20171101

Il pane "sospeso" dell'integrazione. A Lecco i fornai e i cittadini aiuteranno famiglie e immigrati in sofferenza.



di Gianni Riva
LECCO - Dodici panifici dei 17 in attività impegnati nella solidarietà.  Tre mesi di pane "sospeso" a Lecco con una gara di solidarietà per mettere michette o sfilatini sulla tavola delle famiglie in difficoltà. Il progetto è nato dalla collaborazione tra Confcommercio Lecco, Comitato “Noi Tutti Migranti” e il Comune di Lecco. Il progetto è semplice. Si entra nei negozi convenzionati, che espongono un’apposita vetrofania, si compra il proprio pane e lo si lascia in parte pagato per i concittadini che sono seguiti dai servizi sociali del Comune e delle associazioni. Così, chi ha bisogno potrà ritirare il proprio pane "sospeso", "Si tratta di un’iniziativa positiva, per questo abbiamo deciso di farne subito parte – commenta  Giuseppe  "Peppino" Ciresa già presidente della Confcommercio Lecco - il pane da sempre è un alimento base.  Un tempo si diceva che era il cibo dei poveri. Abbiamo aderito molto volentieri". L'assessore ai servizi sociali del Comune di Lecco Riccardo Mariani, aggiunge: "un'iniziativa forte e intensa che si inserisce nella collaborazione già in atto con Confcommercio nell'ambito del patto di comunità. Si dà attenzione forte sul tema cruciale della fragilità. Una sorta di adozione di vicinanza, di relazione sociale che ha già visto il successo dei pranzi sospesi con una decina di locali aderenti e 500 tra pranzi sospesi e calmierati serviti quest'anno. Ma non solo come il Caffè sospeso in atto nei bar e esercizi pubblici aiuta chì non si può permttere di berlo". Il progetto "Pane sospeso" prenderà avvio fra 15 giorni come è stato detto nella sua presentazione alla Confcommercio. Presenti: Andrea Massironi dell'associazione Noi Tutti Migranti, Guerrino Donegà e Maria Andreotti, del comitato dell'associazione. "Il pane - ha concluso Maria Andreotti - è simbolo importante della nostra cultura, della nostra accoglienza, un segnale per confermare che i cittadini sono vicini a chì vive la sofferenza sia delle famiglie che chì è migrante in città"