnare peraltro la musica moderna.
Compositore di musica organistica, strumentale, corale e per banda, ha avuto svariate rappresentazioni per Rai Radio 3 ed emittenti straniere. Le sue composizioni sono regolarmente pubblicate da case editrici italiane e tedesche.

Dopo avere ottenuto la cattedra di Organo complementare e canto gregoriano al Conservatorio di Trapani, vi ha rinunciato per dirigere il dipartimento di Musica sacra dell'Arts Academy di Roma, dove per anni ha tenuto anche la cattedra di perfezionamento in organo, portando alcuni allievi a guadagnare riconoscimenti nel corso della loro carriera. E’ consulente esterno per la Storia e l’interpretazione della musica italiana presso alcune facoltà universitarie europee.